blog paralleli

martedì 31 agosto 2010

[bricolage] Finestre da restaurare: asportare la vernice e impregnare. Seconda parte.


Ritorno al lavoro. Vorrei concludere le due ante della finestra entro la giornata.
Prendo la seconda anta, quella che dà sull'esterno. Stesso procedimento di ieri.

Qui vedete come ripasso con la livellatrice sui bordi fatti col temperino. Bisogna prestare la massima attenzione. La livellatrice puoi scapparti di mano e fare un macello sul vetro (se non sfondarlo), quindi bisogna mantenere una presa molto salda.


I mole di trucioli è smisurata.. inguardabile. Soprattutto da parte di vostro padre o del proprietario della finestra! Tuttavia queste sfoglie sono molto sottili, mezzo millimetro circa, quindi non serve preoccuparsi.


Finite le parti esterne delle ante tocca a quelle interne. Per fortuna sono meno rovinate delle precedeti.
Occorre grattare soltanto nella parte inferiore.

Inizio. Come vedete, il nodo centrale l'ho grattato con la livellatrice. Col taglierino è quasi impossibile, e anche nel caso ci riusciste, fareste dei disastri sul legno.

Ante interne finite.
Infine un'occhiata alle ante completamente (o quasi) spellate.

Mancano ancora gli infissi, ovviamente...

Collegamenti a tema:
finestre da restaurare asportare la vernice rifinire il lavoro dare l'impregnante

[film] Quando gli spot dei videogiochi superano le pellicole dei Kolossal


Nonostante sia contrario ai videogiochi, che di per sé ci rubano tempo e basta, seguo sempre con molto interesse i trailer e gli spot commerciali.

Devo ammettere che alcuni sono spettacolari. (clicca col destro sull'immagine e scegli "apri in una nuova scheda" per vedere il trailer su Yuotube)

(Perchè non ho pubblicato direttamente il video di Youtube? Semplice, perchè è corretto così, altrimenti rubo banda al servizio e sicuramente verranno presi provvedimenti... NDR)



Intitolato Deliver Hope, è uno dei trailer di Halo Search, l'ultimo episodio. Per gli esperti della serie dovrebbe trattarsi dell'eroica fine di OLD NOBLE SIX e spiega come CAT perse il braccio in battaglia.
Magari lo spezzone ricorda un po' le scene del film Indipendence Day ma, nonostante ciò, resta molto evocativo, a partire dai momenti inziali, scanditi dalle successione di singole note, all'evoluzione degli eventi.


Capita spesso nei videogiochi a sfondo bellico (diciamo la totalità) di trovare scene epiche come o addirittura di più rispetto alle classiche pellicole di rinomati registi. Guardiamone qualcun'altra.

Passiamo al trailer di Soviet Assault, un po' più datato (cliccate sempre sull'immagine per il video su Youtube).



Colonna sonora coinvolgente, che accompagna immagini molto potenti. Il fatto che nelle inquadrature si veda la gradica del gioco non rovina la qualità complessiva. Viene naturale schierarsi con i sovietici, no?
Un altro video dello stesso gioco.



The red bear has awoken.
Non dico altro!

Un po' per simpatie mie (ma non solo!) passo al video introduttivo di Dawn of War.




Scene spettacolari anche qui. Molti, per aprire una parentesi, preferiscono questa sequenza ai trailer di Ultramarines, il primo film di Warhammer 40000.
Video ce ne sarebbero decine, ho postato solo i primo che mi sono venuti in mente.


La critica dei nerd.
E arriviamo al punto faditico.
In tante discussioni che anticipano l'uscita di un determinato film in animazione troverete spesso la seguente frase:


"Ma i filmati dei videogiochi sono mille volte migliori dei film!!!!"

