Blog parallelo

venerdì 28 settembre 2012

La piantina di pomodoro recisa. Ricresce, grande come un bonsai

Una piantina di pomodoro tranciata in due riesce a riprendersi e fruttificare?
Un giorno trovai la piantina recisa, il dispetto di un giovane merlo probabilmente, che non sapeva che altro fare. Non mi vengono in mente altre creature che possano tranciare una pianta di pomodoro senza motivo. Senza mangiarla.
Convinto che si riprendesse la lasciai al suo posto. Ma poi, con un lascia perdere, tanto la piantina non si riprederà più, fu estirpata per far spazio al trapianto di una pianta sana. 
Raccolsi i resti della piantina e la interrai nuovamente. Dopo circa quattro mesi posso dire che la previsione si è rivelata infondata, anche se non del tutto: la pianta è rimasta piccola, tipo un bonsai, e anche gli stessi frutti ciliegini sono cresciuti in proporzione.

La piantina di pomodoro recisa, come appariva la mattina del ritrovamento. A sinistra una talea improvvisata per la parte superiore nella terra bagnata. Speranza vana.

la rinascita della piantina recisa: rifà le foglie
Il moncherino che rimaneva, privato delle foglie durante l'estirpazione, ne ha generate di nuove.

Le foglie aumentavano a vista d'occhio, il fusto però è rimasto debole e la piantina di pomodoro cresceva storta. Opportuno, quindi, legarla al bastone di sostegno (operazione necessaria anche per le piante sane).
Dopo le foglie sono arrivati i grappoli di fiori gialli, tipici dei pomodori ciliegini.

E dopo i fiori arrivano i frutti: pomodori ciliegini minuscoli, grandi appena come chicchi d'uva.

foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd

Collegamenti a tema:
travaso e fiori gialli maturazione dei frutti piantina recisa

lunedì 17 settembre 2012

Preparare la marmellata con le corniole selvatiche, frutti da riscoprire

Dalle corniole selvatiche alla marmellata
Le corniole, in trentino cornale, sono frutti selvatici ormai sconosciuti e poco apprezzati dalle nostre parti. Non sono da confondere con le gemme omonime (e molto somiglianti), ma credo anche poco commestibili.
Gli alberi delle corniole si possono ancora trovare sui bordi dei campi e delle strade, colorati di giallo a marzo e punteggiati di prelibati frutti rossi a settembre. Le corniole, infatti, maturano qualche settimana dopo le more selvatiche.
Mangiate fresche e mature, le corniole hanno un sapore particolare, dolce e dissetante, oltre a fare molto bene: rispetto agli agrumi contengono il doppio di vitamina C. I frutti non completamente maturi sono ottimi, invece, per la marmellata snocciolata a mano. Vediamo come prepaparla, passaggio dopo passaggio.
Cominciamo dai fiori:

ultimi giorni di marzo: i fiori gialli del corniolo selvatico

Fine agosto-settembre: maturazione dei frutti:

Gialle come i fiori, le corniole selvatiche assumono un bel colore rosso scuro. Tuttavia non sono ancora mature. Tirano la bocca a livelli impressionanti, tipo il cotogno. Assaggiare per credere

Estate secca, tante corniole perse
Quest'anno l'estate è stata molto secca, di conseguenza molti cornioli hanno perso i frutti. Si sono raggrinziti ancora acerbi e sono caduti per terra.
Per fortuna un bell'esemplare ha evitato questa disgrazia (foto in basso).

Corniole selvatiche nere e mature:
Le corniole mature diventano scure e non più rosse. Inoltre non offrono resistenza quando si raccolgono, finendo per cadere a terra quando soffia il vento. Diventano un po' dolci, perdendo il sapore molto aspro dei frutti acerbi. Le dimensioni dei frutti variano a seconda delle condizioni dell'albero.

La raccolta dei frutti:
L'ideale sarebbe raccogliere le corniole come le olive (ci assomigliano anche, tranne il colore): stendere un telo sotto la pianta e battere i rami. Infine raccogliere i frutti caduti. La posizione del corniolo, tuttavia, non permetteva questo sistema, quindi le ho raccolte a mano. Non si finiva più... 

Preparare la marmellata con le corniole selvatiche, ma quelle nere e mature finiscono in tavola:

Se le corniole nere e dolci finiscono in tavola, foto a fianco insieme ai fichi, quelle rosse e ancora solide saranno l'ingrediente base della marmellata. Prima di tutto vanno snocciolate a mano e, a forza di dai, ho imparato che l'operazione non è troppo complicata. Almeno con i frutti non troppo maturi. Basta applicare una certa pressione laterale fino al punto di rottura. A quel punto aprire la corniola e rimuovere il seme. Nella foto in alto a sinistra si capisce meglio. L'alternativa: usare il passaverdure.
Con un po' di pazienza riempiremo un pentolino, il primo della serie.

Lasciare cuocere a fuoco lento, mescolando frequentemente perchè le corniole non si attacchino al fondo. E brucino. Cuocere e far bollire, l'operazione richiede alcune ore. Il profumo delle corniole cotte è incredibile.
Quasi alla fine della cottura si aggiunge lo zucchero, ma non troppo: la marmellata non sarà dolcissima, però resterà il sapore originale del frutto. Da notare che lo zucchero rende l'impasto, prima bello solido, più liquido e vischioso.

