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mercoledì 10 aprile 2013

I prodotti bio sono veramente genuini?

ciclabile presso Terlago: pesticida per esseri umani
Marchio bio significa prodotti genuini?
L'agricoltura biologica è priva di trattamenti e concimi chimici? No, ci sono eccome. Più leggeri rispetto a quelli dell’agricoltura intensiva, ma magari più frequenti. La frutta e la verdura a marchio bio non sono genuine, perché genuino significa non alterato e ciò che ha il marchio bio è alterato. Finché la priorità è la produzione di massa c'è poco interesse per un raccolto veramente genuino. Dietro c’è sempre l'ottica del profitto e se si vuole far profitto bisogna usare il doping. Chi ne usa tanto e chi ne uso poco. Chi ne usa tanto produce tanto e tiene i prezzi bassi, chi ne usa di meno produce di meno, ci appiccica un bollino sopra e vende a un prezzo maggiore per compensare.
Divideremo l’agricoltura in tre categorie: chimica intensiva, a marchio bioper l’autosostentamento. Andremo infine a dare un'occhiata ai concimi naturali.

Frutta e verdura fresche fanno bene: falso mito?
Non sono poche le persone che escludono dalla propria dieta la frutta e la verdura fresche. Facile dare loro torto perché si sa: la frutta e la verdura fresche sono l’elisir della salute. Ma. C’è sempre un ma. Confrontate le prugnole selvatiche con una prugna coltivata (foto). La frutta e la verdura fresche fanno bene se genuine, se sono cresciute dalla vera terra, se sono maturate naturalmente sulla pianta. Ma se sono state congelate o lavate con detergenti, se sono state trattate o concimate con prodotti chimici, irrorate con pesticidi, sono davvero genuine? Il dubbio mi viene lecito: non è che sto mangiando spazzatura?

Tre tipi d’agricoltura:
  1. Chimica intensiva. Più che contadino bisogna parlare di piccolo chimico che fa esperimenti. Con la scusa che (effettivamente) sta sfamando il mondo, il suo obiettivo è massimizzare la produzione, la quantità. Quindi anche il proprio profitto. La questione è delicata. Eloquente la foto in alto: sembra che il pesticida sia riservato, più che ai parassiti, alle persone.
  2. A marchio bio. La chiamano agricoltura biologica, ma non lo è del tutto. Il contadino si autoimpone dei limiti alla chimica e se li rispetta avrà diritto al marchio. Un bollino che fa salire il prezzo del prodotto sul mercato, un modo per vendere. L'ottica del profitto supera l'etica di fornire un prodotto sano al consumatore. Suona più come una trovata commerciale: devi pagare di più per avere un prodotto più sano.
  3. Per l’autosostentamento. Coltivare per mangiare e non per vendere. Se il contadino dell'agricoltura intensiva raramente consuma quello che coltiva, fateci caso, il pensiero che dobbiamo mangiare quello che coltiviamo noi stessi ci costringe a ottenere i prodotti più genuini possibili. Zero chimica, pochi frutti ma buoni.
Non è solo il grande contadino a fare il chimico... 
La pratica di fare esperimenti chimici con le piante si ritrova anche negli appassionati di pollice verde. Fate una ricerca su google sul migliore concime per quella determinata pianta. Troverete degli esperti che vi elencheranno dosi su dosi di sostanze varie.

I concimi definiti naturali 
Premessa: una pianta non ha tutto questo gran bisogno di concime aggiuntivo. Le basta la terra a disposizione, le foglie secche e gli altri depositi organici. Noi aggiungiamo concime per avere una resa maggiore, la resa normale c'è anche senza concime. Quindi la concimazione comporta di suo un'alterazione del prodotto. 
Riguardo ai concimi naturali, spesso si ignorano le soluzioni più basilari. Soluzioni che si scontrano con le norme igienico-sanitarie o il perbenismo. Vediamo alcuni concimi definiti naturali:
  • I nostri capelli e le nostre unghie sono molto ricche di zolfo. Difatti la polvere degli zoccoli e delle corna del bestiame macellate finisce nei campi, con il nome di cornunghia. Anche il pellame.
  • L'urina rilascia azoto. Da ricordare come fino a non molti anni fa lo scarico del gabinetto nelle case di campagna finiva proprio insieme al letame animale e quindi nell'orto. Curioso che oggi sia vietato, quando in realtà molto di quello che esce dai depuratori fognari diventa proprio concime. Il letame animale opportunamente invecchiato è invece ammesso, molto efficace perchè rilascia nel tempo un grande apporto di nutrienti. Ha diversi nomi, a seconda della sua provenienza: stallatico, pollina...
  • La farina di sangue, ottenuta sempre dal bestiame macellato, è una preziosa fonte di ferro. I vegetariani dovrebbero controllare se quello che mangiano non viene concimato con litri e litri di sangue versato. Stesso discorso con la farina di carne o di ossa...
concime di sfagno: questi sembrano proprio peli di animale...

O vendi o mangi
Il marchio bio è la via di mezzo (i concimi elencati sopra sono alcuni di quelli ammessi nell'agricoltura biologica).
Tante persone si accontentano di ignorare da dove viene quello che mettono sotto i denti. Schizzinose, viziate dai supermercati che mettono in mostra ortaggi e frutta così puliti da sembrare finti. Di sicuro poco genuini. Solo chi coltiva la terra sa qual'è la realtà.

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.