Blog parallelo

Visualizzazione post con etichetta informatica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta informatica. Mostra tutti i post

sabato 30 giugno 2012

Il mistero delle previsioni del tempo nelle stazioni meteo radiocontrollate

Quanti di voi a casa hanno un orologio radiocontrollato, cioè dotato di un'antenna ricevente in grado di agganciarsi al segnale radio e captare quindi l'ora esatta?
Alcuni apparecchi forniscono persino le previsioni meteo*, ma mi chiedo come possano riuscirci. Voglio mettere alla prova la mia stazione Oregon Scientific.

*Le istruzioni riportano una probabilità del 75% di azzeccare.

L'antenna DCF77 all'interno della stazione meteo.

Il sistema DCF77. In Germania, nei pressi di Francoforte, s'innalzano delle antenne radio capaci di coprire con il loro segnale tutta l'Europa. A loro volta collegate con tre orologi atomici per trasmettere l'ora esatta negli orologi riceventi e fin qui ci siamo. Il fatto è che il sistema DCF77 invia pure le previsioni del tempo, udite udite, nelle corrispondenti novanta zone meteo in cui è ripartito il territorio europeo.  
Quindi le antenne di Francoforte non indirizzano un segnale differente in ogni regione geografica, ma trasmettono tutte le informazioni dappertutto. Spetta alla singola stazione ricevente captare il segnale radio adeguato. E come fa? La radiosveglia viene tarata prima della messa in commercio, suppongo.


Una radiosveglia/stazione meteo comprata nel Nordest dovrebbe essere stata preconfigurata per ascoltare solo le previsioni meteo del Nordest. Quindi mi è andata di lusso, avendo comprato l'apparecchio Oregon Scientific in Emilia Romagna e utilizzandolo ora in Trentino. Sempre di Nordest si parla, in fondo. O forse no, forse appartengono a due zone meteo differenti, seppur attigue.
Allora ecco la prova pratica: le foto in sequenza per vedere se il tempo corrisponde effettivamente alla previsione (basta guardare il riflesso).

Primo test: direi superato. Da sereno il cielo è diventato coperto.

Secondo test: superato con riserva.
La pioggia prevista si è fatta attendere un bel po' (due giorni).



Morale della favola. Mi verrebbe da pensare che tali stazioni meteo vadano comprate in un negozio vicino a casa nostra e non ordinate su internet da mille chilometri di distanza. O forse c'è ancora qualche dettaglio che non ho afferrato? Chi sa, parli!














foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd

venerdì 9 marzo 2012

Smontare la fotocamera Nikon Coolpix P50 con l'obiettivo bloccato

Nikon Coolpix P50 con l'obiettivo bloccato. Si può riparare?
L'obiettivo telescopico delle fotocamere compatte si rivela un vero e proprio tallone d'achille. Spesso, infatti, resta incastrato e a rimetterlo a posto sono dolori. Il prezzo per la riparazione, parole del supporto tecnico, è assolutamente proibitivo: conviene comprare una fotocamera nuova piuttosto. L'unica soluzione che ci resta è premere dolcemente sull'obiettivo telescopico (magari indovinando una rotazione...) e sperare di rimetterlo al suo posto senza troppi danni collaterali.
Stavolta la manovra è andata male e questa fotocamera Nikon Coolpix P50 si può buttare: dentro si sentono dei pezzettini di plastica che sbattono, deve trattarsi degli ingranaggi miniaturizzati che regolano il movimento telescopico delle lenti.


Smontare la fotocamera compatta Nikon Coolpix P50
Visto che la fotocamera è condannata, la smonto per scoprire tutti i suoi componenti interni.


Ho svitato tutte le viti (in totale saranno una trentina), alcune stanno nascoste negli angoli invisibili della fotocamera. Poi si può aprire il coperchio di plastica posteriore e vedremo il piccolo monitor lcd, una placca metallica di protezione/isolamento e la scheda.

Continuando a togliere viti e scollegando cavi flat, ho potuto rimuovere la scheda e portare alla luce il vano che contiene l'obiettivo telescopico della Nikon Coolpix P50. Il condensatore è rimasto pieno di corrente e bisogna stare attenti alle scosse (le pile, ovviamente, sono state tolte all'inizio).
Bisogna stare attenti anche alla polvere, che ricoprirà inevitabilmente tutte le lenti interne...




Il vano corazzato che protegge il sensore CMOS (l'occhio elettronico della fotocamera):

Come potete notare, il fragile cavo flat (il circuito arancione) che collega il sensore CMOS alla scheda si è strappato, probabilmente durante lo smontaggio. Ho provato a rimetterlo insieme con dello scotch ma, ovviamente, il cavo flat e il sensore sono da cambiare. Si potrebbero aggiustare solo con un micro saldatore provvisto di microscopi, usato da ditte specializzate (foto a sinistra).


L'obiettivo della fotocamera aperto
Sull'indice stanno i due fermi di plastica che si sono strappati durante il tentativo di aggiustare l'obiettivo telescopico bloccato (o prima, chissà). Per scrupolo ho provato a incollarli (con la colla cianoacrilica) al loro posto, ma già nel momento del riassemblaggio si sono spaccati nuovamente. Difficile incollare dei pezzi sporgenti di plastica stampata...


I componenti della fotocamera
Niente da fare, come era prevedibile. Per concludere una foto di tutti i componenti della fotocamera Nikon Coolpix P50.
Ora sono pronti per la raccolta differenziata...
(nota dell'autore)

O potrebbero ancora servire?

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd

sabato 4 febbraio 2012

Quanto costa un ritratto digitale? Un ibrido che vale quanto una tela?