Ci credo! I motivi sono molti:
  • gli spot vengono girati (spesso) con lo stesso motore grafico del gioco, quindi già esistente e migliorato tantissimo con texture e animazioni simil-realistiche
  • i personaggi, le animazioni, ect ect sono il risultato di evoluzioni dei giochi precedenti, di anni e anni di lavoro e di sviluppo
  • mentre un gioco ha una durata di decine di ore, se non di giorni o settimane, un film dura due ore o anche meno.
Di conseguenza, chi produce un film d'animazione spesso ha un budget limitato e parte da zero. Deve quindi sofrzarsi di ottenere un buon risultato, accettabile, concentrandosi maggiormente sulla trama, sul pathos. Chi produce uno spot di un videogioco, invece, concentra in venti secondi di adrenalina il meglio del meglio dei propri sforzi decennali in fatto di animazioni grafiche.



lunedì 30 agosto 2010

[bricolage] Finestre da restaurare: asportare la vernice e impregnare. Prima parte.

Mi sono ritrovato con lo spinoso problema del restauro delle finestre. Bisogna sverniciare i serramenti di legno, a mano o con la livellatrice, e poi riverniciarli con l'impregnante. Chiamare un falegname che si prende dai 30 ai 50 euro all'ora? Meglio farlo da soli!

Il drammatico olio di lino cotto sulle finestre...
Le finestre sul lato meridionale di casa sono quelle più esposte al sole. Il fenomeno si è aggravato dopo l'applicazione di olio di lino cotto, che ha ulteriormente bruciato la pellicola di vernice e lo strato superficiale del legno.
Umidità e sbalzi termici hanno dato il colpo di grazia. La situazione è grave sulla base e fino a tre quarti in altezza. Un po' di foto esplicative:




Dal cortile la situazione sui serramenti della finestra non sembra così grave...
... ma è meglio mettersi all'opera per salvare il salvabile.
Raccolgo un po' di attrezzi: livellatrice (un po' troppo grande e ingombrante per dei serramenti sottili di una finestra), taglierino, cacciavite e lima.
L'intento è quello di rimuovere la vernice ovunque essa sia degradata e poi impregnare il legno grezzo con la tinta originale.

Smonto una delle ante e la sistemo in garage:




Inizio ad asportare lo strato degradato con un taglierino. Gli angoli e tutte le parti strette si fanno a mano: sulla livellatrice bisogna esercitare un po' di forza e non conviene farlo vicino al vetro... rischierete di infrangerlo.
Se non siete pratici vi conviene usare dei guanti, altrimenti vi riempirete di cicatrici. Bisogna esercitare un po' di forza sulla lama e avere, quindi, una presa salda.
Con la lama dovrete seguire il verso delle nervature. 
Bisogna inoltre indovinare il senso del legno, cioè la sua inclinazione. Altrimenti finirete per inciderlo, e capita spesso perchè questo "senso" cambia all'improvviso, in vicinanza dei nodi, come quello presente nella foto (la macchia scura).


La livellatrice in azione: con questa riesco a rimuovere la vernice originaria, che è secca, e livellare dove sono passato con il taglierino. Posso soprattutto correggere gli errori, che sono pressochè inevitabili...
Meglio indossare una mascherina: la macchina solleva un bel po' di polvere. Ricordiamoci che le vernici di una volta contenevano piombo e altre sostanze tossiche.

Dove la vernice è stata coperta dall'olio di lino cotto devo prima passare con il taglierino e poi con la livellatrice. Altrimenti c'è una vera e propria pellicola di unto che ostacola l'operazione.





Questa striscetta è irraggiungibile col taglierino, quindi devo grattarla con un cacciavite. Una soluzione drastica, occorre un bisturi con la lama angolata ma mi devo accontentare. Dovete prestare molta attenzione e procedere molto lentamente.
E infine la prima mezza anta è completa. Avete notato che non ho toccato la parte superiore. Là la vernice è ancora perfetta, non ha senso rimuoverla. Nella parte posteriore ho grattato solo una parte molto stretta, appena sotto il vetro.

Collegamenti a tema:
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lunedì 23 agosto 2010

[reportage] Monte Pasubio: il campo di battaglia, le gallerie e le trincee

Domenica 22 agosto siamo saliti sul Monte Pasubio. Mentre gli amici hanno percorso la Strada delle 52 Gallerie, ho preferito quella degli Eroi.
Stavolta, oltre a fotografare, ho girato un video:

Monte Pasubio: Strada degli Eroi e Zona Sacra







Ho evitato di riprendere i monumenti costruiti in epoca fascista che costellano la Zona Sacra, secondo me troppo appariscenti. La costante presenza di tricolori enfatizza già abbastanza il vincitore.
La canzone di sottofondo è Monte Pasubio, scritto da Carlo Gemignani ma eseguita da Bepi del Marzi e dai suoi Crodaioli. Sebbene il canto parla solo di Alpini, non bisogna dimenticare che non furono i soli a combattere: ci furono anche Fanti e Genieri, Kaiserjager, e chissà quanti altri reparti italiani e austriaci, anche civili.

