Girano in rete le foto dello spettacolare incidente di domenica 2 settembre, a Cles. La pensilina della stazione delle corriere, lunga 30 metri e larga 12, è crollata sulle corriere stesse. Causa evidente: il cedimento dei piloni di cemento armato.
Mi sono venuti subito due pensieri.
Il primo: il pilone della pensilina come la trottola
Osservate la foto dell'incidente: la pensilina crollata non sembra una trottola scarica? La somiglianza c'è.
Al di là di macabre somiglianze, il pilone di sostegno, e tutti gli altri piloni, sono veramente troppo sottili e decentrati per reggere l'ingombrante struttura superiore. Un po' come una trottola, impossibile farla stare in equilibrio da ferma...
Secondo pensiero: le corriere indistruttibili di Trentino Trasporti
Poi l'occhio è finito sulle corriere che reggono sul groppone la pensilina crollata. Mi immaginavo che la struttura, che deve avere un certo peso, tranciasse i veicoli sottostanti. E invece no: la gabbia di sopravvivenza delle corriere se l'è cavata egregiamente, visto che ha scaricato tutto sulle sospensioni delle ruote anteriori.
Della serie: in caso di calamità naturali io scappo dentro una corriera!
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lunedì 3 settembre 2012
martedì 1 maggio 2012
Immondizia a Cadine. I villeggianti maleducati al Fer de caval
I luogi di villeggiatura sono afflitti da una piaga comune: le persone maleducate che lasciano l'immondizia dove capita. Queste foto sono state scattate a Cadine, in località Fer de caval, punto di partenza per il giro del Sorasass.
Gli amanti della birra...
Gli amanti della birra hanno la malsana abitudine a marcare il territorio con le lattine. Rigorosamente vuote e strizzate.
Sotto il fornello...
Sotto il fornello si lascia l'immondizia. Mi sembra un ragionamento che fila... Il Comune di Trento sopravvaluta la civiltà dei villeggianti abituali di Cadine, che abbandonano i loro rtifiuti ovunque, invece che portarseli via.
Si accende il fuoco vicino al sottobosco...
Quando gli appositi fornelli del Comune di Trento non bastano, si accende il fuoco a terra, a un metro scarso dal sottobosco.
Falò a parte, i fornelli sono ridicoli. La presenza del fornello implica anche il bisogno di legna da ardere. Ora, ci sarà qualche turista educato che si porta da casa la carbonella, ma i più prelevano la legna dalle proprietà vicine. Una volta mi è capitato di vedere gente accendere legna verde spruzzandoci sopra alcol.
Villeggiatura malsana
Queste foto sono solo un assaggio. Gli operatori del comune, ogni lunedì mattina, hanno da ripulire tutta la zona. Intervengono solo dopo, come la guardia forestale, ma del resto i villeggianti sono in azione il finesettimana e gli altri non lavorano.
I rifiuti sono solo uno dei problemi:
Altre foto di due anni fa, sempre in località Fer de Caval di Cadine:
Link correlati:
Pulizia d'autunno alla malga di Mezavia
Gli amanti della birra...
Gli amanti della birra hanno la malsana abitudine a marcare il territorio con le lattine. Rigorosamente vuote e strizzate.
Sotto il fornello...
Sotto il fornello si lascia l'immondizia. Mi sembra un ragionamento che fila... Il Comune di Trento sopravvaluta la civiltà dei villeggianti abituali di Cadine, che abbandonano i loro rtifiuti ovunque, invece che portarseli via.
Quando gli appositi fornelli del Comune di Trento non bastano, si accende il fuoco a terra, a un metro scarso dal sottobosco.
Falò a parte, i fornelli sono ridicoli. La presenza del fornello implica anche il bisogno di legna da ardere. Ora, ci sarà qualche turista educato che si porta da casa la carbonella, ma i più prelevano la legna dalle proprietà vicine. Una volta mi è capitato di vedere gente accendere legna verde spruzzandoci sopra alcol.
Villeggiatura malsana
Queste foto sono solo un assaggio. Gli operatori del comune, ogni lunedì mattina, hanno da ripulire tutta la zona. Intervengono solo dopo, come la guardia forestale, ma del resto i villeggianti sono in azione il finesettimana e gli altri non lavorano.
