blog paralleli

martedì 5 luglio 2016

Imprenditori che fanno i furbi all'estero

Parlano spesso di industria cinese che inquina, sbattendosene dei protocolli occidentali. Nessuno però vi dice che tanti grandi marchi hanno delocalizzato (=trasferito) i propri stabilimenti in Estremo Oriente perché lì ci sono meno restrizioni e possono avvelenare le popolazioni locali per saziare il nostro consumismo.
Fate come me, controllate le etichette dei vostri abiti. Per trovare un made in italy sono dovuto tornare indietro di vent'anni. Per completezza i mass media dovrebbero sottolineare che gli imprenditori vanno all'estero per sfruttare la manodopera locale a basso costo, giustificandosi che entro i confini nazionali la burocrazia e le tasse hanno raggiunto livelli insostenibili. Che sarà anche vero, ma capirete anche voi che le popolazioni indigene sfruttate prima o poi si possono incazzare... I mass media semplificano e riconducono tutto all'odio intrinseco dell'estremismo islamico, ma vi nascondono qualche retroscena scomodo.

L'attentato agli imprenditori tessili mi ha fatto venire in mente il film No escape con Owen Wilson (quello della pubblicità del crodino, il biondo per intenderci), guardatelo se avete in mente di andare all'estero a fare gli imprenditori colonialisti-imperialisti. Forse vi passa la voglia.
Mai sottovalutare gli indigeni.

Questo è un post Socialmente Scomodo, amaro da mandar giù.

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.