La gente sborsa 200 euro per un paio di scarpe e vuole il quadro regalato.
(l'opinione di una pittrice sul web)

Era della fotografia? Il ritratto è ancora vivo
La fotografia la fa da padrone di questi tempi, è un dato di fatto. La foto è comoda, pratica, veloce da realizzare; per un ritratto o un'illustrazione dettagliata, invece, occorre molto più tempo. Da una parte c'è la gente comune, che passa il tempo a farsi decine di fotografie (sciocche, la maggior parte delle volte), dall'altra ci sono professionisti e artisti che realizzano opere pregevoli. Con l'avvento della fotografia il fenomeno del ritratto si è pesantemente ridimensionato, tuttavia rimane ancora vivo. La fotografia, infatti, presenta limiti di fantasia che un disegnatore supera brillantemente, visto che disegna quello che immagina e non quello che esiste.
Colleghiamo il ritratto a un comune olio su tela o a un carboncino, su carta o su tela. Bisogna cominciare a considerare, però, il ritratto digitale, la probabile via del futuro per gli illustratori. Così viene lecita una domanda: in caso di commissione, quanto costa un ritratto digitale?

Quanto costa un ritratto digitale? E uno su tela?
Spesso l'artista si rifugia nell'offerta libera perchè è difficile trovare un sistema per quantificare il valore di un disegno digitale.
A dire la verità, due sistemi per stabilire il valore ci sono, ma valgono per le opere d'arte "fisiche", che si possono toccare, uniche al mondo soprattutto. Molto del valore dipende da questo. Allora facciamo un passo indietro: quanto costa un ritratto convenzionale su tela?
  1. 800 euro al metro quadro: prezzo di partenza
  2. somma della base e dell'altezza per 10 e per un coefficiente variabile (la bravura dell'artista.. stabilita da chi? Dall'artista o da un'agenzia di rating? (...) 
Però capirete che il valore di un disegno è intrinseco, è introspettivo... non è una bistecca da pagare all'etto! Il fatto di stare su una tela o su un altro supporto le rende uniche al mondo, al contrario di un disegno digitale che può essere duplicato all'infinito. Ogni copia del disegno digitale è di fatto l'originale, per questo NON si possono applicare questi parametri e viene venduto in serie a basso prezzo.

Conclusioni: esempio di prezzi per un ritratto di 30 per 45 cm
  1. Un'illustrazione digitale generica, non personalizzata come un ritratto, non può superare i 10-20 euro, perchè viene venduta in serie 
  2. il ritratto su tela, o una tela qualunque, unica al mondo, delle stesse dimensioni, rispettando la regola del metro quadro, vale dai 100 euro in su 
  3. il ritratto digitale è un ibrido tra le due soluzioni precedenti, quindi a occhio il valore sarebbe a metà strada, meno il valore di una tela vuota, che rimane a carico del committente in ogni caso, quando compra la stampa.

Stampare un disegno digitale? Sembra una forzatura e ci rimette la fedeltà
Ultimare un ritratto digitale significa stamparlo su un supporto fisico di varia natura: carta fotografica, carta artistica, tela, alluminio, legno... Perchè stampare un disegno digitale, prodotto e visibile comodamente sul monitor del computer? La stampa assume i contorni di una forzatura.
Una forzatura a discapito della fedeltà: l'illustrazione su un monitor comune appare bella luminosa, stampata su carta, invece, apparirà più scura e si perderanno alcune sfumature del grigio scuro, uniformate con il nero.
Poi bisogna pensare anche a dettagli tecnici. Per esempio, un ottimo software di disegno come Corel Painter disegna a 8 bit (almeno la versione 9), profondità di colore assolutamente adeguata per i monitor, ma non eccelsa per la stampa e la fotografia in generale.


Confrontandosi con i professionisti del settore
Gli illustratori digitali professionisti  si fanno pagare 60 euro all'ora, ma lavorano molto rapidamente e usano tavolette grafiche d'avanguardia, software aggiornati e monitor calibrati.
In rete ci sono diversi ritrattisti tradizionali che lavorano online: basta inviare loro una foto e la riprodurranno su tela, poi spedita a casa. Con prezzi non così eccessivi. Nota: se da un lato aumenta il valore dell'opera, perchè realizzata da professionisti, dall'altra parte il valore dimuisce, perchè realizzata in catena di montaggio da uno sconosciuto che non fa altro che riprodurre la tua foto.


Il costo del ritratto digitale dipende molto anche dal tipo di stampa
La stampa intacca profondamente il prezzo di un ritratto. Confrontiamo le scelte per un ritratto da 30 per 45 cm:
  • stampa chimica su carta fotografica: la più economica (5 euro o poco più), ma ha bisogno di una cornice
  • stampa su carta artistica: qualità maggiore, prezzi variabili (20-30 euro). I servizi online sono più convenienti, ma bisogna aggiungere le spese di spedizione. Serve la cornice
  • stampa su tela: prezzi ancora maggiori (40 euro in su), ma non c'è bisogno di cornice. La tela, infatti, incarta un telaio di legno e si può appendere così.

Meglio quindi farsi fare un preventivo dal tipografo che si assumerà l'onere della stampa.

sabato 24 dicembre 2011

Risolto: da Alice 640k a Alice 7 mega. Problema risolto grazie al 187

Risolto: da Alice 640k a Alice 7 mega
Faceva impressione vedere la connessione adsl di Alice 7 mega viaggiare a solo 0,62 megabit. Lentezza esasperante per aprire i video di Youtube, ma anche solo per sfogliare le foto di Facebook o leggere le mail sulla casella postale di Yahoo. I nuovi filtri del telefono non miglioravano la situazione, così ho chiamato il 187 di Telecom, e, a forza di dai, hanno risolto il problema.
Ora connessione dieci volte più veloce grazie all'intervento del supporto tecnico, la velocità è stata ripristinata entro valori accettabili.
Ma partiamo dall'inizio...