I rifiuti sono solo uno dei problemi:
- si tiene sempre la musica a un volume altissimo, il Fer de Caval sembra diventare un rave
- parecchi maleducati si prodigano in atti di vandalismo presso le proprietà circostanti
- furto di legname
- gli angoli delle proprietà circostanti diventano toilette a cielo aperto.
Altre foto di due anni fa, sempre in località Fer de Caval di Cadine:
immondizia abbandonata sotto il fornello
rifiuti sparsi tra le panchine
bottiglie di birra e immondizia
Link correlati:
Pulizia d'autunno alla malga di Mezavia
venerdì 20 aprile 2012
Il cedro avvelenato
Fino all'altro giorno un cedro del Libano imponente si ergeva vicino casa, svettando davanti al Gaggia e alla Paganella. Si inseriva nel paesaggio. Chissà quanti anni aveva, magari quaranta o anche cinquanta.
Però gli alberi grandi danno fastidio, soprattutto quando si ha la brillante idea di costruirci la casa proprio sotto. Così qualcuno, rimasto ignoto, lo ha avvelenato: ha praticato tre fori nel tronco, all'altezza del terreno per nasconderli, e li ha riempiti con qualche sorta di veleno.
Con il cedro avvelenato e morente, è risultato inevitabile l'abbattimento.
E in queste ultime due foto, si vede come questo cedro maestoso era diventato uno scalo famigliare per i corvi grigi che volano nella zona:
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| Il corvo grigio solitario in cima al cedro |
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| Due corvi e la spettacolare parete rocciosa della cima Canfedin |
sabato 24 marzo 2012
La storia del coniglio coraggioso
Quello a destra è un coniglio coraggioso: si è intrufolato a casa ieri notte, passando accanto a due cani addormentati per raggiungere la femmina. Nel pomeriggio lo abbiamo catturato e liberato nel bosco, a un chilometro di distanza. Stanotte è ritornato per stare con la compagna. Magari diventerà papà, di coniglietti coraggiosi.
Sembra una scena del romanzo/cartone animato La Collina dei Conigli...
Il coniglio coraggioso
Questo esemplare di coniglio sfata il mito del coniglio codardo, capace solo di scappare.
Schivo e scattante, sembra proprio un coniglio selvatico, probabilmente figlio o nipote di qualche coniglio evaso dalla fattoria educativa o da qualche famiglia.
Sul muso si nota la muta, il momento in cui il coniglio rinnova il manto, perdendo il pelo invernale per sostituirlo con uno più leggero.
La femmina che attrae il coniglio coraggioso
Come nei poemi epici, dietro le grandi imprese c'è sempre una bella donna. In questo caso questo esemplare femmina di coniglio bianco a macchie marroni, che attrae anche il coniglio nano, nel recinto adiacente. Le foto dei due conigli sono visualizzabili qui.
Come andrà a finire?
Ora il recinto separa il coniglio innamorato dalla sua compagna, ma ieri sono stati insieme, per una mattinata intera... (foto in alto)
Alla luce dei fatti recenti, acchiappare il coniglio si rivela inutile, oltre che arduo. L'ultimo suo avvistamento è avvenuto nel cortile, dalla parte opposta del recinto, quindi si muove su un terreno battuto da due cani.
Chissà come andrà a finire...
Aggiornamento 31 marzo 2012
Il coniglio selvatico era stato nuovamente acchiappato e mandato in esilio a debita distanza. Tuttavia oggi è ritornato, per la terza volta...
Si muove circospetto, nascondendosi durante i tentativi di cattura:
Ma il suo obiettivo rimane sempre raggiungere l'esemplare di coniglio femmina, oltre la rete del recinto:
La femmina scava sotto la supervisione del coniglio selvatico per cercare di evadere, ma viene fermata dallo strato roccioso. Anche il coniglio nano assiste alla scena:
Il coniglio è stato nuovamente allontanato, stavolta a Cadine, molto più lontano...
foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd
martedì 7 febbraio 2012
Emergenza neve con due vignette: l'ozio dei cittadini e l'isteria dei giornalisti
Emergenza neve in tutta Italia, neve record in Emilia Romagna, freddo siberiano sulle Alpi, regioni che invocano lo stato di calamità naturale... Questo è il ritornello dei telegiornali. Non potendo dare un aiuto concreto alle zone colpite dal maltempo, ho realizzato due vignette per descrivere al meglio l'attuale tragica situazione: Neve civica e Gerico 2012.