La salita non è stata facile. Sono salito sul Monte Pasubio partendo dal Pian delle Fagazze, alternando la strada bianca forestale con i sentieri ripidi da trekking. Poi, dopo la Galleria D'Havet, è cominciata la Strada degli Eroi, decisamente più panoramica della precedente.
Arrivato al rifugio Achille Papa ho percorso il Sentiero Tricolore, che attraversa la cosidetta Zona Sacra, o Monumentale, il campo di battaglia della tremenda guerra di trincea e di mine. Un dislivello totale di oltre 1100 metri (sola andata) e circa 28 chilometri (totali) percorsi a piedi. Per la cronaca esiste anche un servizio di bus navetta per evitare un po' di strada ma non faceva al caso mio.

Il video ripercorre, all'inizio, alcuni tratti della Strada degli Eroi e, in seconda parte, ma non sempre in ordine cronologico, la Zona Monumentale. Ho raggiunto prima l'Arco Romano, la chiesetta, la Selletta Comando, il Dente Austriaco e il Dente Italiano (e alcune delle loro gallerie), la cima Palon (attraverso la galleria Papa) e infine sono sceso, tornando al Rifugio Papa. Il video, come le foto seguenti, è stato girato con una fotocamera compatta.

Per concludere qualche foto:
Sinistra: uno dei tratti finali della Strada del Pian delle Fugazze. In cima si vede la casa in rovina del custode della Zona Sacra e, in basso a destra, la Galleria D'Havet, 1797 metri. Nella foto a destra, la Galleria D'Havet, l'inizio della Strada degli Eroi.
Sinistra: si intravede il Rifugio Achille Papa e sulla facciata a destra il tratto finale della Strada delle 52 Gallerie. Destra: la Strada degli Eroi.
La Strada degli Eroi, dedicata ai decorati della Prima Guerra Mondiale.
Sinistra: alcuni muli in un rifugio della guerra. Destra: la croce sul Dente Austriaco.
I camminamenti sul Dente Austriaco, scavati nella roccia e rinforzati di calcestruzzo.

Il testo della canzone che si sente nel video, cantata dai Crodaioli:

Monte Pasubio
(Carlo Gemignani)


Su la strada del Monte Pasubio,
lenta sale una lunga colonna,
bomborombon bom bomborombom.

L'è la marcia de chi non torna
de chi se ferma a morir lassù.

Ma gli alpini non hanno paura,
bomborombom bom bomborombom.

Su la cima del Monte Pasubio,
soto i denti ghè ze 'na miniera,
bomborombom bom bomborombom.

Zè i alpini che scava e spera
de ritornare a trovar l'amor.

Ma gli alpini non hanno paura,
bomborombom bom bomborombom.

Su la strada del Monte Pasubio,
zè rimasta soltanto 'na croce,
bomborombom bom bomborombom,
no se sente mai più 'na voce,
ma solo el vento che basa i fior.

Ma gli alpini non hanno paura,
bomborombom bom bomborombom.



foto e video realizzati con una Fujifilm FinePix Z100fd
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venerdì 13 agosto 2010

[reportage] Il Dosso di Costalta


Sabato 7 agosto ci siamo incamminati su per il Dosso di Costalta.
La passeggiata è iniziata al Passo Redebus.

In lontananza si vede il Dosso.
Inizia la salita per il sentiero che attraversa boschi e malghe in successione. Non potevano mancare le mucche al pascolo.
Arriviamo in cima.


Si gode un ottimo paesaggio. Sotto a sinistra si vede il Bondone e Sardagna, a destra le cave che hanno intaccato il profilo dei rilievi:


Infine si scende...


foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd
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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.