Alice 7 mega scarica come un'Alice 640k
Lo si scopre con il test ufficiale, ma anche dall'utilissimo (e più comodo) servizio offerto da Speedtest. Sul test di Telecom, l'unico considerato attendibile dal supporto tecnico, viene mostrata la configurazione della linea adsl. La mia linea era configurata come offerta Alice 640k e le offerte successive non si potevano selezionare. La velocità di download testata, difatti, corrispondeva all'offerta selezionata. Come se il profilo della mia utenza fosse stato declassato...
Come è potuto succedere? Notate che solo la velocità di download è stata tagliata, quella di upload è assolutamente normale. Qualche tecnico ha pasticciato con gli spinotti in centrale? O Telecom cerca di fare economia tagliando la connessione ad alcuni per garantirla ad altri? O magari è stato colpito chi scaricava con il peer to peer?

Questo ragionamento l'ho fatto dopo, prima mi ero armato di telefono e avevo chiamato il supporto tecnico Telecom per delle spiegazioni...


Il 187 risponde: "mancano i filtri" Il commesso del Mediaworld: "ma quali filtri"
Novembre, prima telefonata al 187. Mi lamento per la lentezza dell'adsl. L'operatrice è molto disponibile e attenta. Fa mille domande, mi fa fare e rifare il test della velocità. Mi chiede i particolari del router e di come è messo l'impianto telefonico. Appena viene a sapere che ci sono due telefoni e un solo filtro adsl: diventa categorica: Devi aggiungere un filtro adsl per ogni telefono. Così Alice andrà più veloce.
Vado al Mediaworld per comprare il filtro che manca e il commesso, molto schietto, mi fa desistere dall'acquisto: I filtri aggiuntivi non servono a nulla.
Tuttavia, per scrupolo vado a comprarlo ugualmente. Lo installo e, come volevasi dimostrare, la velocità di Alice resta una miseria. Comincio a misurare la velocità della linea Alice, test su test, con ogni configurazione  possibile; qui sono visibili alcuni test con il router 3com 11g.


21 dicembre 2011, la segnalazione sul sito
Tento la segnalazione online sul desk tecnico personale: si lasciano due giorni di tempo al supporto tecnico per analizzare e risolvere il problema. Senza esito.


23 dicembre, il 187 risponde: "Le spiego il concetto..." La lunga telefonata
Richiamo il 187: stessa operatrice del mese prima. Le spiego, ora che ho capito, che non si tratta di un problema di linea, ma di un problema interno a Telecom. Mi è stato attribuito un profilo, offerta Alice 640 k, diverso a quello pagato sulla bolletta, Alice 7 mega. In base alla configurazione 640k, il test non può rivelare problemi, anzi, la velocità appare perfetta.
L'operatrice è scettica e mi vuole spiegare il suo concetto, il suo punto di vista. La linea è a posto, non c'è saturazione, non c'è niente di strano. Niente di niente. I miei 0,6 megabit al secondo sarebbero assolutamente normali per l'offerta Alice 7 mega(bit al secondo).
Io insisto: sto viaggiando a un decimo della velocità effettiva, faccio il test e le ripeto tutti i valori e di come so bene che non corrispondano ai valori che dovrei avere. Riferisco all'operatrice di come mi sia già informato sul problema dai resoconti sul web di altre persone. Queste persone avevano ripristinato la velocità di Alice 7 mega facendo cambiare al 187 la configurazione dal database.
Lei resta sempre scettica, ma sembra cedere (alla buon'ora!). La sento parlare sempre più spesso con un collaboratore. Poi però cambia tattica, mi vuole dare il numero di fax per esporre il reclamo e portare avanti la faccenda così.
Io penso che un risarcimento pecuniario mi sarebbe dovuto, ma voglio stringere un... compromesso. Le rispondo: non voglio chiederle un risarcimento, voglio che la linea ritorni a funzionare correttamente.
Lei si arrende, mi fa chiamare da un altro tecnico...


Interviene il nuovo tecnico. E come per magia...
Il tecnico mi fa rifare il test della velocità e, in diretta telefonica, controlla altri parametri. Quindi mi fa riavviare il router e mi fa ripetere il test. Molto simile a quello che compare a destra.
Finalmente, la velocità è ritornata entro limiti accettabili e dignitosi. 5,4 megabit/secondo. Abitando abbastanza lontano dalla centrale, mi spiega, non potrai mai avere la velocità piena. Ma questa va più che bene. Lo ringrazio tre volte, non ci credevo...

Risolto! Finalmente ho trovato un tecnico competente che mi ha riconfigurato la rete. Per chi si trovasse nella mia stessa situazione dite al tecnico di riconfigurare il profilo commerciale.
(esperienza del signor Marcello)

domenica 23 ottobre 2011

Occhio alla videocamera! Sceglierla economica e funzionale

Volete comprarvi una videocamera decente, ma volete anche risparmiare. Quindi vi imponete un budget di... 250 euro, che sembrano pochi. Sembrano. Con questa cifra prenderete in considerazione anche alcune fotocamere che fanno dei bei video. La scelta non è affatto scontata.