Cambio di strategia: dall'infervoro scritto alla vignetta parlante
Di solito scrivo un... un infervoro, più polemico di quelli di Ezio Greggio (si può leggere qui: La neve e l'ozio dei cittadini). Purtroppo, però, la gente alza gli scudi quando si sente presa in causa, quando alludo all'ozio di molti cittadini che aspettano l'intervento delle squadre del comune e non fanno niente. Allora tiro fuori dal cappello la vignetta, che a prima vista appare simpatica e più morbida, ma che nasconde sempre un messaggio.
Disegnare una vignetta? Non è facile quanto sembra
La vignetta racchiude una combinazione di elementi decisivi: le battute ad effetto, particolari che si richiamano da una scena all'altra e un filo conduttore che tiene tutto collegato. La distesa di neve, per esempio, presenta dei trattini-onda, così la consideriamo neve a colpo d'occhio.
Da notare poi, che disegnare a contorno è totalmente diverso dal mio stile fumoso abituale e il risultato si vede. Da aggiungere che con una tavoletta grafica si soffre quando si va di tratto sottile. In ogni caso, nel complesso, la vignetta non è venuta così male, no?
Gerico 2012: l'assedio mediatico in onda su tutti i teleschermi
Un'altra vignetta irriverente, stavolta per descrivere l'incessante opera dei giornalisti. Un isterismo sistemico che va normalizzandosi, suona bene così?
Vignetta dedicata a questi giornalisti stressanti...
Questa vignetta è decisamente più metaforica e riprende, per filo e per segno, un pensiero che avevo espresso tempo fa, che si può leggere sul mio blog personale, Il diario di un fantasma.
Le vignette sono ospitate dal sito web dell'autore, dove sono in mostra anche decine di illustrazioni in chiaroscuro.
Ps:
Neve civica, di Andrea Baldessari
Una storia vera, una vignetta che parla di neve e di persone, una vignetta che parla di impegno civico e di ozio diffuso. Senza volerlo anticipa anche la festa di San Valentino...
Di solito scrivo un... un infervoro, più polemico di quelli di Ezio Greggio (si può leggere qui: La neve e l'ozio dei cittadini). Purtroppo, però, la gente alza gli scudi quando si sente presa in causa, quando alludo all'ozio di molti cittadini che aspettano l'intervento delle squadre del comune e non fanno niente. Allora tiro fuori dal cappello la vignetta, che a prima vista appare simpatica e più morbida, ma che nasconde sempre un messaggio.
Disegnare una vignetta? Non è facile quanto sembra
La vignetta racchiude una combinazione di elementi decisivi: le battute ad effetto, particolari che si richiamano da una scena all'altra e un filo conduttore che tiene tutto collegato. La distesa di neve, per esempio, presenta dei trattini-onda, così la consideriamo neve a colpo d'occhio.
Da notare poi, che disegnare a contorno è totalmente diverso dal mio stile fumoso abituale e il risultato si vede. Da aggiungere che con una tavoletta grafica si soffre quando si va di tratto sottile. In ogni caso, nel complesso, la vignetta non è venuta così male, no?
Un'altra vignetta irriverente, stavolta per descrivere l'incessante opera dei giornalisti. Un isterismo sistemico che va normalizzandosi, suona bene così?
Vignetta dedicata a questi giornalisti stressanti...
Questa vignetta è decisamente più metaforica e riprende, per filo e per segno, un pensiero che avevo espresso tempo fa, che si può leggere sul mio blog personale, Il diario di un fantasma.
Le vignette sono ospitate dal sito web dell'autore, dove sono in mostra anche decine di illustrazioni in chiaroscuro.
