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sabato 8 dicembre 2012

Le torte della mamma, ottava puntata: crostate trentine con la marmellata

L'immancabile crostata trentina, l'ultimo tassello che mancava per mettere in ordine le prelibate torte della mamma.


Lo strato di marmellata:

La marmellata è l'ingrediente fondamentale della crostata, lo strato di frutta nascosto dalla pasta biscottata, la dolce sorpresa che siamo desiderosi di addentare.

Non bisogna mangiare la crostata calda. Perchè la pasta si disfa, la marmellata ti scotta. Ma il problema sparisce in fretta, quasi quanto la prima fetta. Tanti pensieri per niente.








Una crostata bianca e burrosa:

Un crostata morbida e spessa. Bianca e burrosa. La marmellata strabordante ai frutti di bosco

Altre due crostate: con la marmellata di corniole e cosparsa di zucchero

A sinistra la crostata con la marmellata di corniole, frutti di bosco poco conosciuti e curiose forme ad abbraccio per decorarla. A destra un altro esemplare, dall'aspetto ancora più rustico, biscottato e cosparso di zucchero finché è ancora caldo.

La crostata con la tradizionale scacchiera


Se la crostata con le corniole era ornata con quelle forme curiose a forma di abbraccio, questa presenta la più tipica e famigliare scacchiera. Sotto c'è uno strato di marmellata di prugna (o susina).


Le torte della mamma:

i dolci trentini torta di mele torta nera di Cadine torta di rose
tortel di latte torte al cioccolato pane fatto in casa crostata trentina

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd e una Samsung EX1

lunedì 17 settembre 2012

Preparare la marmellata con le corniole selvatiche, frutti da riscoprire

Dalle corniole selvatiche alla marmellata
Le corniole, in trentino cornale, sono frutti selvatici ormai sconosciuti e poco apprezzati dalle nostre parti. Non sono da confondere con le gemme omonime (e molto somiglianti), ma credo anche poco commestibili.
Gli alberi delle corniole si possono ancora trovare sui bordi dei campi e delle strade, colorati di giallo a marzo e punteggiati di prelibati frutti rossi a settembre. Le corniole, infatti, maturano qualche settimana dopo le more selvatiche.
Mangiate fresche e mature, le corniole hanno un sapore particolare, dolce e dissetante, oltre a fare molto bene: rispetto agli agrumi contengono il doppio di vitamina C. I frutti non completamente maturi sono ottimi, invece, per la marmellata snocciolata a mano. Vediamo come prepaparla, passaggio dopo passaggio.
Cominciamo dai fiori:

ultimi giorni di marzo: i fiori gialli del corniolo selvatico

Fine agosto-settembre: maturazione dei frutti:

Gialle come i fiori, le corniole selvatiche assumono un bel colore rosso scuro. Tuttavia non sono ancora mature. Tirano la bocca a livelli impressionanti, tipo il cotogno. Assaggiare per credere

Estate secca, tante corniole perse
Quest'anno l'estate è stata molto secca, di conseguenza molti cornioli hanno perso i frutti. Si sono raggrinziti ancora acerbi e sono caduti per terra.
Per fortuna un bell'esemplare ha evitato questa disgrazia (foto in basso).

Corniole selvatiche nere e mature:
Le corniole mature diventano scure e non più rosse. Inoltre non offrono resistenza quando si raccolgono, finendo per cadere a terra quando soffia il vento. Diventano un po' dolci, perdendo il sapore molto aspro dei frutti acerbi. Le dimensioni dei frutti variano a seconda delle condizioni dell'albero.

La raccolta dei frutti:
L'ideale sarebbe raccogliere le corniole come le olive (ci assomigliano anche, tranne il colore): stendere un telo sotto la pianta e battere i rami. Infine raccogliere i frutti caduti. La posizione del corniolo, tuttavia, non permetteva questo sistema, quindi le ho raccolte a mano. Non si finiva più... 

Preparare la marmellata con le corniole selvatiche, ma quelle nere e mature finiscono in tavola:

Se le corniole nere e dolci finiscono in tavola, foto a fianco insieme ai fichi, quelle rosse e ancora solide saranno l'ingrediente base della marmellata. Prima di tutto vanno snocciolate a mano e, a forza di dai, ho imparato che l'operazione non è troppo complicata. Almeno con i frutti non troppo maturi. Basta applicare una certa pressione laterale fino al punto di rottura. A quel punto aprire la corniola e rimuovere il seme. Nella foto in alto a sinistra si capisce meglio. L'alternativa: usare il passaverdure.
Con un po' di pazienza riempiremo un pentolino, il primo della serie.

Lasciare cuocere a fuoco lento, mescolando frequentemente perchè le corniole non si attacchino al fondo. E brucino. Cuocere e far bollire, l'operazione richiede alcune ore. Il profumo delle corniole cotte è incredibile.
Quasi alla fine della cottura si aggiunge lo zucchero, ma non troppo: la marmellata non sarà dolcissima, però resterà il sapore originale del frutto. Da notare che lo zucchero rende l'impasto, prima bello solido, più liquido e vischioso.

