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lunedì 29 febbraio 2016

Così ti aggiusto il cinturino dell'orologio

Orologi da polso, fragili oggetti di lusso. Non m'importa se gli orologi sono finiti fuori moda o stanno per ritornare in voga, io sinceramente li trovo belli da collezionare ma scomodi da indossare, questo è il dilemma. Enormi, sproporzionati rispetto al polso, solo quelli femminili hanno dimensioni più consone. Il cinturino di gomma non fa respirare la pelle, quello metallico ti lascia il segno e l'unico che si salva è quello in tessuto (o in silicone). Tuttavia si romperà lo stesso, prima o poi, soprattutto se avete il pallino di far ginnastica o di mettervi lo zaino.
Così gli orologi scassati si accumulano nei cassetti; ora, a ben guardare, mi viene voglia di metterne insieme uno.

Una sfida fine a se stessa. Il mio Casio W-740 Illuminator ha più di vent'anni suonati ed è ridotto a un rottame, non lo aggiusto certo per indossarlo. Del cinturino mi resta solo qualche frammento, il vetro minerale ha perso parte della sua trasparenza e non è detto che si riaccenda ancora (ma ci conto).
Nell'attesa che mi arrivi la batteria nuova (ordinata su ebay per 1,85€, alla faccia dell'orologiaio che me ne chiede 8), provvedo alla riparazione.
In ogni caso questo Casio, a leggere il fondello, è fabbricato in Giappone e non, come quasi tutti i modelli recenti della casa, in Cina. Un motivo in più per rimetterlo in sesto. 

Parto dalle cose semplici, in questo caso dal cinturino, recuperato da un orologio di sottomarca che conservavo. Mi sembra più robusto dell'originale.
Penso bene di applicargli i due componenti a marca Casio, cioè il gancio e il ferma cinturino. Il gancio metallico lo impernio dalla parte opposta. Il motivo qui sotto.





Come si evince dalla seconda foto dell'articolo e in questa, l'attacco del cinturino è il problema più ostico da risolvere. Non si può più posizionare il perno.
L'intuizione, per certi versi geniale perché me la cavo coi pochi a pezzi a disposizione, per altri versi molto grezza, è ancorare il gancio metallico all'interno della cassa dell'orologio.
Violare il quadrante stagno non è una bella idea, ma, a meno che non siate subacquei, rimane l'unica valida opzione per fissare saldamente il cinturino.

Inizio a lavorare di precisione, più o meno, tagliando il metallo del gancio e scavando un solco profondo e sottile che sarà la sua sede. Ovviamente ho prelevato il meccanismo al quarzo e ho coperto il vetrino con un pezzo di tovagliolo.
A far bene, avrei dovuto tenere integro tutto il gancio, così da farlo ancorare. Tuttavia posto libero all'interno della cassa non ce n'è, avrei dovuto farlo sporgere all'infuori a discapito dell'estetica.

Una volta ben allineato il tutto, posso finalmente mettere un po' di attack. Sopra vi avvito il fondello che fissa ulteriormente il nuovo attacco del cinturino.

Missione compiuta. Ora non mi resta che rimediare una vite per sostituire quella inutilizzabile originale e rinforzare l'altro attacco del cinturino, ma in maniera non altrettanto invasiva.



aggiornamento: arrivata la batteria e rinforzato il secondo attacco
Mi è venuta pure la tentazione di aggiustare il Vagary GN-4-S che si intravede nella prima foto. La sua ghiera metallica si fonde troppo bene con il cinturino corazzato del Seiko Kinetic ahimé non più in mio possesso. Stavolta, in ogni caso, non violerò la resina del quadrante.

Aggiornamento: provo a lucidare il quadrante. Dopo aver fatto una ricerca (frettolosa) su internet, ho scoperto che basta un po' di dentifricio per rimettere a nuovo il quadrante dell'orologio. Importante: solo se è di plastica, nel caso fosse di vetro minerale, occorre della pasta di diamanti (ho letto questo particolare dopo...). Non l'avessi mai fatto: il quadrante è diventato ancora meno leggibile di prima.
Spinto dalla disperazione, notando che bagnando il vetro minerale questo recuperava la sua trasparenza, l'ho verniciato con diverse mani di protettivo satinato (credo che lucido sarebbe andato meglio). Con un sospiro di sollievo, non solo ho corretto il danno, ma ho ripristinato una trasparenza maggiore di prima.

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.