Ps:
- Neve Civica non è una storia vera
- l'autore consiglia di condividere, condividere e condividere!
martedì 31 gennaio 2012
L'inverno senza neve in Trentino: lati positivi e turismo discutibile
![]() |
| il sottoscritto che spala neve |
Non nevica in inverno? Basta strapparsi i capelli, valutiamo anche i lati positivi! Neve significa neve da spalare e marciapiedi coperti dal ghiaccio dove si scivola e ci si fa male. Neve significa tonnellate di sale gettati nell'ambiente, neve significa ruspe e pale meccaniche che fanno i soliti disastri, rovinando il manto stradale. Neve significa alberi che cadono sotto il peso eccessivo e animali selvatici senza più cibo. Le piste da sci restano vuote e l'industria del turismo ne risente? La mancanza di neve deve essere calcolata come un rischio del mestiere. E poi, francamente, gli incassi del turismo finiscono nelle tasche di chi è inserito nel settore. Tutti gli altri, questa fantomica ricchezza, non la vedono neanche di striscio.
Spalare neve, a ogni ora del giorno
Chi abita in regioni più miti non si rende bene conto cosa significa la neve che cade e si accumula per trenta centimentri e oltre. Gli operatori del comune di Trento puliscono le strade, ma il cortile di casa, il cancello, le stradine private... chi li pulisce? Per evitare l'isolamento e i disagi bisogna darsi da fare, personalmente: bisogna prendere una pala ed aprire una rotta, cioè un passaggio che permetta alla macchina e alle persone di entrare e uscire. La neve può essere di due tipi: farinosa e bagnata. Se è troppo farinosa vi scappa dalla pala, visto che non ha consistenza (e quindi è meglio usare una scopa), se la neve è bagnata pesa un quintale.
La neve è scenografica, ma anche un inverno senza neve lo è
La neve che cade è suggestiva, così come la sua distesa bianca che ricopre ogni cosa. Questo vale per chi non l'ha mai vista in vita sua. Perchè un inverno senza neve non è inverno, non è...
La foto qui a destra conferma la tesi opposta: un inverno senza neve è ugualmente suggestivo. La Paganella appare blu, ma c'è da aggiungere che questo è il suo lato meridionale e dall'altra parte potrebbe essere bianca e innevata.
Chi si diverte a sciare in discesa
La discesa nello sci alpino è uno sport che francamente non capisco, assomiglia quasi a una catena di montaggio: masse di persone salgono in quota con una seggiovia e poi, con gli sci, ritornano a valle, per inerzia. E poi ripetono il processo finché non si stancano. O non si annoiano. Che senso ha la discesa? Ripeto: si scivola sul ghiaccio o sulla neve battuta, scendendo per inerzia, come una pietra che rotola, in mezzo a tanti scalmanati che tagliano e provocano un sacco di incidenti ogni stagione. Su una pista che è stata ottenuta disboscando ettari ed ettari di bosco.
Marciapiedi coperti da lastroni di ghiaccio
A proposito di scivolare sul ghiaccio: dopo che ha nevicato, se cala la temperatura, la neve ghiaccia. Diventa un lastrone infido, dove è difficile stare in piedi, anche con gli scarponcini. Solo con dei ramponi da alpinista, che si piantano nel ghiaccio, si può mantenere un passo sicuro. Immaginate i disagi per gli anziani, ma non solo loro, che scendono dall'autubus e che devono fare della strada.
Perchè lo strato di soffice neve diventa tutti gli inverni una trappola micidiale?
Lo zampino degli operatori del Comune...
I lastroni di ghiaccio sui marciapiedi sono causati dall'imperizia di chi deve tenere pulita la strada. Se un tempo questo lavoro veniva fatto a mano, con la pala di sopra, oggi si usano pale meccaniche. Sui marciapiedi operano le piccole ruspe, con effetti disastrosi: se una volta lo stradino puliva meticolosamente, ora la pala della ruspa livella e pressa lo strato di neve, trasformandolo nel lastrone ghiacchiato.
Senza contare che questi potenti mezzi hanno effetti devastanti sulle pavimentazioni di sanpietrini, che vengono letteralmente asportati. Così, in primavera, il comune di Trento deve mandare le sue squadre a riparare i danni da loro stesse cagionati.
