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sabato 15 marzo 2014

Coltivare il rabarbaro 2: trapianto nella terra a marzo

Ho trapiantato i dieci rabarbari seminati l'anno scorso.
Perchè a febbraio le piantine sono spuntate a sorpresa dai vasetti di yogurt (ottenendo così il famoso yogurt al rabarbaro NDA) e entro marzo le ho messe a dimora nella terra piena. Dieci su dieci, devo aver comprato della buona semenza (ho altri 140 semi).
Il rabarbaro predilige il clima fresco e umido, e temo che quello di Cadine non lo sia, con le estati torride passate. Vedremo.



Primi di febbraio: i rabarbari rispuntano a sorpesa
Avevo letto che coprendo le piante con un letto di paglia si potevano ottenere delle primizie, ma non mi sarei mai aspettato che i rabarbari si risvegliassero ai primi di febbraio. La somministrazione di acqua gelida non li ha fermati ed entro fine mese i vasetti cominciavano a farsi stretti... Deduco che il freddo al rabarbaro gli fa un baffo.

Marzo: trapianto al sole?
Le otto piante più sviluppate le ho trapiantate a Cadine, che è ben soleggiato. Partivo dal presupposto che il rabarbaro avesse bisogno di tanto sole (oltre a tanta acqua). Leggo poi che lo sviluppo della pianta comincia con 5 gradi e si interrompe con temperature superiori ai 20 gradi. Ormai ci provo lo stesso, male che vada cambierò posto. I lavori di scavo comportano il restauro del muro, lo smantellamento di quelli che chiamavo vasi di roccia per le angurie e una vangata impegnativa in un terreno pieno di sassi (quelli piccoli li ho lasciati dentro).
Volevo garantire almeno quaranta centimetri di terra ai rabarbari, ma lo strato di roccia sottostante è troppo vicino. Provvederò ad aggiungere altra terra nel futuro, così da infossare le radici e tenerle più all'umido possibile. Cinque piante sono qui, il lavoro non è finito ma almeno sono arrivato a buon punto. Quando trapianto gli zucchini darò la sistemata finale.

La simpatica messa in sede di un grosso sasso nel muro di pietra:


Rabarbari sul tumulo di terra
Per le altre tre piante di rabarbaro di Cadine sono corso ai ripari, collocandole sopra un bel tumulo di terra, più all'ombra. Data anche una sistemata al muro di pietre dietro (ormai è diventato un vizio) e innalzata una sorta di barriera per tenere la terra a posto.
Qui il sole arriva solo al mattino (mi pare di ricordare che è meglio avere il sole al mattino che alla sera) e con del fieno vecchio ho realizzato una parziale pacciamatura per impedire che l'umidità del terreno evapori.
Due piantine di rabarbaro a casa
Le due piante di rabarbaro meno sviluppate le ho trapiantate qui a casa, vicino all'orto. Mentre le altre otto piante avevano saturato i vasetti con le radici, queste avevano un volume radicale di circa la metà. Forse basta portare un po' pazienza, considerando anche queste due verranno innaffiate regolarmente. Magari succede come con le angurie: gli esemplari migliori portati a Cadine non fanno nulla, quelli rimasti qui invece danno qualche frutto.


Pensare a come mangiare i gambi di rabarbaro
Premessa: bisogna fare attenzione alle foglie. Possono venire mangiate come spinaci, ma troppe fanno male per via dell'acido ossalico contenuto. Quelli commestibili sono i piccioli fogliari, ne ho masticato uno e non era male. Vanno strappati via lasciandone almeno metà sulla pianta, i migliori sono quelli autunnali. Le ricette dicono tutte di cuocerli e mescolarli allo zucchero o al miele (ottima la marmellata, di soli rabarbari o con l'aggiunta di fragole e lamponi), si possono comunque mangiare crudi tagliati fini fini nell'insalata.  


PARTE 1: SEMINA COLTIVARE IL RABARBARO PARTE 3: RACCOLTA

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.