Blog parallelo

domenica 30 giugno 2019

Cronaca bruna: giugno 2019

Le cipolle vanno in fiore ed è un bruttissimo segno. Di norma vanno in fiore nel secondo anno di vita (consumando le riserve sotterranee nella fioritura), ma la primavera anticipata, la piccola glaciazione di maggio e questo torrido giugno devono averle ingannate. Per loro questa deve sembrare una seconda primavera. Si prevede un raccolto modesto.
C'è da dire anche (a discolpa del meteo) che le cipolle da piantare non sono semi, bensì bulbi già cresciuti in serra, quindi già in partenza rischiano di confondersi e proprio per questo son molto sensibili agli scherzi di stagione.



Le poche cipolle che non vanno in somenza si devono sorbire questo giugno torrido e con un solo giorno di pioggia. Estirpando le erbe infestanti si rischia di estirpare le stesse cipolle.
Contrapposto al suddetto sbattimento, falciare l'erba col fer da segar (la falce in dialetto) è un vero spasso. L'erba di per sé non mi dà fastidio, il fatto è che i caprioli ci lasciano dentro le loro zecche e che è piena di rovi striscianti che mi slacciano le scarpe, tra le altre cose. Un po' di "pulizia" non guasta.
Col senno di poi, ho fatto bene a lasciar praticamente incolta la campagna. Avevo giusto piantato aglio e cipolle, ma fan una fatica balorda in questo mese secco. Non oso immaginare che fine avrebbero fatto le piantine di pomodoro, di melanzane e di zucca violina...


È un'annata scarsa per le ciliegie (causa la piccola glaciazione di maggio), ma conservo ancora un po' di confettura di due anni fa e qualche frutto essiccato dell'anno scorso. Me li faccio bastare. Sulle omelette.
Le fragole son belle abbronzate, scarsette anche loro per via della siccità. La mia varietà preferita la chiamo rapa, perché  è grossa e soda; la punta acerba dal sapore aspro s'abbina benone con la dolcezza del frutto carnoso soprastante.
  
Persevero con le arachidi. Lo stimolo m'è tornato dopo aver tostato qualche nocciolina americana dell'anno scorso: crude non son 'sto granché (dicono che crude fan bene), ma basta una breve tostatura nel forno per far cambiare radicalmente il sapore. Come al solito ho assaggiato la semenza malridotta (quella scura a destra), quella sana (a sinistra) l'ho fatta germinare.
Sarà la volta buona che otterrò un raccolto decente?
Trapianto nell'unico giorno di pioggia di giugno, of course...

maggio 2019 - CRONACA BRUNA - luglio 2019

sabato 29 giugno 2019

L'esecuzione tardiva del Ponte Morandi

La tv ha trasmesso la demolizione dei piloni del Ponte Morandi in tutte le angolazioni possibili. A me è sembrata una sorta di esecuzione pubblica. La città di Genova aveva veramente bisogno di un secondo boato e di una seconda nuvola di polvere?

Le macerie dei piloni dopo l'esplosione controllata, fonte: www.ansa.it
Una sana boccata di polveri sottili per tutti, secondo me, a distanza di un anno, la cittadinanza se la poteva risparmiare.
Cerco di sviluppare un ragionamento.
  1. Se il primo crollo è passato alla Storia come un disastro (o come una tragedia annunciata), questo secondo crollo non dovrebbe essere da meno. Nella foto vedo uno scempio molto simile al precedente. Ci vedo il fallimento dell'ingegneria, ci vedo il veterinario che abbatte il cavallo da corsa zoppo perché curarlo non conviene.
  2. Ecco, la demolizione del Ponte Morandi mi è sembrata un'esecuzione calcolata e sotto questo aspetto si discosta dal primo, improvviso, cedimento strutturale. La società tollera i disastri sotto controllo e non tollera quelli improvvisi, quelli fuori controllo.
  3. Le esecuzioni a sangue freddo risultano odiose perché tendono ad avvenire fuori tempo, con tanto di quel ritardo che poi ci si chiede se servono veramente. Se veramente si voleva il Ponte Morandi ridotto in macerie, si potevano chiamare i Tornado dell'Aeronautica Militare o il Genio Guastatori per fare tabula rasa immediatamente, non appena l'area risultava evacauta. Quella sì sarebbe stata una dimostrazione di forza risolutiva, una vendetta a sangue caldo che ci poteva anche stare, che risultava (un pelo) giustificabile. Della serie: lo Stato Italiano col pugno di ferro tuonò: "Ponte maledetto, sparisci dalla mia vista!"
  4. Sia chiaro: io al ponte non avrei riservato né la grazia, né un bombardamento. Sarò cresciuto col Lego e non coi petardi, ma in tutti questi mesi l'avrei smontato pezzo dopo pezzo, senza sollevare polveroni, senza far rumore. Come al tempo l'hanno montato, io l'avrei disfatto procedendo all'inverso. 
  5. L'esplosione controllata è stata un'opzione senz'altro più cinematografica, più spettacolare, da dare in pasto ai mass media. Da contrapporre al primo disastro. Una demolizione in sordina non avrebbe sortito lo stesso effetto.

lunedì 17 giugno 2019

F come fibra, parte 3: mitico il supporto tecnico

Lo smart modem della Tim scalda che è un piacere. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: mi lamento in continuazione della Telecomim, ma oggi i suoi tecnici mi han sorpreso con uno slancio di generosità che ha pareggiato i conti, per così dire. Se l'attivazione della fibra m'ha costretto a cestinare il modem adsl, ora mi ritrovo con un modem fibra in più. Uno di scorta fa sempre comodo.

