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giovedì 4 novembre 2010

[comportamento] I videogiochi che creano dipendenza.

Alcuni videogiochi provocano dipendenza
Scrivo alcuni videogiochi e non tutti i videogiochi provocano dipendenza, perchè soltanto quelli ben fatti ci riescono. Malgrado segua con particolare interesse alcuni aspetti del mondo videoludico, come ho spiegato in questo intervento,  non posso esimermi nell'ammonire chiunque di questa conseguenza, negata dai più.


  • pensate ai danni colaterali
  • videogiochi: si tratta di vera e propria dipendenza
  • perchè si fa la muffa davanti al computer
  • i generi più a rischio?
  • mettiamo in chiaro un paio di cose
  • le reazioni delle vittime
  • conclusione: c'è una soluzione?

Danni collaterali
Oltre a bruciarvi gli occhi, logorarvi l'anima e provocarvi qualche sindrome di tunnel carpale, ricordiamoci che giocare al computer è la maniera migliore per fondere i componenti fondamentali di quest'ultimo. Oltre a distruggere il mouse a furia di uccidere mostriciattoli o di sbatterlo in giro perchè lo si reputa colpevole delle nostre sventure, le schede interne vengono messe a dura prova dai giochi, che pretendono sempre il massimo. Il surriscaldamento è quotidiano, sempre più vicino alla "temperatura di fusione", nonostante le ventole diano il meglio di sé.
Parlando di risparmio energetico, un comune portatile non consumerà più di 50 Watt all'ora se utilizzato per navigare sul web o compilare un documento. Se però vi mettete a giocare con un titolo tosto il consumo salirà quasi fino a 200 Watt. Da moltiplicare per tutte le ore che starete davanti al monitor.


Giocare diventa una vera e propria dipendenza
Certo, al contrario di droghe, sostanze affini, sigarette e via dicendo, l'astinenza non provoca stati di angoscia profonda e turbe di vario genere. Piuttosto un marcato senso di ansia e di irritabilità.
Nonostante ciò si presentato molti degli altri sintomi.
Dipendenza. Si sente forte il bisogno di proseguire con l'avventura. Il nostro alter ego ha bisogno di noi, così come lui ha bisogno della nostra attenzione.
Alterazione psico-fisica. Si arriva a giocare anche di notte. Momento ideale privo di genitori rompiscatole. Anzi, a quell'ora si può giocare con i player americani, più educati degli europei. Quindi si dorme di giorno, con un conseguente squilibrio dei ritmi naturali del proprio organismo.
Stare ore e ore seduti davanti a un computer, spesso in posizione scorretta, provoca danni alla nostra struttura scheletrica. Se la passione per i videogiochi è accompagnata anche dall'astinenza di esercizio fisico la situazione non può che aggravarsi.
Se qualcuno disturba il giocatore intento nel giocare, allora scatterà la sua reazione isterica e totalmente esagerata. 
Sensazione di evasione. Immergendoci in un videogioco cominceremo a perdere i contatti con la realtà, focalizzandoci su quella virtuale e finta, apparentemente più appagante.
Qualcuno ci guadagna sempre. Le case produttrici dei videogiochi lucrano sulla dipendenza degli appasionati. Questi, estenuati, giocano a più non posso, a volte pagano un canone mensile, a volte, non riuscendo ad arrivare in cima alla classifica, hanno un'ultima carta da giocare: spendere soldi veri per comprare qualche "asso nella manica".

Perchè non si riesce più a smettere di giocare?
Giocare diventa un appuntamento quotidiano, di primaria importanza. Ti sei autoimposto di badare alla tua seconda vita. Il tuo alter ego deve interagire con gli altri giocatori, deve comprare nuove armi, devo forgiarne da sè altre, deve diventare più forte, conosciuto, deve vendicarsi di chi l'ha ucciso precedentemente. Deve continuare a vivere, deve mantenere intatta la propria reputazione, in poche parole. Al prezzo della tua vera vita.
Il pensiero che ti assilla è: non posso smettere di giocare, altrimenti a cosa sono servite tutte le ore giocate fino a ora? Tutto buttato nel cesso?