Ma, se proprio volete la neve, in quota ce n'è
Chi proprio vuole sciare scia senza problemi. In quota, la provincia autonoma di Trento spende milioni di euro per finanziare impianti di risalita, cannoni spara neve, i relativi laghetti artificiali e le strutture alberghiere. Sarei curioso di confrontare quanti soldi vengono ceduti al turismo invernale e quanti tornano indietro. Soldi pubblici che finiscono nelle grinfie di imprenditori privati e non c'è una ricaduta positiva su tutta la comunità.
Non si può trasformare una montagna in una pista da sci per gli interessi di pochi avventori e per la voglia di chi ama fare discesa per provare un po' di brivido della velocità.
domenica 27 febbraio 2011
[oggi] Il soldatino di stagno e la ballerina di carta, la fiaba interpretata
Vorrei dare un po' di lustro a questa vecchia e romantica fiaba danese. Il titolo originale è The Steadfast Tin soldier, scritta da Hans Christian Andersen nel 1838. L'immagine del soldatino di stagno che rimane incantato dalla ballerina è sempre stata famigliare, così come quella del soldatino sulla barca di carta di giornale, ma pochi la riconducono alla fiaba originaria.
Nei cartoni animati e nelle animazioni teatrali la storia viene modificata, così come nei racconti, ognuno racconta questa fiaba a modo suo.
È nota anche come Il coraggioso soldatino di stagno, Il tenace soldatino di stagno, Il coraggioso soldatino di piombo.
Chi racconta quella giusta?
Esplorando i video di Youtube ho selezionato quello più fedele alla fiaba. Si tratta di un'animazione 3D, diretta da Moayad Fahmi e prodotta da TRUEMAX Studios.
L'espressione del soldatino è intensa, i suoi desideri struggenti. L'antagonista appare veramente come malvagio e calcolatore, impossibile da contrastare per il soldato zoppicante. Le immagini sono così esplicite che una voce narrante si rivela superflua.
La bonaria re-interpretazione della Walt Disney.
Questo, della Walt Disney, episodio di Fantasia 2000, stravolge completamente il finale, trasformandolo in un lieto fine. Il cattivo, difatti, fa la fine che, in realtà, dovevano fare i buoni. La musica è di Dimitri Shostakovitch, Piano Concerto No. 2.
Il video è visibile qui, non posso incorporarlo nel blog, bisogna cliccarci sopra col destro e selezionare apri in una nuova scheda.
Dall'ex Unione Sovietica...
Per molti questo episodio, Olovyannui Soldatik, datato 1959, è uno di quelli realizzati meglio, peccato che non conosco il russo! Eccolo qui, diviso in due parti:
Un altro ancora...
Ub Iwerks, nel 1934 produsse il cartone animato The Brave Tin Soldier. Mi ricorda quasi i tempi di Braccio di Ferro. La canzone di sottofondo è calzante, adatta. Anche qui la storia si rivela leggermente modificata.
A Odense, Danimarca, città in cui è nato l'autore Hans Christian Andersen, c'è una statua dedicata sullo sfortunato progonista della fiaba.
Nei cartoni animati e nelle animazioni teatrali la storia viene modificata, così come nei racconti, ognuno racconta questa fiaba a modo suo. È nota anche come Il coraggioso soldatino di stagno, Il tenace soldatino di stagno, Il coraggioso soldatino di piombo.
Chi racconta quella giusta?
Esplorando i video di Youtube ho selezionato quello più fedele alla fiaba. Si tratta di un'animazione 3D, diretta da Moayad Fahmi e prodotta da TRUEMAX Studios.
L'espressione del soldatino è intensa, i suoi desideri struggenti. L'antagonista appare veramente come malvagio e calcolatore, impossibile da contrastare per il soldato zoppicante. Le immagini sono così esplicite che una voce narrante si rivela superflua.
La bonaria re-interpretazione della Walt Disney.
Questo, della Walt Disney, episodio di Fantasia 2000, stravolge completamente il finale, trasformandolo in un lieto fine. Il cattivo, difatti, fa la fine che, in realtà, dovevano fare i buoni. La musica è di Dimitri Shostakovitch, Piano Concerto No. 2.
Il video è visibile qui, non posso incorporarlo nel blog, bisogna cliccarci sopra col destro e selezionare apri in una nuova scheda.
Dall'ex Unione Sovietica...
Per molti questo episodio, Olovyannui Soldatik, datato 1959, è uno di quelli realizzati meglio, peccato che non conosco il russo! Eccolo qui, diviso in due parti:
Un altro ancora...
