Blog parallelo

martedì 31 marzo 2020

Cronaca bruna: marzo 2020

L'isolamento domiciliare si affronta meglio se a casa c'è l'orto. All'inizio invidiavo da morire i cittadini di città che nel raggio di duecento metri han tutto e han pure una rosa infinitamente maggiore di persone con cui rapportarsi, ma mi reputo altresì fortunato a disporre di un po' di campagna e di qualche bestiola entro i confini di casa. Faccende domestiche ce ne sono per sempre, tipo ripulire le fughe delle piastrelle con acqua e un vecchio spazzolino, ma l'orto da vangare è una valvola di sfogo incommensurabile.



Anche le patate devono mantenere le distanze (#distantimauniti), perciò, mano a mano che vangavo, mettendole a dimora, puntellavo ogni bina e prendevo le misure per quella successiva.
La cicoria è sopravvissuta benone al mancato inverno, così quella da taglio l'ho trapiantata al sicuro, dove avevo già vangato, l'altra sta con le radici a mollo nell'acqua, per mantenerla fresca.

Fantasie di corteccia nei vasi dei mirtilli, sennò i merli scavatori fanno disastri.

Questa a sinistra, nera a pois rossi, potrebbe essere una delle coccinelle ‘Arlecchino’, venuta da lontano e che mette a repentaglio la sopravvivenza della coccinella nostrana.
Magari tutti i rami da potare del ribes fossero così evidenti come quello secco della foto...



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