Idee chiare
La videocamera deve:
  1. Girare dei video di qualità...
  2. con audio ambientale decente...
  3. per avere delle scene da montare a casa...
  4. e ottenere un cortometraggio dignitoso.
Le handycam
Handycam, le chiamano così le videocamere compatte alla portata delle nostre tasche (non tutte). Il prezzo oscilla dai 150 ai... 900 euro. Sognatevi le telecamere professionali, come quelle del cinema o dei giornalisti, i prezzi sono assolutamente proibitivi.

Questo strano zoom...
La maggior parte delle videocamere assomiglia proprio a dei cannochiali elettronici: dispone di zoom da 40x, 50x, 70x... (la fotocamera difficilmente supera i 5x di ingrandimento). Parlo di zoom ottici ovviamente, lo zoom digitale sgrana e rovina l'immagine.
Ora spiegatemi a cosa serve tutto questo zoom. Dovete spiare i vicini? Dovete contare i crateri sulla Luna? Filmare il primo piano dell'automobilista che passa sotto casa? Guardate un film: vedete degli zoom per caso? Al massimo ci sono dei leggeri movimenti, a volte eseguiti in post-produzione.
Lo zoom esagerato è sinonimo di pigrizia. Per fare belle riprese dovete muovervi, avvicinarvi al vostro soggetto. Ricordatevi che qualità d'immagine e zoom non vanno molto d'accordo insieme. Le lenti non fanno miracoli, per avere riprese nitide dovete restare vicini. Più l'inquadratura è zoomata e maggiormente sarà suscettibile ai vostri movimenti, vere e proprie scosse telluriche. Senza contare che uno zoom durante una ripresa è una tecnica abbastanza scontata, da filmetto amatoriale, e il motorino delle lenti potrebbe rovinare l'audio.

Alta definizione e montaggio
Lavorare un filmato ad alta definizione richiede processori con almeno 4 giga di RAM. Per il fullHD servono macchine e software ancora più performanti. A cosa serve questa alta definizione, se non siete uno studio televisivo? C'è da dire che le videocamere registrano anche video più snelli, tuttavia, vista la pesante compressione, non sono molto adatti al montaggio/postproduzione.
Alta definizione significa anche grandi dimensioni dei file, con conseguenti problemi di spazio sul disco, e di eventuale spazio su un eventuale disco di backup. Se la mia Alice 7 mega viaggia invece a 0.6 e carica a 0,02 megabyte al secondo... come farò a caricare un video in fullHD sul mio sito o su Youtube?
Chi vuole montare video, quindi, è meglio che si procuri una vecchia videocamera miniDV, che registra in qualità analogica e a risoluzioni più ortodosse.


Stabilizzatore o treppiede?
Meglio un treppiede qualsiasi. Gli stabilizzatori non fanno miracoli, anzi, non fanno proprio niente... fanno solo lievitare il costo dell'apparecchio. L'opinione comune è diffidare degli stabilizzatori elettronici e affidarsi, se proprio proprio, a quelli ottici.
 
Microfono
Con 250 euro di budget, l'ingresso del microfono esterno ce lo possiamo sognare tranquillamente. Ci sarebbe la Aiptek AHD-H12, da provare però. Meglio investire un'altra piccola cifra per un microfono esterno, come lo Zoom H1.

Controllare i test degli altri utenti prima dell'acquisto
Youtube è pieno zeppo di utenti che fanno test. Purtroppo servono a ben poco, non riesco a vedere che mani tremanti e zoomate ugualmente tremanti (e sgranate, perchè anche la qualità va a farsi benedire con il massimo dello zoom). Gli unici video ben fatti sono tutti (o quasi) girati dai produttori, chissà come mai.

La fotocamera ritorna alla carica
Al giorno d'oggi le fotocamere fanno anche riprese video e le videocamere scattano foto. Con 250 euro è meglio una videocamera o una fotocamera? Il confronto si fa serrato.
Con meno di 200 euro si portano a casa signore fotocamere compatte con funzioni manuali e che fanno dei video molto, ma molto, decenti. Il problema è che le fotocamere, al contrario delle videocamere, non hanno il monitor lcd orientabile, essenziale per riprese amatoriali, autoritratti e così via.
Entrambe soffrono moltissimo la carenza di luce, l'effetto mosso e l'audio non eccelso. La discriminante, quindi, è se volete il monitor fisso o orientabile. 


Superaccessori, super... super...
Intelligenze artificiali, schermi tattili... c'è tutto l'immaginabile sulle videocamere. Mancano solo le cose fondamentali. Cercavo una videocamera spartana, che avesse il minimo indispensabile, che puntasse tutto sull'ottimizzazione della qualità video e audio. Ovviamente non esiste.
Alla fine ne ho provato due (la Samsung HMX-Q10 e la Panasonic HDC-SD40) per poi restare sull'ultima. Carina per carità (meglio della Panasonic di sicuro, per quanto ne dicano gli intenditori...), solo che ha troppi fronzoli. Ha un... sensore di gravità interno che permette di ruotarla di 180 gradi e lasciare l'inquadratura diritta. Roba da mancini. Ripeto quanto scritto sopra: meglio recuperare una vecchia miniDV. L'avrei fatto se avessi avuto tempi più larghi.



[ QUESTO ARTICOLO HA ATTIRATO UN TROLL (TROLL= maleducato che va giù pesante con le parole appoggiando la tesi contraria), devo quindi dedurre che l'argomento è scomodo, ho un motivo in più per approfondirlo appena ce ne sarà l'occasione. ]

giovedì 17 febbraio 2011

[informatica] Servizi gratuiti per ospitare siti web personali: webalice, altervista...