Ub Iwerks, nel 1934 produsse il cartone animato The Brave Tin Soldier. Mi ricorda quasi i tempi di Braccio di Ferro. La canzone di sottofondo è calzante, adatta. Anche qui la storia si rivela leggermente modificata.
A Odense, Danimarca, città in cui è nato l'autore Hans Christian Andersen, c'è una statua dedicata sullo sfortunato progonista della fiaba.
lunedì 20 dicembre 2010
[oggi] Animali sotto la neve, il presepe e i fiocchi. Il lungo inverno 2010-2011
Gelido, lungo e suggestivo. Iniziato prematuramente, con nevicate abbondanti in pieno autunno. Così posso descrivere l'inverno trentino del 2010-2011. L'ho immortalato con diverse foto, più in giù quelle degli splendidi fiocchi di neve, e con un filmato sugli animali di casa.
Un omaggio video, abbastanza umile, agli animaletti che vivono sotto i rigori dell'inv... autunno! Quest'anno ha iniziato a nevicare molto presto e le tre galline e i due conigli, di cui un esemplare nano e un cucciolo, si sono dovuti adattare. Notate la scena del ghiacciolo: l'ho montata al rovescio. L'avevo ripresa dal basso verso l'alto ma non aveva senso. Allora l'ho invertita e, con un po' di fortuna, l'ho messa in sincronia con le gocce che scendono.
La musica è di Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni: L'Inverno (Largo). L'ho scelta per quel pizzicare di corde che si sente in sottofondo. Mi ricorda un po', ma solo un po', uno dei versi delle galline.
Vi piace il video? Eccone altri due...
Ne ho fatti un altro paio prima di questo. Uno sui pulcini che crescono e l'altro su tutti gli animali che abitano da basso.
Il presepe personale
D'ora in avanti nessuno mi potrà dire che non faccio mai il presepe.
Note:
La caccia al fiocco perfetto, foto in macro
Quando nevica e la temperatura resta molto bassa, allora i fiocchi di neve vengono giù come mamma li ha fatti. Puoi ammirare a occhio nudo la magica geometria dei cristalli e resti sbalordito. Abbiate pietà: le foto sono state scattate con una modesta Fujifilm FinePix Z100, con il macro al massimo.
La temperatura era scesa a -7 e i cristalli di neve non si scioglievano.
Un omaggio video, abbastanza umile, agli animaletti che vivono sotto i rigori dell'inv... autunno! Quest'anno ha iniziato a nevicare molto presto e le tre galline e i due conigli, di cui un esemplare nano e un cucciolo, si sono dovuti adattare. Notate la scena del ghiacciolo: l'ho montata al rovescio. L'avevo ripresa dal basso verso l'alto ma non aveva senso. Allora l'ho invertita e, con un po' di fortuna, l'ho messa in sincronia con le gocce che scendono.
La musica è di Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni: L'Inverno (Largo). L'ho scelta per quel pizzicare di corde che si sente in sottofondo. Mi ricorda un po', ma solo un po', uno dei versi delle galline.
Vi piace il video? Eccone altri due...
Ne ho fatti un altro paio prima di questo. Uno sui pulcini che crescono e l'altro su tutti gli animali che abitano da basso.
Il presepe personale
D'ora in avanti nessuno mi potrà dire che non faccio mai il presepe.
Note:
- la gallina non sta mangiando i piedi a Gesù bambino
- il soldato col bavaglio (dei Tipi Tosti) non sta convincendo il sopracitato neonato ad abbracciare la fede in qualche dio Sole
- l'altro soldato proviene da un gioco a mattancini, antagonista del Lego tradizionale, che fino a qualche tempo fa, si proclamava pacifista. Questo invece era prettamente militare, con i mattoncini color verde oliva e macchine da guerra
- la bestia marrone è un cane bistrattato. Fa schifo a tutti. Forse è per questo che è rimasto qui e non è stato perduto/sottratto/smembrato dagli inquilini
- sullo sfondo compare il poteriore di un cervo. Si tratta di un angolo della stampa di un mio disegno.
