Blog parallelo

mercoledì 31 ottobre 2018

Cronaca bruna: ottobre 2018

Quando i pegòi i è rossi, la fraga l'è... (quando i graspi son rossi, l'uva fragola è) deliziosa. Matura al punto giusto. Confermo la perla di saggezza paterna. Solitamente pochi grappoli d'uva sopravvivono sulle vigne sino a ottobre: i merli li fan sparire prima e quest'anno senz merli ci ho pensato io con la composta...  


Finalmente posso mangiare i frutti del mio piccolo vigneto. Ho aspettato fino all'ultimo, fino a quando caprioli han cominciato gli assaggi di rito. Gli acini della varietà Angela hanno assunto una colorazione bizzarra, ma il sapore non è malvagio. Quelli appassiti son dolci quanto l'uvetta sultanina. A proposito, le altre vigne, varietà Sultanina, anche quest'anno non han fruttificato, brutto segno.

Vedere i pomodori maturare a fine ottobre qui in Trentino non si vede tutti gli anni. Su piante ancora sane, per giunta. Merito di due mesi di quasi siccità (avrà piovuto tre volte) e delle temperature rimaste miti.
Anche i miei pomodori varietà principe borghese si tingono di rosso; il prossimo anno dovrò seminarli prima, non posso sperare tutte le volte nel cambiamento climatico del pianeta Terra.




Ora che le piante di zucca violino si son rinsecchite, i carciofi sottostanti si possono godere un po' di luce. E' da vedere se gli esemplari più sviluppati riusciranno a fiorire entre l'inverno. Intanto nell'altro orto sminuzzo gli zucchini e li seppellisco, la concimazione per l'anno che viene comincia così.

Il raccolto di zucche violine: vista la penuria d'acqua non mi posso lamentare.

Sorprendentemente i cavolfiori si son sviluppati, liberi dai parassiti che presumo essere scivolati in letargo. Raccolgo gli ultimi fagiolini verdi, ovviamente felicissimo di non dovermi sgobbare più.

Gli ultimi fichi a maturare restano mignon, ma son i miei preferiti, dolci e un po' rinsecchiti. Per la serie i frutti leggendari, ho raccolto i kiwi. Piccoli anch'essi, ma i secchi d'acqua miei non bastano ad una pianta che in natura predilige le sponde dei fiumi. Col senno di poi, col diluvio universale di fine mese, conveniva lasciarli ancora appesi ai rami.

Ho iniziato a lavar le noci, come da qualche anno a questa parte, poi ho smesso. C'ho il timore che nel lavaggio s'infiltri un po' d'acqua all'interno, compromettendo la conservazione del gheriglio. Tanto vale pelarle del mallo nero e lasciarle seccare bene al sole. Colgo le mie belle renette arrugginite, varietà Ruggine del Piemonte per l'appunto. Le altre, le Gelata si son rivelate una mezza delusione: cascano prima di maturare correttamente, prima di formare la polpa gelatinosa che le contraddistingue).


A proposito di fregature, ho comprato l'aglio a peso (al Ciba di Trento), accorgendomi poi che razza di spicchi giganti aveva all'interno. Quindi a parità di denaro speso, dispongo di meno semenza.
Che poi gli spicchi così grossi li ho portati in cucina, mi sembra un peccato seminarli.

Fasciatura di fortuna per il noce, con lo scotch di carta, in attesa del mastice.


settembre 2018 - CRONACA BRUNA - novembre 2018

domenica 21 ottobre 2018

Rumori molesti notturni: il camion alle cinque del mattino

Gli ultimi lampioni, più in là le tenebre. Quando mi son tuffato dentro con la torcia mezza scarica, non ho avuto modo di lasciarmi suggestionare da storie di fantasmi e di orsi, mi giravano troppo gli zebedei.
Mi era appena transitato un camion accanto. Un camion di medie dimensioni ma sferragliante quanto basta. Cosa ci fa un camion alle 05:35 di domenica, mi chiedevo, chissà se passa tutti i giorni a quell'ora, che magari quando mi sveglio senza un perché è per colpa sua.
(Il conducente si sarà chiesto cosa ci faceva un pedone a quell'ora, ma tale quesito va posto ai furbi del Comune di Trento che hanno stabilito l'apertura del seggio elettorale alle 06:00. Ancor più furbi i giornalisti che han mal-informato i cittadini sull'inizio delle votazioni alla stessa ora. Ditemi come si fa a votare alle 06:00 quando il personale del seggio inizia a timbrare le schede alla medesima ora.)
Non voglio specificar se quello proveniente da Sopramonte fosse un camion frigo o del panificio, sennò il diretto interessato se la prende a male.
Certo è che se il suddetto conducente leggesse queste righe ed avesse il buon cuore di prendere la Gardesana al forte del Bus de Vela e di non transitare quindi sotto casa (per risparmiare neanche cinquecento metri... ) sarebbe un miracolo. Ma tanto non succederà mai.
Perché la gente non ci arriva. E se ci arriva, se ne sbatte.
I partiti politici fan la campagna elettorale sull'onda della paura o promettendo soldi facili, mai nessuno si sogna di promettere più ore di sonno per tutti, di garantire un sonno migliore. Di garantire una qualità della vita superiore. Fossi il Primo Ministro, stabilirei il coprifuoco da mezzanotte alle sette del mattino, e che diamine!

