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domenica 4 settembre 2011

Vendemmia in Val di Cembra. Il lavoro dell'uomo, dalla vigna alla cantina

Vendemmia
Nei meandri del palazzo della Provincia Autonoma di Trento si può ammirare una grossa scultura "appesa" alla parete. Il Lavoro dell'Uomo dell'atesino Othmar Winkler. Una scena riguarda proprio la vendemmia:

Othmar Winkler vendemmiaOthmar Winkler vendemmia

La vendemmia, lavoro storico delle vallate trentine, inizia con le prime settimane di settembre. La stagione dell'uva può variare a seconda della varietà raccolta, del meteo e delle conseguenti decisioni prese dai tecnici delle cantine.
Siamo a Ville di Giovo, paesino della Val di Cembra che sovrasta Giovo e Palù, rispettivamente nella foto a sinistra e in quella a destra (spero di non sbagliare...) Sullo sfondo le cave di Albiano e ancora oltre uno scorcio sulla Valle dell'Adige.
Qui a fianco, vista "laterale" sulla Paganella (sono abituato a vedere la sua parete dal monte Bondone), dietro a un maso in mezzo ai vigneti.

Si inizia presto a vendemmiare, già prima delle 8:00, quando il sole è basso e fa ancora fresco. La temperatura impiegherà poco a salire fino a 32 gradi.
L'acino d'uva colpito dal sole si rivela sempre un bel soggetto da fotografare. Uno scatto rubato, con le mani ricoperte di mostro appiccicoso. Impresa non da poco.





orel vendemmia forbes imbuto vendemmia forbici
Ecco gli strumenti di lavoro: le forbes e l'orel. Le forbici e una sorta di imbuto per raccogliere l'uva, prima di rovesciarla nella cassetta. Il lavoro di per sé è molto semplice: si percorre tutta la pergola e si tagliano le piche di uva. Ovviamente si lavora in gruppo, per velocizzare i tempi.
L'uva raccolta finisce nella cantina di Mezzocorona, per trasformarsi nel vino Muller Mezzocorona.

cassette uva biancatrattore uva vendemmia
Le cassette si riempiono in fretta e vanno scaricate nella benna di un piccolo trattore. Le sue piccole dimensioni gli consentono di passare sotto le pergole senza danneggiarle.
L'uva ti battezza, così dicono i contadini. Dal vigneto, infatti, esci fuori mizzo, coperto da capo a piedi di mosto. Appiccoso da matti.

 
L'uva viene scaricata nel rimorchio di un altro trattore, diretto alla cantina di Mezzocorona. Dietro si intravede Ville di Giovo.

Il mosto ti lascia un ricordino sulla pelle: macchie scure che sembrano indelebili e restano impresse per alcuni giorni. Per levarle dicono che bisogna lavarsi con un po' di varechina. O fare esperimenti con il limone o l'aceto. A conti fatti, preferisco lasciarle così.

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd e una Nikon D90

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.