blog paralleli

domenica 19 febbraio 2012

Vita da pulcini, allevare le galline a casa. Quinta e ultima puntata

Concludo (con immenso ritardo) il reportage Vita da pulcini, pubblicando le ultime foto per dovere di completezza.

Il pulcino rosso è diventato una piccola gallina (seconda foto), così come gli altri quattro:



È arrivata l'estate e, nonostante quella giornata fosse torrida, le cinque galline riposavano una addosso all'altra.

Cominciavano a cantare e anche a fare uova, pur essendo galline da carne (si può notare dalla mole e dalle dimensioni delle zampe). A sinistra il primo uovo e a destra la gallina nana che si preparava il giaciglio per farsi un lavaggio a secco, in questo caso con del terriccio.


Due foto che immortalano le galline alle prese con i due conigli. Non sono stati rapporti particolarmente felici...

E per concludere, un primo piano decisamente espressivo di quello che era il pulcino rosso, e poi la gallina dominante (ha dimostrato le sue doti sin da piccolo): 

Nel video Animali sotto la neve, visitabile a questo link, si vedono altre scene con le galline e i conigli. Si vedranno poi ancora nel prossimo video, in via di ultimazione.


Le puntate di Una vita da pulcini:
1. 2. 3. 4. 5.

giovedì 16 febbraio 2012

Le torte della mamma, seconda puntata: le torte di mele tipiche del trentino

Nuove foto dei dolci tipici del Trentino appena sfornati: le mitiche torte di mele, gustose ma leggere, con il morbido ripieno di frutta. Quindi si possono fare fette belle abbondanti...

torta con fette di mele interne, imbiancata dalla farina: vietate le piccole porzioni
 
Le torte di mele canada, spicchi di mela in vista:


Dicono che le mele canada siano le più adatte per realizzare deliziose torte di mele. Nel dolce a sinistra le fette di mela affiorano e sono cosparse a neve dallo zucchero a velo.

l'aspetto sorridente di una torta di mele ben fatta

Le fette di mela come un ripieno di crema:

Le fette di mela (canada) cotte all'interno dell'impasto della torta si trasformano in crema morbida, che è un piacere da addentare.

Torta di mele rotonda, il sapore della mela nell'impasto:



Fidatevi di chi l'ha mangiata: sembra proprio che l'impasto sia intriso di succo di mela.


Un ibrido tra lo strudel e la torta di mele:


Questo dolce è un ibrido: ha la consistenza di una torta, ma anche uno spessore e uno strato di mele paragonabile a quello del famoso strudel. La pasta morbida forse tradisce la presenza di burro, o forse sono proprio i pezzi di mela a dare il loro contributo.

Le torte della mamma:

i dolci trentini torta di mele torta nera di Cadine torta di rose
tortel di latte torte al cioccolato pane fatto in casa crostata trentina

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd e una Samsung EX1

venerdì 10 febbraio 2012

Recensione di War Horse, film dedicato al sacrificio dei cavalli nella Grande Guerra

Complici il centenario della prima guerra mondiale e le olimpiadi di Londra, che si stanno avvicinando, tra sette giorni esce nei cinema War Horse (Cavallo da Guerra). Una combinazione di eventi che ricorda l'uscita del film Invictus poco prima dei mondiali in Sudafrica.
War Horse non è un film di guerra nel senso stretto del termine, ma una pellicola molto tradizionale e dalla trama semplice, che gioca sui sentimenti. Una storia per ragazzi adatta a tutta la famiglia, basata sull'omonimo romanzo di Michael Morburgo. Il film, diretto da Spielberg, racconta l'avventura di Joey, un cavallo inglese che viene spedito sul fronte francese, e di Albie (o Albert), il ragazzo del Devon che l'ha cresciuto e si arruola per cercarlo.



Non so molto sulla vita. Quello che so è che ci sono grandi giorni e piccoli giorni. La maggior parte sono piccoli e quelli non interessano a nessuno. Ma questo è un gran giorno, il nostro gran giorno.
(Albert Narracott al cavallo Joey)



War Horse è anche un film di guerra
In War Horse Spielberg accosta elementi molto diversi tra loro. Il film inizia che sembra Babe maialino coraggioso: con un'oca umana e il contadino arzillo e bonario nella campagna inglese. Poi Albie, il ragazzo coprotagonista, istruisce il cavallo Joey e ci ricorda sia la scena di Alexander, dove il giovane Alessandro doma Bucefalo, sia quella del celebre L'uomo che sussurrava ai cavalli.
Ci accorgiamo presto, però, che la miseria affligge la famiglia di contadini e all'orizzonte si notano le prime avvisaglie della guerra. Le truppe inglesi, con la cavalleria, si imbarcano per la Francia per andare a combattere gli invasori tedeschi. C'è una scena di vita di trincea assolutamente memorabile e anche gli assalti alla baionetta e i bombardamenti non hanno niente da invidiare ai kolossal bellici più famosi. Assenti le scene cruente, visto che il film è rivolto a tutta la famiglia, ma questo non impedisce alla crudele realtà della guerra di trasparire.