RUMORI MOLESTI NOTTURNI - NEVE 2019

venerdì 19 ottobre 2018

Il mistero della stazione barometrica indovina risolto

In una dozzina d'anni di onorato servizio non ho mai capito come indovinavi le previsioni. Ora, che si son bruciati i termometri e si è staccata l'antenna del radiosegnale, l'hai azzeccata ancora!
All'inizio credevo che questa Oregon Scientific BAR623 ricevesse le previsioni da Francoforte, tramite il segnale radio DCF77, ma la verità è un'altra! Semplicemente questa è una stazione barometrica, quindi compie delle rilevazioni barometriche, pur non mostrandone i valori sul display (mostra solo le previsioni tendenze meteorologiche in base alle rilevazioni).
Mistero risolto.
Fatto sta che ora la mia cara stazione, riparata con successo infornandola letteralmente, non rileva più la temperatura e me ne serve un'altra.

La rosa delle stazioni barometriche/termometri papabili:

La stazione Technoline primeggia perché completa ed ordinata, mostrando sul display tutto i dati che mi servono, in primis i valori di temperatura massima e minima esterna, ma supera il mio budget.
La stazione TFA vanta un display molto chiaro ed essenziale, mostrandomi pure calendario e fasi lunari.
Il termometro Neotek include un sondino come alternativa al rilevatore di temperatura esterno, tuttavia difetta delle previsioni meteo.
La stazione Oregon Scientific straccia la concorrenza grazie alle previsioni meteo più attendibili, peccato che costi uno sproposito!

Da etico consumatore mi son girato i negozi di Trento, lasciando l'e-commerce come ultima sponda. Le grandi catene dell'elettronica (Trony e Mediaworld) vendono le Oregon Scientific più strampalate (i designer si sono sbizzarriti), l'orologiaio (Groppa) un paio di bei termometri. Nei negozi specializzati (Fet e Foxel) ho trovato stazioni meteo che fanno al caso mio; i commessi m'han detto subito: Oregon coi suoi prezzi è uscita dal mercato.
Così mi son deciso a comprare la Technoline WS9130, con un display molto chiaro e simile alla TFA di sopra, senza igrometro ma chissenefrega, so già che la casa è umida...
Importantissimi per la decisione d'acquisto sono stati i valori di temperatura minima e massima visualizzati di default.

Test: Oregon Scientific VS Technoline. La grande incognita della nuova stazione barometrica è l'affidabilità delle tendenze meteorologiche, per cui l'ho tenuta in osservazione accanto alla vecchia.
Dal confronto si può notare che la Technoline ha impiegato diversi giorni per ambientarsi e trovare una certa sintonia con la Oregon. Il sensore barometrico di quest'ultima è molto più sensibile e corregge le previsioni in tempo; quell'altra è più lenta e può sembrare in errore quando in realtà deve ancora aggiornarsi.
Insomma, è un discorso di reattività.
La vecchia indovina contro la giovane lumaca.

Morale della favola: mi accontento, anche se per 39 euro mi aspettavo qualcosina di più.

PS: perché la tv o lo smartphone non possono fare da stazione meteo (disconnessi dal web, s'intende)? Il termometro interno già ce l'hanno e si eviterebbe di riempir la casa di apparecchi elettronici...