Gli utenti ADSL Alice sono tanti,
ma questo spazio gratuito non lo c*** nessuno.
Sfruttatelo, è utile.
(un utente della rete riguardo a Webalice)

Uso Webalice per ospitare il mio sito personale, questo per la cronaca:




Chi si abbona all'offerta internet di Alice (Telecom) ha incluso nel contratto uno spazio gratuito per ospitare un sito o pubblicare delle foto e altro materiale (via FTP o direttamente dall'interfaccia della casella postale di Alice). L'ho scelto al volo perchè non è facile trovare servizi di web hosting che offrono una presunta banda illimitata a costo zero e senza banner pubblicitari. I megabyte a disposizione, di base, sono 300, assolutamente sufficienti per il vostro sito, basta agire con un po' di economia. Webalice supporta l'html e anche il css, sempre che sappiate usarlo, io no...
Essenziali per mettersi al lavoro sono dei programmi di web authoring, cioè per costruire la pagine web. Kompozer, per dirne uno, è assolutamente free e molto immediato. Non occorrono conoscenze di linguaggio html, ti costruisci la pagina esattamente come compili un documento Word, scegli i colori, le dimensioni dei caratteri e così via. 


La procedura, a grandi linee, è la seguente:
  1. progetti il sito
  2. carichi su Webalice (http://mail.alice.it/) le immagini e i file che saranno visualizzabili/disponibili sulla pagina web
  3. costruisci la pagina web scrivendo testo e link, costruendo tabelle e inserendo le immagini caricate, recuperandone l'URL
  4. carichi su Webalice le pagine web appena create, pubblicandole
Pro e contro del servizio.
Pro. Non mi è mai, e ripeto mai, capitato di perdere i file caricati, problema comune con le immagini di Imageshack, per esempio. Google indicizza il sito senza problemi, l'importante è che:
  1.  posti il link per il tuo sito ovunque (non su un blog solo)
  2. qualcuno lo cerchi col il motore di ricerca e, in mezzo ai risultati, ci clicchi sopra.
Webalice ti antepone, come "prefisso", http://www.webalice.it/tuonome, Google Sites, invece, un più articolato https://sites.google.com/site/tuonome. Altervista, un migliore http://tuonome.altervista.org/.
I contro. La banda (la velocità di navigazione) è veramente illimitata? Alcuni mi hanno avvisato che il sito si carica molto lentamente, altri non hanno mai avuto problemi di sorta. Idem con i visitatori stranieri.
Qualcun altro si è lamentato che, a volte, al posto della pagina richiesta ne compare una vuota, con la dicitura PAGINA WEB NON ATTIVA. L'ultimo problema si risolve facilmente in questa maniera.
Per abilitare questo spazio occorre contattare il servizio tecnico della Telecom, che si accerterà che siete gli effettivi proprietari della linea, non ce l'avete in automatico
Uno dei problemi più grossi (e attuali), però, è il login al servizio, cioè Alice Mail (http://mail.alice.it/), con le connessioni lente. Non funziona. Il sorriso della Hunziker mi fa venire un nervoso che non vi dico, quando clicco su accedi venti volte di continuo e non succede niente.


Erano due giorni, per dire, che cercavo di loggarmi per inserire il nuovo autoritratto nel sito. Ce l'ho fatta solo adesso. Molto dipende dalla lentezza della linea Telecom. Se sono collegato a Facebook, per esempio, non riesco a collegarmi al mio sito personale, poco ma sicuro.
Webalice, poi, aggiunge una stringa in codice in ogni tua pagina, denominato Red Sheriff Limited e RedMeasure, un programmino che monitora il contenuto delle tue pagine. Ciò non viene riportato nel contratto, ma credo sia una prassi per ogni gestore di siti, responsabile per i contenuti che offre.


Alternative al sito della Telecom? Senza pubblicità: Google Sites
La prima che salta all'occhio è Google Sites ( https://sites.google.com/site/sites/ ). In tanti si lamentano che non è personalizzabile. Difatti, se hai poca pratica di linguaggio html, avrai a disposizione dei modelli già predefiniti, in poche parole pagine e colori come quelli a disposizione per un blog.
Altervista ( http://it.altervista.org/ ) offre un servizio tutto suo. Cominci con un sito gratuito ma di terzo livello, cioè con caratteristiche limitate. Tuttavia, se inserisci delle pubblicità particolari, mano a mano che attiri traffico, guadagni dei soldi virtuali, gli Altercents, che ti permettono di migliorare il tuo sito personale.




Pagando: compri un dominio personalizzato
Se devi pubblicizzare un prodotto in maniera efficace e sai che ne vale la candela, allora ti conviene comprare un dominio e pagare il suo relativo abbonamento annuale. Solitamente è una spesa piccola, ma può variare, a seconda di quanto traffico vuoi attirare. Un sito comprato, da Google per esempio, schizzerà ai primi posti delle ricerche.
In ogni caso questo discorso è molto generale: un sito completamente gratuito conserva tutte le carte per superare in traffico quello più pagato. Tutto dipende dal contenuto e dall'interesse che sprigiona.

martedì 1 febbraio 2011

[approfondire] Iscriversi per difendersi dal telemarketing selvaggio

Stanchi delle pubblicità telefoniche?

Il telemarketing rincara la dose. 
Vi chiamano al telefono ogni santo giorno per della pubblicità molesta? Ho una pessima notizia da darvi: da oggi, 1 Febbraio, scatterà quello che gli esperti hanno definito telemarketing selvaggio. Le associazioni consumatori lamentano una grave evoluzione del problema. I rapporti si sono invertiti, in maniera molto assurda. Se prima venivate contattati solo previo vostro consenso (ma quando mai? quando lo abbiamo dato il nostro consenso?) ora sarà l'inverso: sarete voi a dovervi attivare e dichiarare che non volete più ricevere telefonate da scocciatori. 