Un trailer sulla prima guerra mondiale


Be brave! Be brave! Be brave!
(il comandante allo squadrone di cavalleria, prima della carica)
Coraggio! Abbiate coraggio! Siate degli eroi! 
(traduzione nel trailer italiano)

Non lasciatevi impressionare (o ingannare) dal trailer. L'anticipazione di War Horse mostra un film in un'ottica molto altisonante, da kolossal bellico, ma buona parte del film non lo è. 

Il sacrificio di milioni di cavalli durante la Prima Guerra Mondiale
Il film War Horse è ispirato all'omonimo romanzo di Michael Morpurgo, basato a sua volta sulle testimonianze di alcuni veterani inglesi della prima guerra mondiale. L'autore scoprì come in quel conflitto i cavalli avessero subito perdite pari a quelle degli uomini. Secondo le stime dell'autore, ne morirono circa dieci milioni: uccisi in battaglia, stremati dalle fatiche (dovevano trainare le artiglierie nel fango) o macellati per nutrire i soldati e la popolazione civile. Per questo il romanzo e poi il film sono dedicati e incentrati sulla figura di un coraggioso cavallo da guerra.

martedì 7 febbraio 2012

Emergenza neve con due vignette: l'ozio dei cittadini e l'isteria dei giornalisti

Emergenza neve in tutta Italia, neve record in Emilia Romagna, freddo siberiano sulle Alpi, regioni che invocano lo stato di calamità naturale... Questo è il ritornello dei telegiornali. Non potendo dare un aiuto concreto alle zone colpite dal maltempo, ho realizzato due vignette per descrivere al meglio l'attuale tragica situazione: Neve civica e Gerico 2012.


Neve civica, di Andrea Baldessari
Una storia vera, una vignetta che parla di neve e di persone, una vignetta che parla di impegno civico e di ozio diffuso. Senza volerlo anticipa anche la festa di San Valentino...
Cambio di strategia: dall'infervoro scritto alla vignetta parlante
Di solito scrivo un... un infervoro, più polemico di quelli di Ezio Greggio (si può leggere qui: La neve e l'ozio dei cittadini). Purtroppo, però, la gente alza gli scudi quando si sente presa in causa, quando alludo all'ozio di molti cittadini che aspettano l'intervento delle squadre del comune e non fanno niente. Allora tiro fuori dal cappello la vignetta, che a prima vista appare simpatica e più morbida, ma che nasconde sempre un messaggio.

Disegnare una vignetta? Non è facile quanto sembra
La vignetta racchiude una combinazione di elementi decisivi: le battute ad effetto, particolari che si richiamano da una scena all'altra e un filo conduttore che tiene tutto collegato. La distesa di neve, per esempio, presenta dei trattini-onda, così la consideriamo neve a colpo d'occhio.
Da notare poi, che disegnare a contorno è totalmente diverso dal mio stile fumoso abituale e il risultato si vede. Da aggiungere che con una tavoletta grafica si soffre quando si va di tratto sottile. In ogni caso, nel complesso, la vignetta non è venuta così male, no?
 
Gerico 2012: l'assedio mediatico in onda su tutti i teleschermi
Un'altra vignetta irriverente, stavolta per descrivere l'incessante opera dei giornalisti. Un isterismo sistemico che va normalizzandosi, suona bene così?
Vignetta dedicata a questi giornalisti stressanti...
Questa vignetta è decisamente più metaforica e riprende, per filo e per segno, un pensiero che avevo espresso tempo fa, che si può leggere sul mio blog personale, Il diario di un fantasma.

Le vignette sono ospitate dal sito web dell'autore, dove sono in mostra anche decine di illustrazioni in chiaroscuro.

Ps:
  1. Neve Civica non è una storia vera
  2. l'autore consiglia di condividere, condividere e condividere!

sabato 4 febbraio 2012

Quanto costa un ritratto digitale? Un ibrido che vale quanto una tela?

