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martedì 1 maggio 2012

Immondizia a Cadine. I villeggianti maleducati al Fer de caval

I luogi di villeggiatura sono afflitti da una piaga comune: le persone maleducate che lasciano l'immondizia dove capita. Queste foto sono state scattate a Cadine, in località Fer de caval, punto di partenza per il giro del Sorasass.


Gli amanti della birra...
Gli amanti della birra hanno la malsana abitudine a marcare il territorio con le lattine. Rigorosamente vuote e strizzate.

Sotto il fornello...
Sotto il fornello si lascia l'immondizia. Mi sembra un ragionamento che fila... Il Comune di Trento sopravvaluta la civiltà dei villeggianti abituali di Cadine, che abbandonano i loro rtifiuti ovunque, invece che portarseli via.

Si accende il fuoco vicino al sottobosco...
Quando gli appositi fornelli del Comune di Trento non bastano, si accende il fuoco a terra, a un metro scarso dal sottobosco.
Falò a parte, i fornelli sono ridicoli. La presenza del fornello implica anche il bisogno di legna da ardere. Ora, ci sarà qualche turista educato che si porta da casa la carbonella, ma i più prelevano la legna dalle proprietà vicine.  Una volta mi è capitato di vedere gente accendere legna verde spruzzandoci sopra alcol.


Villeggiatura malsana
Queste foto sono solo un assaggio. Gli operatori del comune, ogni lunedì mattina, hanno da ripulire tutta la zona. Intervengono solo dopo, come la guardia forestale, ma del resto i villeggianti sono in azione il finesettimana e gli altri non lavorano.
I rifiuti sono solo uno dei problemi:
  • si tiene sempre la musica a un volume altissimo, il Fer de Caval sembra diventare un rave
  • parecchi maleducati si prodigano in atti di vandalismo presso le proprietà circostanti
  • furto di legname
  • gli angoli delle proprietà circostanti diventano toilette a cielo aperto.

Altre foto di due anni fa, sempre in località Fer de Caval di Cadine:

immondizia abbandonata sotto il fornello

 rifiuti sparsi tra le panchine
 
 bottiglie di birra e immondizia


Link correlati:

Pulizia d'autunno alla malga di Mezavia

sabato 14 aprile 2012

Le torte della mamma, terza puntata: la torta nera di Cadine al cioccolato

Terza puntata con le torte della mamma, con le foto della prelibata torta nera di Cadine, al cioccolato e farcita di crema di uova, burro e caffè.

La torta nera di Cadine in tutte le forme:
La torta nera di Cadine

La torta nera di Cadine, leggendaria e ipercalorica torta del paese omonimo in provincia di Trento, prima e dopo la farcitura con la crema (tuorlo d'uovo, burro, zucchero e caffè) e lo strato di cioccolato fondente, velato con uno strato di codetta, cioè lo zucchero colorato. La torta di compleanno per antonomasia, preparata nei mesi estivi e da lasciare un attimo in frigo a raffreddare. L'operazione è stata eseguita in due tempi... come vedete la torta non dura molto.

torta nera di Cadine senza codetta, ma con scaglie di cioccolato fondente

La variante della torta nera di Cadine senza farcitura: la ricetta della nonna
La variante, altrettanto buona perchè è la ricetta (segreta) della nonna, senza la farcitura interna (ma il cioccolato fondente l'ha impregnata per bene). Sopra due esemplari.


Le torte della mamma:

i dolci trentini torta di mele torta nera di Cadine torta di rose
tortel di latte torte al cioccolato pane fatto in casa crostata trentina

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd e una Samsung EX1

martedì 1 novembre 2011

Fiori a novembre, fotografie scattate con una telecamera Samsung HMX-Q10

Ho rimesso alla prova la videocamera Samsung HMX-Q10 scattando qualche foto in macro e in condizione di scarsa luminosità (pomeriggio inoltrato, sole tramontato). Il set è un prato di Cadine.