 

giovedì 18 ottobre 2018

Sui ponti ci vuole la data di scadenza

Bella chiara, ben leggibile sui tabelloni luminosi posti alle estremità. Eppure il traffico se ne sbatterebbe altamente lo stesso:
"Ponte scaduto", vignetta fatta col senno di poi

Premesso che certe grandi opere mi dan l'idea di essere state innalzate con troppo ottimismo (detta in altre parole: vengono giù con uno sputo) e che i ponti dei Romani non li fanno più (a dirla tutta anche i ponti dei Romani son crollati, son giunti fino a noi quelli più robusti), prendo atto che una soluzione ardita come il ponte Morandi nel contesto genovese ha, aveva, un suo perché. I viadotti son l'unico modo per transitare velocemente da un punto A a uno B senza volare. Sono pratici.
Rischiano di crollare, ma sono pratici.
Le amministrazioni fan controlli su controlli per mettersi il cuore in pace e rassicurare i contribuenti, fanno controlli perché costruire un ponte nuovo costa immensamente di più che eseguire la manutenzione di routine su quello vecchio. E intanto gli anni passano, il calcestruzzo si scrosta, le armature esposte si corrodono; la tortura delle sollecitazioni del traffico non si ferma un secondo, il peso del traffico s'incrementa nel tempo... fino al patatrac.

Io dico che sui ponti servirebbe la data di scadenza, bisognerebbe sbatterla in bella vista, perché i cittadini se ne dimenticano, non danno importanza a questo dettaglio se devono tornare a casa di corsa a guardare la partita di calcio o la gara di formula uno. Se poi tale accorgimento non servisse a nulla (basta pensare alle foto dei danni provocati delle sigarette che non fanno né caldo né freddo ai fumatori), perlomeno potremmo rivalerci della fatidica sentenza:

ve l'avevo detto!

sabato 13 ottobre 2018

Composta di mele cotogne

La composta di mele cotogne vince la forza di gravità. Non c'è trucco non c'è inganno, solo la pectina insita nel frutto, una bella frullata perché la buccia serve, poco zucchero e tante ore di cottura:

 

Nonostante non piova praticamente mai, l'annata si rivela buona per le mele cotogne: gli alberi son rimasti carichi e i frutti, proprio per merito della siccità, belli sani.
Il papà come al solito ha usato i migliori come profumatori d'ambienti e vi assicuro che la fragranza è imbattibile. Se la giocano con i fichi secchi.

Dicevo annata buona, quindi mi son messo a preparar composta. Quella di mele cotogne, lo ribadisco, vien dura e la mamma saggiamente la mescola con dell'altra più molle (di solito di prugna). Guardate che portento di crostata bicolore (da quanto tempo non caricavo foto di torte!), si vede bene come gli ingredienti freschi facciano la differenza.
Aggiornamento 19/10/18
Una gentile signora, dopo aver sentito che mi piace pasticciare, mi ha portato in regalo la cotognata (di mele cotogne che le ho regalato). Ora mi sento il dovere di far altrettanto, frutti ce ne sono in abbondanza.
Prossimamente.



COMPOSTA DI UVA FRAGOLA - LAVORAZIONE FRUTTA - COTOGNATA

domenica 7 ottobre 2018

Composta di uva fragola senza semi


E' un peccato lasciar le piche d'uva sulla vigna... io ne vado ghiotto, ma non basto a mangiarla tutta (e quest'anno non c'è neanche un merlo che mi aiuta!). A casa preferiscono quella bianca da tavola, del supermercato, vuoi per i semi, in proporzione meno problematici, vuoi per il profumo, meno marcato.
L'uva fragola, ho modo di leggere, si presta a diventar composta/confettura visto che la buccia dell'acino si separa facilmente dalla polpa (e dai semi) (foto). Così, colto dall'ispirazione, mi son messo al lavoro, separando la buccia dalla polpa (una faccenda lunghetta, siete avvisati), le quali finiscono in due padelle diverse, messe a cuocere sul fuoco.
Inebriante profumo di mosto nell'aria.
Quindi m'è toccato filtrare la polpa, pestandola dentro il colino, unendola in questo modo alle bucce cotte; infine ho zuccherato il tutto (molto poco). La composta d'uva, ahimé, è rimasta troppa liquida, ma sono accorsi in aiuto un po' di mele verdi ed il frullatore per addensare (un qualcosina, niente miracoli).
L'ho invasata versandola direttamente dalla pentola, come mai mi capita con le composte durette che preparo di solito.

Temevo che la dolcezza fosse eccessiva, ma le mele l'han mitigata; semi non ce ne sono ed è quel che conta.
Preparerò la composta d'uva fragola anche il prossimo anno? Solo in caso di vigne cariche...


Aggiornamento 28/10/18
Questa crostata della mamma, che esternamente rasenta una biscottata perfezione, contiene proprio la mia marmellata di uva fragola:


COMPOSTA DI FICHI - LAVORAZIONE FRUTTA - COMPOSTA DI MELE COTOGNE