Videogiochi che creano dipendenza: esiste un genere in particolare?
No, i generi variano. I più popolari sono:
Li ho analizzati uno per uno negli approfondimenti. 
Online o single player? Solitamente parlo del gioco online. Ciò che offre il gioco senza una connessione è affare di ore, o di qualche giorno al massimo. Dopo un po' è normale smettere di giocare, vien da sé. Ovviamente è meglio non generalizzare. Alcuni titoli strategici, come Civilization, o Total War, hanno la loro lunga durata.

Mettiamo in chiaro un po' di cose
Con i videogiochi la gente cerca di evadere, di interagire in un mondo, che, al contrario di questo, sembra alla sua portata.
Tuttavia si tratta sempre e solo di passività. Si gioca in mondo con regole già scritte, percorsi fissati da altri. L'immaginario non è il nostro, ma dei creatori che tentano di manipolarvi, di stupirvi, di offrirvi qualcosa di magico. Per abbindolarvi, ovviamente.  
Il fattore gruppo alimenta la situazione di appagamento. Non siete soli, siete circondati da centinaia (se non migliaia) di persone, dal loro deciso convincimento. Penserete: "Possibile che siamo stati presi in giro tutti quanti?" Dovete considerate un aspetto importante: molte delle persone che vi circondano sono più giovani di voi, o hanno un lavoro noioso o una condizione di vita che li costringe a passare gran parte della giornata attaccati al computer. O una rendita altisonante dai genitori che permette loro di vivere così. Non fatevi influenzare dalle loro opinioni. Voi siete i primi a dover uscire da queste circolo vizioso.


La reazione delle vittime quando fai loro presente la loro condizione.
Si manifestano, più o meno, nelle seguenti formule:
  1. Negano, negano e ancora negano (reazione isterica annessa). Con gli altri, ma lo ammettono a se stessi. Stanno facendo la muffa davanti al computer, ma, dentro di loro, la parte consapevole e decisa a rimediare è sottomessa da quella rassegnata e abitudinaria.
  2. Se ne escono con: "Ognuno ha i suoi passatempi. Chi gioca a pallone e chi gioca al computer. Io almeno non mi spacco le gambe. E poi non fumo, non bevo..." E così via. Il discorso fila. Non è facile ribattere.
  3. Altrimenti ribattono: "Esiste qualcosa di veramente serio in questo mondo? Basta vedere il marcio della politica!" Una visione disincantata e parzialemente vera, maturata durante ore e ore di gioco e riflessioni.
Conclusione: c'è una soluzione?
Non sono ottimista. Ci sono due strade. Si può pensare di vendere il proprio personaggio a qualcuno e riavere indietro almeno un rendiconto economico, seppur minimo, considerando l'ammontare delle ore giocate.
Altrimenti è obbligatorio staccare immediatamente. Soluzione drastica. Chiudete tutto, disinstallate il gioco e usate il computer per cose più utili a noi stessi, creative. Pensate alla corrente risparmiata.
Ricordiamo di usare un computer per fare faccende serie. Per giocare basta mettere le scarpe da ginnastica e prendere un pallone, o altrimenti delle carte da gioco, dei soldatini, ect ect. Dobbiamo essere attivi, non essere schiavi di qualcosa.
Se vogliamo rimanere qualche ora davanti al pc, esistono programmi per fare qualunque cosa: potete scivere e pubblicare un libro, potete dipingere con una tavoletta grafica, potete comporre una canzone, o un cortometraggio.
Meglio ancora, bisogna entrare in sinergia con le altre persone. Tuttavia il computer e internet non aiutano molto in questo senso, ancora per il momento.


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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.