Infine il travaso. I vasetti, chiusi con forza, vanno tenuti capovolti, in modo che il calore fissi il coperchio, rendendolo ermetico.
Nel pentolino è rimasta ancora un po' di marmellata, così me la spalmo sul pane. Ed eccola qui la marmellata di corniole selvatiche. Densa e corposa, priva di quelle trasparenze tipiche dei prodotti del supermercato. E poi questa ha i pezzi di frutta intera...

Altri usi delle corniole: aromatizzante per grappa, succo e salsa
La corniola selvatica viene spesso utilizzata come aromatizzante della grappa, con un po' di zucchero. Vedi foto.
Altrimenti si ottiene il classico succo di frutta, rivitalizzante grazie alle proprietà medicinali di questo prelibato frutto rosso. Dicono, infine, che vada bene anche per le salse, come fosse un pomodoro. In effetti qualche somiglianza nel sapore non manca.

confettura di corniole mature: meglio usare il passaverdure o snocciolarle a mano?

Collegamenti a tema:
i frutti di bosco le more selvatiche ancora more, sulla torta corniole e marmellata

foto scattate con una Samsung EX1 e una Fujifilm z100fd

sabato 15 settembre 2012

Donna radice, nudo artistico dal mondo dei sogni terreni

Nuovo nudo artistico, ne disegno uno all'anno a conti fatti. L'ho intitolato Donna radice e s'ispira ad una torbida scena sognata alcuni mesi fa. Tale donna non sta semplicememte tra le radici, ella stessa è una radice, o meglio, un fittone. Ecco cosa succede a maneggiar sempre sementi germinate ed alberelli da trapiantare!

http://www.webalice.it/baldessari/nudi-artistici-chiaroscuro.html
disegno in bianco e nero, 20 per 30 cm, realizzato con Corel Painter e la tavoletta Wacom Volito 2

Scena di sogno
Ho fissato il ricordo prima che svanisse del tutto, una scena di sogno che può venir solo ricostruita con una certa approssimazione, per non dire interpretata (o malinterpretata).
V'erano diversi alberi spazzati dal vento; uno in particolare aveva il fusto bianco e sottoterra prendeva le sembianze di una donna, anch'ella dall'incarnato lunare, supina in una sorta di alcova oscura, con le radici che si protendevano dagli arti. Quasi fosse una burattinaia, o una burattina. Chi lo sa. Il suo atteggiamento era lascivo e provocante.
Scena abbastanza inquietante, del resto come tutti i sogni. Ho cercato di riprodurla in maniera fedele, per quanto possibile. Contrasti ridotti, per dare l'effetto di vista appannata. Le radici sono ovunque: fanno anche parte del giaciglio e dello sfondo. La forma del giaciglio e la parte superiore del disegno dovrebbe richiamare il tronco d'albero e la sua base.


L'albero cosmico dalla mitilogia nordica
La scena sognata era un po' famigliare. L'albero animato, le radici che nascondono qualcosa. Sapevo (vagamente) dell'Helheim, il regno dei morti delle civiltà nordiche, e dell'albero cosmico le cui radici sprofondano fin laggiù. L'albero in questione è un frassino, chiamato Yggdrasill. Io avevo sognato un albero bianco in mezzo agli altri più scuri, come può distinguersi una betulla o un noce argentato.


Vedi anche:
disegno precedente   -   disegno successivo

lunedì 10 settembre 2012

Coltivare il pomodoro nel vaso, seconda puntata: la maturazione dei frutti

Le due piante di pomodoro nel vaso sono cresciute, un po' nane rispetto agli esemplari trapiantati nella terra buona dell'orto, e i fiori sono diventati frutti.


Sotto a sinistra il vaso con i pomodori costuluti e a destra i ciliegini:

I bastoncini intorno alla piantina di pomodoro sono solo un... vano tentativo di impedire l'opera di scavo dei merli, sempre a caccia di vermi.

Apporto regolare di acqua e terra:
Oltre a un regolare apporto di acqua, i vasi sono stati innaffiati ogni giorno, c'è stato bisogno di aggiungere nuova terra. Perchè le piantine di pomodoro crescono e la terra cala. Le radici finiscono esposte all'aria aperta e vanno quinti ricoperte. Pratica comune anche nell'orto.


il ragno che abita sospeso tra le due piantine di pomodoro
non  poteva che essere arancione...
 
Luglio-settembre: sviluppo dei frutti, primi i pomodori ciliegini

I pomodori ciliegini, in grappoli da otto, maturano fino a scoppiare.

Con un mese di ritardo sono maturati anche i pomodori costoluti (o sono la varietà battito?). Il vaso, infatti, era posto all'ombra e il sole ha impiegato più tempo a colorare di rosso i grossi frutti. Si può usare questa strategia per diluire il raccolto in un lasso di tempo maggiore, evitando gli sprechi e avendo a disposizione la verdura fresca più a lungo.

Se la pianta di pomodori ciliegini ha prodotto un totale di quaranta frutti, quella di pomodori costoluti è riuscita a produrne solo tre. Limiti della coltivazione nel vaso. Come si vede nell'ultima foto, i fiori più esterni sono andati in necrosi. 

Conclusione: sono anche buoni da mangiare, ma si sapeva
L'esperimento ha previsto il travaso delle due piantine in un composto di malli di noce e foglie secche. Non terra nel vero senso del termine. Ero curioso di sapere se questo impasto avrebbe alterato il sapore dei pomodori, ma così non è stato. Sono ottimi e freschi, come ogni frutto colto dalla pianta e non dalla cella frigorifera del supermercato.

Collegamenti a tema:
travaso e fiori gialli maturazione dei frutti piantina recisa

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.