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lunedì 30 agosto 2010

[bricolage] Finestre da restaurare: asportare la vernice e impregnare. Prima parte.

Mi sono ritrovato con lo spinoso problema del restauro delle finestre. Bisogna sverniciare i serramenti di legno, a mano o con la livellatrice, e poi riverniciarli con l'impregnante. Chiamare un falegname che si prende dai 30 ai 50 euro all'ora? Meglio farlo da soli!

Il drammatico olio di lino cotto sulle finestre...
Le finestre sul lato meridionale di casa sono quelle più esposte al sole. Il fenomeno si è aggravato dopo l'applicazione di olio di lino cotto, che ha ulteriormente bruciato la pellicola di vernice e lo strato superficiale del legno.
Umidità e sbalzi termici hanno dato il colpo di grazia. La situazione è grave sulla base e fino a tre quarti in altezza. Un po' di foto esplicative:




Dal cortile la situazione sui serramenti della finestra non sembra così grave...
... ma è meglio mettersi all'opera per salvare il salvabile.
Raccolgo un po' di attrezzi: livellatrice (un po' troppo grande e ingombrante per dei serramenti sottili di una finestra), taglierino, cacciavite e lima.
L'intento è quello di rimuovere la vernice ovunque essa sia degradata e poi impregnare il legno grezzo con la tinta originale.

Smonto una delle ante e la sistemo in garage:




Inizio ad asportare lo strato degradato con un taglierino. Gli angoli e tutte le parti strette si fanno a mano: sulla livellatrice bisogna esercitare un po' di forza e non conviene farlo vicino al vetro... rischierete di infrangerlo.
Se non siete pratici vi conviene usare dei guanti, altrimenti vi riempirete di cicatrici. Bisogna esercitare un po' di forza sulla lama e avere, quindi, una presa salda.
Con la lama dovrete seguire il verso delle nervature. 
Bisogna inoltre indovinare il senso del legno, cioè la sua inclinazione. Altrimenti finirete per inciderlo, e capita spesso perchè questo "senso" cambia all'improvviso, in vicinanza dei nodi, come quello presente nella foto (la macchia scura).


La livellatrice in azione: con questa riesco a rimuovere la vernice originaria, che è secca, e livellare dove sono passato con il taglierino. Posso soprattutto correggere gli errori, che sono pressochè inevitabili...
Meglio indossare una mascherina: la macchina solleva un bel po' di polvere. Ricordiamoci che le vernici di una volta contenevano piombo e altre sostanze tossiche.

Dove la vernice è stata coperta dall'olio di lino cotto devo prima passare con il taglierino e poi con la livellatrice. Altrimenti c'è una vera e propria pellicola di unto che ostacola l'operazione.





Questa striscetta è irraggiungibile col taglierino, quindi devo grattarla con un cacciavite. Una soluzione drastica, occorre un bisturi con la lama angolata ma mi devo accontentare. Dovete prestare molta attenzione e procedere molto lentamente.
E infine la prima mezza anta è completa. Avete notato che non ho toccato la parte superiore. Là la vernice è ancora perfetta, non ha senso rimuoverla. Nella parte posteriore ho grattato solo una parte molto stretta, appena sotto il vetro.

Collegamenti a tema:
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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.