Il caratteristico fiore giallo del Dente di leone (o Tarassaco).
tarassaco fiore giallo

Dopo la fioritura, il tarassaco diventa il famigliare soffione.
tarassaco soffione dentedileone

Dei fiori color lilla, ripresi da due angolazioni.
fiore lilla

La seconda.
fiore lilla viola chiaro

Margherite protese verso il sole che tramontava. Questi fiori, rispetto a quelli sopra, stavano più all'ombra.
margherite tramonto autunno

Le foto della videocamera superiori a quelle della macchina fotografica...
Avevo con me anche la cara fotocamera compatta, ma non sono riuscito a scattare nessuna foto: il macro non riusciva a mettere a fuoco, per via della scarsità di luce.
Con la videocamera invece sì, grazie al processore cmos di dimensioni maggiori e alla sua maggiore sensibilità: con qualche secondo di pazienza, è riuscita a mettere a fuoco i piccoli fiori, in macro. Lo stabilizzatore ottico, ovviamente, ha aiutato moltissimo (non è stato usato il treppiede!).

foto scattate con una Samsung Q10

Collegamenti a tema:
tributo ai fiori selvatici con la videocamera i colori della primavera nell'orto

domenica 5 giugno 2011

Un piccolo tributo ai fiori selvatici: bocca di leone, veronica persica, cardo...

I fiori selvatici sono soggetti molto semplici da fotografare e regalano sempre fotografie appaganti, sia per i colori vivaci che per la complessità delle linee. Margherite, cardi, bocche di leone, veronica persica, campanelle, violette e altri più strani, tutti fotografati a Baselga del Bondone e a Cadine.
Le foto sono state eseguite con la fotocamera compatta fujifilm finepix Z100 e a volte le impostazioni del colore erano su CHROME, quindi lo ha caricato un bel po'.

Fiori di camomilla (non sono di margherita a guardare l'altezza) che ornano un muretto di pietra a vista, a Cadine. I colori sgargianti contrastano con le ombre della sera che stanno calando.

A sinistra un cardo rosa sbocciato. Il fiore è diventato il simbolo della Scozia da quando allertò l'accampamento scozzese dall'arrivo dei nemici furtivi. I malcapitati, infatti, avevano pestato con i piedi nudi le sue spine.
A destra una coppia di Sempervivum arachnoideum fioriti, in cima alle cima a piante grasse capaci di crescere sulle rocce in piena estate.

Questo fiore non vi ricorda la bocca del leone? Difatti si chiama proprio bocca di leone. I colori sono tantissimi e spesso abbinati tra loro. Cresce ovunque e fiorisce fino ai mesi freddi dell'autunno.

Veronica persica, i fiorellini blu che spuntano bassi dall'ombra degli arbusti. Assomigliano ai famosi Nontiscordardime, che ornano le sponde del Danubio. Questi sono cresciuti a casa mia, intorno all'orto.

Dei bei fiori, mai visti prima, colorati d'arancio.

 Delle campanelle viola, nascoste nel sottobosco.

Tarda estate su alla malga di Mezavia, dalle parti del laghetto artificiale. Il prato è punteggiato da questi fiorellini bianchi, a forma di ombrello.

Questi strani fiori spinosi sfumati di blu, visti sul Doss Grum e a Cadine, nei mesi secchi dell'estate. Scoperto: il fiore si chiama calcatreppola ametistina.

Ancora un fiore strano, di quelli che si vedono di rado. Si sviluppa in verticale, con i pistilli blu e viola che si protendono verso l'esterno. Il fiore a destra, invece, ha poco di selvatico: è cresciuto nel vaso insieme a tantissimi altri, un ammasso di punti viola sorretti da una pianta ingarbugliata .

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd

Collegamenti a tema:
tributo ai fiori selvatici con la videocamera i colori della primavera nell'orto

Nuove foto sui fiori e sulla natura nel mio sito personale