Infine il travaso. I vasetti, chiusi con forza, vanno tenuti capovolti, in modo che il calore fissi il coperchio, rendendolo ermetico.
Nel pentolino è rimasta ancora un po' di marmellata, così me la spalmo sul pane. Ed eccola qui la marmellata di corniole selvatiche. Densa e corposa, priva di quelle trasparenze tipiche dei prodotti del supermercato. E poi questa ha i pezzi di frutta intera...

Altri usi delle corniole: aromatizzante per grappa, succo e salsa
La corniola selvatica viene spesso utilizzata come aromatizzante della grappa, con un po' di zucchero. Vedi foto.
Altrimenti si ottiene il classico succo di frutta, rivitalizzante grazie alle proprietà medicinali di questo prelibato frutto rosso. Dicono, infine, che vada bene anche per le salse, come fosse un pomodoro. In effetti qualche somiglianza nel sapore non manca.

confettura di corniole mature: meglio usare il passaverdure o snocciolarle a mano?

Collegamenti a tema:
i frutti di bosco le more selvatiche ancora more, sulla torta corniole e marmellata

foto scattate con una Samsung EX1 e una Fujifilm z100fd

domenica 29 gennaio 2012

I frutti di bosco: more, fragoline selvatiche, corniole, prugnole, biancospino

La donna più bella è come la mora più alta.
Quella irraggiungibile, irta di spine.
Cerchi di afferrarla, la desideri più di ogni altra cosa.
E soffri, soffri soltanto.
(riflessioni durante la raccolta delle more)

Le foto dei frutti di bosco, quelle piccole sorprese che si scoprono nei giorni caldi dell'estate e in quelli più freschi dell'autunno, passeggiando per le strade forestali e i sentieri di montagna. Con un po' di fortuna si possono scovare fragoline selvatiche, more, corniole e lamponi. E ancora prugnole, bacche di rosa canina e di biancospino... Esattamente come per i funghi, ci sono zone più ricche di altre e chi le conosce mantiene il segreto.

Le fragoline di bosco:
Le insuperabili fragoline di bosco che punteggiano di rosso il limitare del prato, così come i loro fiori lo fanno di bianco. I frutti sono minuscoli ma concentrati e deliziosi: si sciolgono in bocca come caramello. Dolcissimi.

Le more sui rovi
Le more, i frutti di bosco per eccellenza. Crescono nei rovi, quindi, se volete raccoglierle a mani nude come il sottoscritto, dovrete accettare il tributo di sangue inferto dalle spine. Altrimenti, ci si può munire di un bastone uncinato, afferrare i rami colmi di more e portarseli vicino.
Non sarete gli unici a esserne ghiotti: merli e molte varietà di insetti si cibano dei prelibati frutti.

Le corniole per la marmellata
Le corniole sono frutti aspri, da raccogliere solo quando sono molto maturi, mizzi, altrimenti tirano la bocca. Sono ottime per preparare la marmellata, ma si possono mangiare anche così. Dissetano, in un certo senso.

Bacche rosse di biancospino:
Le bacche rosse di biancospino maturano in autunno inoltrato e in inverno, di color rosso sangue e con uno o due noccioli interni. Notate la forma delle foglie, con le punte arrotondate. Nonostante i merli ne siano ghiotti, le bacche di biancospino non hanno un gran sapore. D'altro canto si rivelano energetiche e tonificano il cuore. Indicate a chi soffre di problemi cardiaci e ipertensione.

Le prugnole selvatiche (o brugnarole)
Il prugnolo, detto anche pruno selvatico o in dialetto brugnolaro, è un arbusto che si trova ai limitare dei campi. I suoi frutti, le prugnole (chiamate brugnarole e bacche del cacciatore), vengono utilizzate per liquori, marmellate e infusi rivitalizzanti, perchè ricchi di vitamica C. Si possono mangiare anche fresche, sono solo un po' aspre. Vanno raccolte dopo le prime gelate autunnali: solo in quel momento si svilupperà il fruttosio dentro i frutti, prima sono belli da vedere forse (foto a sinistra), ma tirano troppo la bocca. Se avrete pazienza, invece, saranno un po' più dolci (foto a destra). Sempre che nessuno le abbia raccolte prima di voi.

Bacche di rosa canina o rosa di bosco:
Altro tipico frutto di bosco autunnale, la rosa canina (chiamata anche rosa di bosco) si trova in grandi quantità lungo i sentieri. Ricca di vitamina C e astringente (come il prugnolo), non è molto pratica da mangiare, essendo piena di semini e di peluria interna. Volendo, si possono realizzare ottime marmellate, bisogna solo avere la pazienza di pulire la bacca, operazione possibile solo se questa non è completamente matura (foto a destra).

frutti di bosco, parte seconda: mirtillo nero europeo, nespole, lampone selvatico...
attenzione alle bacche velenose!

Collegamenti a tema:
i frutti di bosco le more selvatiche ancora more, sulla torta corniole e marmellata

foto scattate con una Samsung EX1 e una Fujifilm z100fd