Ebbene, come si fa?
Siamo costretti a iscriversi nel Registro delle Opposizioni per negare alle aziende moleste di rovinarci la giornata a ora pasti. La pagina per l'iscrizione è questa. Avete diverse modalità di iscrizione: via telefono, via internet e via raccomandata.
Ho scelto l'opzione informatica, molto semplice e gratuita (anche la telefonata lo è, essendo un numero verde). Dovrete inserire i dati dell'intestatario del numero di telefono, inviarli e il gioco è fatto. Purtroppo, oggi, il sito pare sovraccarico. Consiglierei di provare a ora tarda o nei prossimo giorni. Altrimenti ci si può rivolgere a associazioni di consumatori più piccole, territoriali, che vi aiuteranno.


Ricevo già pubblicità telefonica molesta. La situazione migliorerà con l'iscrizione?
Assolutamente no. Se vi chiamavano già nel passato, senza il vostro consenso, non vedo perchè devono smetterla proprio adesso. Dovete considerare, però, che la situazione non peggiorerà ulteriormente con l'iscrizione. Meglio di niente, no?
Contate poi, che l'inserimento nel registro di milioni di abbonati richiederà un lasso di tempo enorme. Anni di attesa, e, probabilmente, di pubblicità molesta.



giovedì 20 gennaio 2011

[informatica] Quando il portatile non rileva più il lettore mp4... risolto!

Le porte USB che non funzionano: problema di driver o di virus?

Ho tra le mani un Compaq Presario CQ70, con Vista come sistema operativo. L'impressione è molto buona: ottimo rapporto qualità/prezzo, monitor enorme e chiaro, anche se solo lcd, un po' stancante e tremolante rispetto al led, e buona velocita generale. Il disco fisso è un po' rumoroso, ma le ventole, invece, sono più silenziose di molti altri modelli.
Se proprio devo trovare un problema è il sistema operativo installato, Windows Vista.
Da un giorno all'altro, infatti, le periferiche (ma solo quelle di massa) USB non vengono più riconosciute. La maggior parte, almeno.

Questa la comunicazione riportata:

"il driver del dispositivo è stato rilevato, ma si è verificato un errore durante l'installazione. Impossibile installare il driver"


La vecchia chiavetta da 128 megabite della SanDisk funziona perfettamente, quelle più grandi, in ordine di 4 Giga o più, sono diventate inacessibili. Stessa sorte per il lettore mp4 della TEAC ( MP-255). Nota: sul vecchio e caro Windows XP non sussiste alcun problema.
Il sito della TEAC offre un nuovo firmware da installare. Procedura abbastanza semplice, che si può consultare sui manuali (link per firmware e manule). Installazione andata a buon fine ma il problema resta.
Mi informo un po' in giro e scopro che la colpa potrebbe essere del driver del lettore, un certo ROCKCHIP driver, che non viene più caricato all'inserimento della periferica nel computer. Driver introvabile per Vista, dato che questo sistema operativo non richiede alcun driver, trattandosi di una periferica plug&play.


Fermo restando che la soluzione migliore sarebbe quella di passare a sistemi operativi migliori (non avete una copia di Windows XP? scaricatevi Ubuntu! è gratuito, velocissimo, non richiede driver e antivirus da installare...), ho pensato che il problema fosse a monte, nella scheda madre, nei suoi driver.
Difatti il manule recita:
Problema
IL PLAYER NON VIENE RICONOSCIUTO DAL PC
-> Possibile causa
LA PORTA USB NON VIENE SUPPORTATA DALLA SCHEDA MADRE DEL PC
-> Soluzione
AGGIORNARE O SOSTITUIRE LA SCHEDA MADRE


I primi due tentativi.

1) Usare un antivirus. Su penne USB e lettori mp3 e mp4 si può nascondere facilmente il WORM Conficker, che può pregiudicare le funzionalità di queste periferiche. Grazie al tool Flash Disinfector (scaricabile qui) ho rimosso le eventuali infezioni. Tuttavia la periferica rimaneva invisibile sul coputer incriminato con Vista.

2) Ho quindi provato con una manovra un po' invasiva e rischiosa. Una guida trovata in rete, infatti, consiglia di rimuovere manualmente alcuni file di sistema. Dopo aver accertato che questi file si sarebbero ricreati in automatico al prossimo riavvio, sono ricorso all'utilissimo cd di Ubuntu. Senza installare nulla, sono entrato nel computer con questo sistema operativo, per entrare sul disco rigido e cancellare i seguenti file (altrimenti Vista me lo impedisce, per via delle autorizzazioni) dalla cartella C/windows/inf:

a.. drvindex.dat
b.. infpub.dat
c.. infstor.dat
d.. infstrng.dat
e.. infcache.*
f.. setupapi.*
Dove c'è un asterisco devi cancellare quei files con tutte le estensioni (esempio : per il file setupapi.* si intendono setupapi.app.log, setupapi.dev.log, setupapi.ev1, setupapi.ev2 e così via). Ho riavviato Vista, i file si sono rinnovati, ma il lettore mp3 non funzionava ancora. 
Al posto del cd di Ubuntu si può usare, teoricamente, anche un programmino "Own-ita" che permette di superare i divieti di Vista. Ripeto teoricamente, visto che, nel mio caso, non ha funzionato.


