blog paralleli

sabato 21 giugno 2014

Coltivare il rabarbaro 3: raccogliere i gambi, convivenza con gli zucchini

Entro la fine del mese di maggio, complici le pioggie e le secchiate d'acqua del sottoscritto, alcune delle piante di rabarbaro che ho seminato e poi trapiantato hanno raggiunto dimensioni idonee per la raccolta.
Poi mi sono tolto un dubbio: la varietà che ho scelto, la Glaskin's Perpetual, è inglese sì, ma deriva dalla Rheum rhabarbarum originale (tibetana?) e non dalla varietà cinese Palmatum, ornamentale.





Fine aprile-maggio: combattere la piaga delle lumache
I rabarbari appena trapiantati sono stati assaliti dalle lumachine, in agguato sotto la pacciamatura. Dopo la rimozione manuale ho circondato l'area con la cenere, con dubbi risultati. In ogni caso la cenere si rivela un buon concime, visto che i rabarbari apprezzano la terra alcalina. 

Fine maggio: convivenza con gli zucchini
Ora, accanto al filare dei cinque rabarbari ce n'è uno di quattro zucchini. Il posto è quello che è, prevedo una lotta senza quartiere per lo spazio vitale... L'esito dipenderò molto dalle dimensioni variabili dei rabarbari: solo quelli rimasti piccoli non intralceranno gli zucchini.

I tre rabarbari posti sul tumulo all'ombra, purtroppo, non hanno attecchito. Quindi li ho trapiantati nuovamente, stavolta accanto ai cinque al sole. Hanno dato tutti buoni segni di ripresa.
Le due piante a casa non hanno avuto problemi, crescono solo a velocità differenti, normale.


Fine maggio: raccolta dei gambi di rabarbaro
I rabarbari crescono, alcuni più degli altri, e le loro foglie maestose rischiano di soffocare gli zucchini. Quindi è arrivata l'ora di raccogliere i primi gambi.
Le grandi foglie le ho lasciate sul terreno, in modo da tenerlo umido finché non marciranno. Attenzione a tenere almeno metà dei gambi sulla pianta, per non pregiudicarne la crescita.

I gambi più grossi raggiungono i due centimetri di diametro. Considerando che sono piante di un anno circa, non mi posso lamentare. Col tempo (e con maggior acqua a disposizione e con l'apporto costante di concime) diventeranno ancora più grossi.
A metà giugno il secondo raccolto, dopo alcune giornate piovose.





Ora devo solo scoprire come cucinarli al meglio. I primi gambi provo subito a cuocerli al forno (breve cottura di 20 minuti per non perdere le loro proprietà). Sono mangiabili, ma è meglio cercare ricette più sfiziose, argomento che affronterò prossimamente.
Aggiornamento: 
cucinare i gambi di rabarbaro

PARTE 2: TRAPIANTO COLTIVARE IL RABARBARO

Nessun commento:

Posta un commento

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.