La gente sborsa 200 euro per un paio di scarpe e vuole il quadro regalato.
(l'opinione di una pittrice sul web)

Era della fotografia? Il ritratto è ancora vivo
La fotografia la fa da padrone di questi tempi, è un dato di fatto. La foto è comoda, pratica, veloce da realizzare; per un ritratto o un'illustrazione dettagliata, invece, occorre molto più tempo. Da una parte c'è la gente comune, che passa il tempo a farsi decine di fotografie (sciocche, la maggior parte delle volte), dall'altra ci sono professionisti e artisti che realizzano opere pregevoli. Con l'avvento della fotografia il fenomeno del ritratto si è pesantemente ridimensionato, tuttavia rimane ancora vivo. La fotografia, infatti, presenta limiti di fantasia che un disegnatore supera brillantemente, visto che disegna quello che immagina e non quello che esiste.
Colleghiamo il ritratto a un comune olio su tela o a un carboncino, su carta o su tela. Bisogna cominciare a considerare, però, il ritratto digitale, la probabile via del futuro per gli illustratori. Così viene lecita una domanda: in caso di commissione, quanto costa un ritratto digitale?

Quanto costa un ritratto digitale? E uno su tela?
Spesso l'artista si rifugia nell'offerta libera perchè è difficile trovare un sistema per quantificare il valore di un disegno digitale.
A dire la verità, due sistemi per stabilire il valore ci sono, ma valgono per le opere d'arte "fisiche", che si possono toccare, uniche al mondo soprattutto. Molto del valore dipende da questo. Allora facciamo un passo indietro: quanto costa un ritratto convenzionale su tela?
  1. 800 euro al metro quadro: prezzo di partenza
  2. somma della base e dell'altezza per 10 e per un coefficiente variabile (la bravura dell'artista.. stabilita da chi? Dall'artista o da un'agenzia di rating? (...) 
Però capirete che il valore di un disegno è intrinseco, è introspettivo... non è una bistecca da pagare all'etto! Il fatto di stare su una tela o su un altro supporto le rende uniche al mondo, al contrario di un disegno digitale che può essere duplicato all'infinito. Ogni copia del disegno digitale è di fatto l'originale, per questo NON si possono applicare questi parametri e viene venduto in serie a basso prezzo.

Conclusioni: esempio di prezzi per un ritratto di 30 per 45 cm
  1. Un'illustrazione digitale generica, non personalizzata come un ritratto, non può superare i 10-20 euro, perchè viene venduta in serie 
  2. il ritratto su tela, o una tela qualunque, unica al mondo, delle stesse dimensioni, rispettando la regola del metro quadro, vale dai 100 euro in su 
  3. il ritratto digitale è un ibrido tra le due soluzioni precedenti, quindi a occhio il valore sarebbe a metà strada, meno il valore di una tela vuota, che rimane a carico del committente in ogni caso, quando compra la stampa.

Stampare un disegno digitale? Sembra una forzatura e ci rimette la fedeltà
Ultimare un ritratto digitale significa stamparlo su un supporto fisico di varia natura: carta fotografica, carta artistica, tela, alluminio, legno... Perchè stampare un disegno digitale, prodotto e visibile comodamente sul monitor del computer? La stampa assume i contorni di una forzatura.
Una forzatura a discapito della fedeltà: l'illustrazione su un monitor comune appare bella luminosa, stampata su carta, invece, apparirà più scura e si perderanno alcune sfumature del grigio scuro, uniformate con il nero.
Poi bisogna pensare anche a dettagli tecnici. Per esempio, un ottimo software di disegno come Corel Painter disegna a 8 bit (almeno la versione 9), profondità di colore assolutamente adeguata per i monitor, ma non eccelsa per la stampa e la fotografia in generale.


Confrontandosi con i professionisti del settore
Gli illustratori digitali professionisti  si fanno pagare 60 euro all'ora, ma lavorano molto rapidamente e usano tavolette grafiche d'avanguardia, software aggiornati e monitor calibrati.
In rete ci sono diversi ritrattisti tradizionali che lavorano online: basta inviare loro una foto e la riprodurranno su tela, poi spedita a casa. Con prezzi non così eccessivi. Nota: se da un lato aumenta il valore dell'opera, perchè realizzata da professionisti, dall'altra parte il valore dimuisce, perchè realizzata in catena di montaggio da uno sconosciuto che non fa altro che riprodurre la tua foto.


Il costo del ritratto digitale dipende molto anche dal tipo di stampa
La stampa intacca profondamente il prezzo di un ritratto. Confrontiamo le scelte per un ritratto da 30 per 45 cm:
  • stampa chimica su carta fotografica: la più economica (5 euro o poco più), ma ha bisogno di una cornice
  • stampa su carta artistica: qualità maggiore, prezzi variabili (20-30 euro). I servizi online sono più convenienti, ma bisogna aggiungere le spese di spedizione. Serve la cornice
  • stampa su tela: prezzi ancora maggiori (40 euro in su), ma non c'è bisogno di cornice. La tela, infatti, incarta un telaio di legno e si può appendere così.

Meglio quindi farsi fare un preventivo dal tipografo che si assumerà l'onere della stampa.

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.