Come ho risolto...
Un'altra guida nella rete consigliava di disinstallare tutti i driver nel controller USB e poi riavviare. Avevo già tentato all'inizio questo rimedio, ma non funzionava: i driver si reinstallavano correttamente ma il lettore non si vedeva.
Alla fine, prima di rinunciare, ho riprovato, anche se non proprio nella maniera indicata....
Per raggiungere la GESTIONE DISPOSITIVI il percorso è il seguente:
COMPUTER
PROPRIETA' DEL SISTEMA
GESTIONE DISPOSITIVI
(continua)

Ho provato a disinstallare dalla GESTIONE DISPOSITIVI tutte le voci HUB RADICE in CONTROLLER USB, a partire dall'ultima, con la periferica collegata (non guardate l'immagine, io ho rimosso solo le HUB RADICE). A un certo punto, mentre ero preso a rimuovere le radici, il computer ha cominciato a reinstallare driver, in automatico. Dopo due minuti buoni di operazioni mi accorgo che, finalmente, il lettore mp4 della TEAC è diventato nuovamente accessibile!
Strano che al primo tentativo non abbia funzionato... Misteri di Windows!

Ripeto, si possono evitare tutti questi problemi ricorrendo a Ubuntu, la distribuzione Linux più popolare e più immediata all'utilizzo, senza contare che è gratuita e assolutamente migliore della concorrente. L'unica sua pecca è la non compatibilità con alcuni (pochi) programmi di grafica o professionali. Nel caso non li usiate, allora, cambiate subito...

Qui il link per scoprire e scaricare Ubuntu.

giovedì 6 gennaio 2011

[informatica] Quando il televisore non funziona più.... si prende il fon! (o si mette in forno?)

Il televisore LCD Philips dei miei si è piantato (un Flat TV with Crystal Clear III 15" LCD 15PF5121 per l'esattezza) per la seconda volta. Portarlo di nuovo a farlo riparare? Comprarne uno nuovo? Non ci sono altre possibilità per chi non è un tecnico specializzato con interi cassetti di componenti di ricambio a disposizione.
E poi mi viene in mente un anonimo contatto di Youtube e il suo semplice trucco per far ripartire queste diavolerie elettroniche sempre più delicate. Così ho riparato il televisore con l'asciugacapelli!



Cominciamo dall'inizio.
Il televisione era già stato portato in assistenza per una riparazione, alcuni mesi fa. Dopo circa 8 mesi si ripresenta lo stesso problema: si sente solo l'audio, il monitor resta nero. Dopo un po' la spia lampeggia 4 volte, poi pausa e poi un altro lampeggio. Deduco che sia un fantomatico (e introvabile) Error Code 41, credo. La prima volta i tecnici avevano sostituito il modulo PSU, che dovrebbe indicare il Power Supply Unit, cioè l'alimentatore, la strumentazione che rifornisce di corrente l'apparecchio. Quando ho ritelefonato all'assistenza mi hanno accolto con il loro disappunto: "Stessi sintomi? Ma come è possibile? Abbiamo sostituito la scheda con una nuova...". Fatto sta che, essendo fuori garanzia, la riparazione ci sarebbe costata circa 110 euro (dei quali 76 anticipati, perchè l'apertura di un apparecchio così delicato si rivela molto complicata e rischiosa, così dicono).


E la causa? 
I più accusano i condensatori, in particolare quelli dell'alimentatore che irrimediabilmente si danneggiano e perdono il loro liquido elettrolitico. Chi ne ha la possibilità li sostituisce uno per uno, o cambia direttamente l'intera scheda.
Un altra colpa gettonata è riferibile ai decoder esterni del digitale terrestre che sovraccaricano per molte ore al giorno componenti elettronici adibiti a un uso più moderato. 
Di fronte a questi problemi l'unico rimedio per il profano è staccare e riattacare la spina. A volte, a tentativi, la televisione ritorna a funzionare.



E interviene il santo fon...
Tempo addietro mi era partito anche il portatile. Avevo pubblicato il video delle sue condizioni precarie su Youtube sperando che qualcuno mi desse qualche dritta fai-da-te per rimetterlo a posto. Effettivamente qualcuno rispose...

Un certo 555maurizio (sul link la sua pagina di Youtube), tecnico riparatore, mi scrisse

è la scheda video andata, prova ad scaldarla con un fono ad alte temperature dovrebbe ripartire..
allora scalda la scheda video con un fono ad alte temperature, scaldala tanto cosi facendo la gpu grafica dovrebbe ripartire.. è successa anche a me su un portatile che ho riparato. io aggiusto i computer desktop e notebook

Ho collegato questo rimedio al televisore guasto: se funziona con la scheda video di un portatile potrebbe fare lo stesso con le schede interne della tv. Allora l'ho messo in pratica: ho smontato il coperchio e messo in luce le schede. Poi le ho scaldate con il getto rovente del fon. Miracolosamente il televisore si è acceso al primo colpo, andando perfettamente per ore filate, senza mostrare problemi. 
L'unico difetto è che dovevo ripetere la procedura ogni volta che accendevo la tv, che, spenta, si era raffreddata. La televisione ha campato per altri sei giorni, prima di partire definitivamente (forse..). Ho chiesto maggiori spiegazioni al contatto di Youtube e mi risponde:

siccome le saldature delle schede sono fatte a freddo con una pasta saldante con l'aria calda la pasta si scioglie e rifà fare contatto ai circuiti
questo metodo è usato dai (truffatori) ogni tanto riesce bene ogni tanto dopo 1 settimana si guasta ancora infatti prima di comprare una roba usata comprala solo da chi conosci

Questo non è un rimedio definitivo.
Non vorrei illudere nessuno, come ho già scritto il rimedio ha funzionato solo per qualche giorno. Si tratta di una dritta più utile per il portatile, permettendoci di riavviarlo e di salvare i dati.
E poi, soprattutto, non è detto che funzioni in tutti i casi di guasto...
Ricordate, inoltre, che il getto arroventato di un fon può causare danni, invece di porvi rimedio. La copertura della televisione, per esempio, si è colata in più punti. Le schede, in genere, dovrebbero essere molto più resistenti al calore, visto che quando sono in funzione raggiungono temperature molto elevate.