La caccia al fiocco perfetto, foto in macro
Quando nevica e la temperatura resta molto bassa, allora i fiocchi di neve vengono giù come mamma li ha fatti. Puoi ammirare a occhio nudo la magica geometria dei cristalli e resti sbalordito. Abbiate pietà: le foto sono state scattate con una modesta Fujifilm FinePix Z100, con il macro al massimo.
La temperatura era scesa a -7 e i cristalli di neve non si scioglievano.
lunedì 11 ottobre 2010
[oggi] Mi sembrava un film... eppure è un videogioco.
Ho già dimostrato il mio vivo interesse per quegli scorci cinematografici che compaiono nei videogiochi. Riprendo l'argomendo mostrandovi un'altra scena veramente ben fatta.
Pensavo fosse un'anteprima di un film, l'atteso film di Halo, e invece... è il video di lancio di uno degli episodi dell'omonimo videogioco, Halo ODST.
Fantascienza, atmosfera esasperata, fortemente militarista, tetra la musica gaelica in sottofondo, montaggio perfetto. Sono rimasto impressionato fin da subito, a vedere quelle lapidi-candele avvenieristiche.
Quanto è realistico quel respiro angosciato nel respiratore dell'elmetto durante la battaglia, così come la sincronia dei soldati che sparano con l'efficenza delle truppe d'élìte.
Ecco il video:
(clicca col destro e seleziona APRI IN UNA NUOVA SCHEDA)

La versione ad alta qualità è scaricabile da questo link.
La canzone gaelica di sottofondo si intitola Lament, eseguita dai Light of Aidan, ma, rispetto all'originale, è decisamente più cupa e graffiante. Un riadattamento per il lancio del videogioco.
Qui potrete ascoltare solo la canzone, se vi va.
Il testo recita, in gaelico:
Gafflwn Dihenydd Or fuddugol yn wiriol sydd, Ni fydd neb yn ein drechu, Falch ydy ni I drochu, Traed o flaen Ir Annwn, mewn y gwybodaeth fe godwn ni.
Tradotto in inglese:
We cheat Death from his rightful victory. No one can defeat us we are glad to plunge feet first into Annwn [the Celtic otherworld, which is like the halls of Asgard] in the knowledge that we will rise.
ODST sta per Orbital Drop Shock Trooper, che potremmo tradurre fante d'assalto orbitale?
In ogni caso, peccato che il gameplay del gioco non sia all'altezza del realismo dei video introduttivi. Ma è una questione per chi ci gioca, quindi non mi riguarda.
martedì 7 settembre 2010
[disegno] Amicizia, una storia di soldati.
Tempo fa lessi una storia semplice, ma toccante su due soldati che si sacrificavano in nome dell'amicizia.
Così ho deciso di trasporla su una piccola tavola di fumetto del mio sito personale.
tavoletta grafica Volito 2, Corel Painter IX, matita coprente
Non è stato facile comprimerla in un rettangolo basso e largo. Come vedete ho aggiunto dei numeri alle vignette per renderle più ordinata.
Ecco la storia originale, ma credo che sia una traduzione (aiutatemi a scoprire la versione inglese!)
Il mio amico non è tornato dαl cαmpo di battagliα, Signore. Le chiedo il permesso per andare a cercarlo ” disse un soldato al suo tenente ..
” Permesso negato! “, replicò l’ufficiale,” Non voglio che lei rischi lα sua vita per un uomo che probabilmente è già morto ” ..
Il soldato, senza prestαre attenzione al divieto, se ne andò e un’ora dopo ritornò ferito mortalmente, trasportαndo il cadαvere dell’amico ..
L’ufficiale era furioso: ” Le avevo detto che ormai era morto! Mi dica se valeva la pena andare fin là per recuperare un cadavere ?! ”
Il soldato, moribondo, rispose: ” Certo, Signore! Quando l’ho trovato era ancora vivo e ha potuto dirmi:
- Ero sicuro che saresti venuto .. Ti voglio bene – ”
PS: ho aperto un nuovo blog, una diario nudo e crudo, senza immagini o pubblicià.
Se seguite entrambi (e anche il sito personale) sono contentissimo!!
Se seguite entrambi (e anche il sito personale) sono contentissimo!!
Vedi anche:
disegno precedente - disegno successivo
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