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domenica 16 novembre 2014

Salvare la gallina ferita

Ho una gallina ferita nel pollaio, posso salvarla? Sì. Non succede quasi mai perché l'allevatore sistema la faccenda con un colpo di grazia molto sbrigativo, tipo una botta in testa. Considerando che l'animale è ancora sano e si può mangiare. Se si aspetta insorgono le infezioni e bisogna gettare la carcassa. Veterinario?! Perchè spendere 50 euro per una gallina che ne vale 10? Non vale la candela...
Sono d'accordo: i veterinari lucrano eccome sulla salute dei vostri cari animali domestici e sparano cifre folli. D'accordissimo.
Allora la gallina curiamocela da soli, no? 
Riporto il caso di una gallina rimasta ferita gravemente e ora guarita.

Vittima di sfortunate coincidenze. Fine luglio, manco tutto il giorno e torno solo la sera. Noto subito una gallina sanguinare, beccata dalle altre. La prendo e la isolo (guarirà in due settimane). Prendendomi cura di lei non mi accorgo di quest'altra, la mia preferita per giunta. Anche lei è stata presa a beccate dalle altre galline, fino ad aprirle uno squarcio nel ventre. Passerà malconcia tutta la notte appollaiata per terra e mi accorgerò di lei solo al mattino successivo.
Diagnosi. La gallina non cammina, ha una ferita estesa e sporca nel ventre in prossimità della zampa destra. Tessuto cutaneo completamente asportato e tessuti interni scoperti. La ferita puzza.

Medicare la ferita. Ho tagliato le piume in prossimità della ferita, perché lo sfregamento generato non fa altro che infiammare i tessuti e provocare infezioni. Ho poi pulito la ferita sotto l'acqua corrente.
In caso di ferita lieve non bisogna coprirla, così da far asciugare i tessuti e farli cicatrizzare prima. Ma in caso di ferita profonda come questa bisogna coprire per evitare ulteriori complicazioni. Occorre quindi stuccare la ferita (prendo il prestito il termine). La resina di pino è indicata per queste circostanze, ma bisogna praticare una profonda incisione nel pino e aspettare un sacco di tempo. Ci sarebbe anche il miele, cicatrizzante ideale per le bestie che poi tendono a leccarsi via il farmaco. In questa occasione mi è venuta in mente la classica scena del film, con la papetta di erbe posta sulla ferita. Faccio una ricerca e un'erba medicamentosa è la salvia. Io ho usato quella dell'orto, ma volendo la salvia la si trova anche selvatica, la riconoscete sia dalle foglie che dai fiori.
[Ovviamente potete andare in farmacia a comprare una pomata adatta o ago e filo per ricucire.]
Infine bisogna far sì che la medicazione resti al suo posto almeno per un giorno, poi si rifà da capo. L'ideale è usare la garza e fasciare bene. Io mi sono accontentato dei tovaglioli puliti. Il fatto che la gallina resti completamente immobile mi ha aiutato in questo senso.

Gallina ferita in isolamento. Va separata dalle altre galline e dobbiamo impedire che le mosche si possano avvicinare (attenzione a eventuali uova deposte tra il piumaggio!) Finirebbe divorata viva dalle larve, a questo punto meglio il colpo di grazia soprascritto. L'ho sigillata dietro a una retina dalla trama molto stretta.
Somministrare l'antibiotico. Un sintomo preoccupante della gallina ferita è che non è più vispa, esclusi i momenti iniziali (foto sopra), non mangia e trema. Facile capire perché: la ferita sporca ha provocato l'infezione e l'infezione la febbre. Dal secondo giorno di digiuno decido di darle un po' d'aglio, potente antibiotico naturale (snobbato dagli occidentali, contrasta anche il mal di denti, è un vermicida, ect ect ect). Il problema dell'aglio è che va assunto a stomaco pieno, quindi la imbecco per una settimana. Sembra difficile, in realtà basta afferrare i bargigli con due dita e tirare molto delicatamente, vedrete che la gallina apre il becco. Per farla bere ho applicato un beccuccio alla bottiglia.
Guarigione. In agosto la gallina mi fa il regalo di compleanno più atteso: supera il momento peggiore e comincia a nutrirsi per conto suo. Lasciata libera, riprende a camminare, sostenendosi con le ali.
La ferita intanto si è ricoperta con la crosta e lentamente si rimargina. Ho spostato la gallina in un sito adiacente al pollaio delle altre, in modo che possano vedersi, elemento molto importante per farla reintegrare nel pollaio.
Reintegrazione nel pollaio. Operazione non scontata. Faccio fare qualche giro alla gallina in mezzo alle altre, controllata a vista, ovviamente, perché la ferita non venga riaperta dalle beccate. Un paio di galline, inoltre, non la riconoscono e la attaccano. La foto a sinistra inganna: le sta solo pulendo il becco. La foto in alto a destra è molto promettente, la gallina ferita in via di guarigione finalmente spicca il salto per covare. A fine agosto ricomincia a fare uova. Ottimo segno.

Il reintegro non va a buon fine. A settembre la ferita si rimargina completamente, ma la gallina non si regge più in piedi, barcolla e perde tono muscolare. Quindi si appollaia per terra e inevitabilmente le altre galline la spiumano per bene.
La ricaduta corrisponde con la deposizione delle uova.
A novembre mi trovo costretto a mettere la gallina in un pollaio tutto per sé. Lei gradisce: è sempre stata una che pensa agli affari suoi, poco integrata con le altre. Ora apprezza i suoi spazi e anche il fatto di venir lasciata in pace dalle altre galline, affamate di piume.
Pare riprendersi. Se recupera bene riproverò a reintegrarla.

Nuove colleghe. Con l'inverno alle porte e con soli due pollai coperti a disposizione, ho dovuto mettere insieme la gallina con due grosse colleghe. Qualche beccata l'ha presa, ma almeno queste gallinone non mangiano le piume. 
La morale è che dagli animali da reddito si pretende e basta. Devono produrre, produrre e produrre. Se non producono più vanno macellati. Io credo che invece bisogna prendersene cura e poi loro loro ti ricompenseranno.
Prevenire, inoltre, è meglio che curare. Le galline si lasciano a loro stesse perché si sanno organizzare e se la cavano. In realtà è meglio rimanere presenti a controllare. Importante anche scegliere bene le galline al momento dell'acquisto. Queste già si beccavano appena comprate. Eccetto questa, era imperativo salvarla.

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.