Aggiornamento del 12/10/2011Un altro esperto del mestiere mi ha detto la sua per salvare la scheda:

non si usa il fon comunque, non riesce a far risaldare le piccolissime stagnature saltate... si mette in forno a 150° per 5 minuti da forno freddo 7-8 minuti
non dura tanto, neanche in forno, se sei fortunato ci campi altri 2-3 mesi
i forno è + omogeneo, funziona meglio

venerdì 3 dicembre 2010

[informatica] I comandamenti di facebook

  Sto raccogliendo alcune dritte sul magico mondo di facebook.


1) Prevenire le epidemie.
Fate attenzione a quanti dei vostri contatti presentano sintomi di influenza, vaiolo, peste, colera, febbre endemica, lebbra. Lo diranno chiaramente nella home. Se sono già tre o quattro, o in ogni caso un numero ragguardevole proporzionato alla totatlità dei vostri amici, allora è meglio che non uscite di casa.

2) Single?
Il termine single può risultare estremamente ingannevole. Esiste:
  • il single onesto, quello veramente single. L'eremita (vale anche per la ragazza). Solitamente questo accezione suona come una condanna. Un nefasto corso degli eventi ha decretato questa situazione sentimentale. Difficilmente questo tipo di single attira: le ragazze si chiedono "Se resta single ci sarà un motivo". Non approvo assolutamente questo tipo di discorsi. Alcuni, dignitosamente aggiungerei, evitano di sottolineare la loro triste condizione e quindi lasciano vuota la casellina corrispondente
  • il ragazzo single, il farfallone, quello dallo spirito libero, che cerca una ragazza nuova per ogni finesettimana. O altrimenti fa la caccia grossa con i contatti degli amici e delle amiche: sfoglia foto, le esamina e invia richieste di amicizia a raffica. Ovviamente tale persona non può definirsi single, contando diversi incontri saltuari al mese (o più spesso solo tentativi)
  • la ragazza single che ha il cosidetto trombamico, cioè una relazione discreta, o segreta, che dir si voglia, con un ragazzo, senza tante menate sentimentali, giusto per darsi alla pazza gioia ogni tanto con un amico fidato.

3) Il cambiamento della situazione sentimentale di...
Se la persona che ti piace e alla quale stai facendo la corte si fidanza o inizia una relazione con un altro, ebbene facebook ti piazzerà la notizia davanti agli occhi per diversi giorni, negli aggiornamenti della home. Proprio lei. Chissà come fanno i programmatori ad accorgersene. Forse contano le visite che fai alla sua pagina o i messaggi che le invii. Chissà. In situazioni del genere si è costretti a bloccare gli aggiornamenti del contatto tramite un'apposita impostazione, in fondo alla home. Caldamente consigliato per risparmiarvi ulteriori danni alle coronarie.


4) Il potere del silenzio.
Se vi azzardate ad esprimere chiaramente quello che pensate, con profonda sincerità e grande spirito critico, e parlerete di cose serie, ebbene perderete amici. Esperienza personale.
Dovete pensare che gli utenti, su facebook, sono interessati, prevalentemente, a pubblicare scemenze di poco valore. Frasi fatte con foto di donna provocante annessa, notizie calcistiche, o politiche, video stranissimi. O messaggi in codice con gli amici o le amiche.
Le vostre denunce, le vostre pillole di verità daranno oltremodo fastidio a qualcuno...
L'unica maniera per sopravvivere in questo mondo senza perdere amici è pubblicare il meno possibile. Fate in modo di concentrare le vostre pillole. Altrimenti fate come me, aprite un blog (scelta molto saggia NDA).
Ovviamente il discorso non vale se siete delle fighe paurose. In questo caso vi basta dire "a" e riceverete un migliaio di commenti positivi.


5) Se avete la connessione lenta...
... dovete scollegarvi dalla chat di facebook. Immediatamente! Questo servizio risucchia tantissima banda. Se avete venti o trenta o ancora più contatti contemporaneamente online è la fine. Più chat aperte faranno bloccare il vostro browser ripetutamente. Sarà impossibile mandare avanti qualsiasi tipo di conversazioni. Ci sono altri rimedi a vostra disposizione:
  1. utilizzare un altro programma di messaggistica
  2. non utilizzare proprio la chat (consigliato)
  3. creare liste di amici e restare online solo con quelli selezionati (il procedimento è intuitivo)

6) Quando facebook ispira...
...perle di saggezza, frasi eccezionali da condividere, discorsi d'amore strappalacrime... ebbene, facebook lo fa contro di voi. A vostro danno perchè avete perso la serata cercando di mettere insieme due parole. Poi le pubblicate e:
  1. le leggeranno solo i vostri amici, dei quali qualcuno capirà il vero senso, altri non ci presteranno attenzione e altri ancora interpretano male e vi lasciano anche un commento scomodo
  2. la vostra poesia verrà pubblicata in mezzo a tanta immondizia (leggi il paragrafo sul potere del silenzio)
  3. i vostri contenuti arricchiscono facebook. Lui offre lo spazio e piazza le sue pubblicità. Aprire un blog è sicuramente meglio.
continua...