"Il suo modem è da buttare." La connessione internet cadeva in continuazione, la linea telefonica era inutilizzabile, il pannello di controllo di mytim non era accessibile. E io ho dato la colpa alla Tim. Come al solito.
Dalla mia parte avevo una prova abbastanza schiacciante, per inciso: giovedì scorso, di mattina, appena prima del malfunzionamento della fibra, c'erano ben tre tecnici Tim alla centralina sotto casa. Evidentemente eran lì disperati a pasticciare con cavi e connettori, avevo sospettato.
Oggi, però, mi arriva il supporto tecnico a casa, due giovanotti di Tione (ho riconosciuto al volo l'accento e il caratteristico ne'!) che fanno tutti i dovuti controlli e concludono con la suddetta frase in grassetto. Il modem è guasto, presumibilmente offeso da una temporalata.
Mi son sentito una cacca, dacché non solo ho scomodato i tecnici Tim quando la colpa era tutta del modem Tp-link, di cui loro non son responsabili, ma mi han lasciato pure uno Smart Modem Tim, come misura provvisoria! Usato e che scalda come un dannato, ma gratis e autoconfigurante. Gentilissimi, non me l'aspettavo proprio!

Al Vobis la seconda cortesia della giornata. Filo di corsa al negozio per chiedere se posso riparare il modem Tp-link ancora in garanzia e me ne consegnano uno nuovo di zecca! (Previo il resoconto dettagliato dell'accaduto.) Mi è andata di lusso, anche se avrei preferito puntare a un'altra marca. Della serie: basta con 'ste cineserie, i modem Asus costano meno...
In ogni caso raccomando il negozio, lì il cliente viene seguito, cosa che spesso non succede al Trony o al Mediaworld.

I sospetti irrisolti:
- il modem definito guasto, dallo strumento di diagnostica risultava funzionante.
- temporali giovedì non ce ne son stati. C'erano solo i tecnici all'opera alla centralina. Che abbiano rilasciato un impulso elettromagnetico friggi-modem? Questa teoria del complotto spiegherebbe perché m'han regalato un modem di scorta.
- non ne sono certissimo, ma giovedì ci deve essere stata un'interruzione della corrente elettrica per dei lavori, su per il paese. Magari me l'han fritto loro il modem.

Aggiornamento 21/06/2019: Nel corso della settimana ho notato i tecnici Tim andare a far controlli da tutto il vicinato. Qualcosa giovedì scorso han combinato...

webalice kaput - TELECOMIM

martedì 11 giugno 2019

Le Mammatus sopra Trento, sai che novità...

Questo pomeriggio scendo dall'autobus e vedo la gente guardare all'insù e scattare foto, nella più classica isteria da ufo. Così alzo gli occhi anch'io. Ah, le nuvole mammellari, le avevo già viste. Quanto son definite le odierne, però! Quanto son vicine... Sembra che un oceano evaporato precipiti su Trento da un momento all'altro!

Così ho scattato un paio di foto anch'io alle nubi mammatus, rimpiangendo di non avere con me una vera macchina fotografica. Ho incluso il profilo della chiesa di S. Antonio e di alcuni palazzi di via Gerola, in modo da contestualizzare, localizzare, la foto. E' limitante fotografare le nuvole e basta.


Alla sera son riapparse, dirette sopra la Paganella. C'è da dire che in pieno giorno si notano di più, c'è maggior contrasto.


Aggiornamento 12/06/2019. E' tutto il giorno che sento nominar 'ste mammatus, da stamani in bottega a stasera sull'autobus. Certa gente, reduce dalla tempesta Vaia, oramai si aspetta la fine del mondo, con una rassegnazione rasserenata dalla visione di queste nuvole sublimi. Ieri l'autista se n'era uscito con un "Non avevo mai visto una cosa del genere".
Per la cronaca io le avevo già viste e riviste.
O son io un meteorologo mancato (con la testa tra le nuvole NDA) o son gli altri che, tra saldi in vetrina e scemenza via chat, tengono sempre gli occhi bassi.
Una delle due.
Dicevo, le nubi mammatus le avevo già fotografate nel 2009, nel 2010 e nel 2013. Proprio mai viste...

Aggiornamento 06/07/2019:
Un cielo a pecorelle così "sfocato" che a guardarlo dal vivo mi sentivo miope!

Aggiornamento 07/07/2019:
Toh, altre mammatus dirette sopra Trento. Meno definite, ma sempre mammatus.

2017 - FIRMAMENTI CHE INCANTANO