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martedì 16 settembre 2014

Recensione di Coriolanus: trasposizione moderna di una storia forse vera

Coriolanus è un film che mi ero promesso di vedere, poi però sono passati un po' di anni e rischiavo di dimenticarmelo. Ho rimediato qualche giorno fa e ne è valsa la pena. Film drammatico molto particolare per via dei dialoghi. Meritano davvero, sono il suo punto di forza.
La locandina intriga con il confronto diretto dei due protagonisti, con quelle sagome di fucile che assomigliano a pitture tribali o a sangue. Fucili perché Coriolanus è la trasposizione in epoca moderna di una tragedia (Coriolano di Shakespeare) ambientata nell'antica Roma. Lodevole far combaciare il testo originale con l'ambientazione di duemila anni dopo.
In rete girano altre immagini molto più inquietanti e insanguinate, ma secondo me rendono poco l'essenza del film, fermo restando che di cicatrici si parla spesso.

Il trailer che, stesso discorso di sopra, non rende molto l'essenza del film:

Scene di guerra ce ne sono, girate tra le rovine della Serbia per giunta, ma si tratta sempre di un film drammatico e politico.


Ralph Fiennes è la colonna portante del film, regista e attore protagonista insieme. La sua interpretazione è magistrale, dimostra una grande potenza espressiva nei panni del generale romano Caio Marzio Coriolano. Protagonista esasperato, consumato dalla sua rabbia che rasenta spesso la follia, messo in riga dalla madre di ferro Volumnia (Vanessa Redgrave), non è proprio l'eroe buono che ci si potrebbe aspettare. Un guerriero con una certa nobilità d'animo sì, molto orgoglioso ma soprattutto vendicativo, a tratti feroce e spietato. Un patrizio che disprezza apertamente la plebe di Roma. Ad ogni modo finiremo per compatirlo.


Gerald Burtler, definibile sia come antagonista che come co-protagonita, passa in secondo piano. Interpreta il generale dei Volsci Tullo Aufidio, nemico giurato di Coriolano. Apprezzato dal suo popolo ma frustrato dai complessi d'inferiorità, con l'aspetto trasandato tipico del guerrigliero del centro America, fa qualche macchinazione nell'ombra e compare giusto in un paio di scene decisive. Gli avversari politici romani si rivelano molto più insidiosi. Niente di che insomma, stavolta la parte dello Spartano la interpreta Ralph Fiennes Coriolano e non Gerald Butler Aufidio.




Il film è così intrigante (e dal finale così tragico) che poi ti fa cercare su wikipedia se quella di Coriolano è una storia vera o meno.
Pare di sì, per gli storici del tempo, Tito Livio in primis. I nomi della tragedia sono simili, così come la catena di eventi.
Per alcuni storici moderni, però, quella di Coriolano potrebbe essere solo una leggenda per giustificare le sconfitte subite nella guerra contro i Volsci.
A conti fatti, desidererei anch'io che fosse solo una leggenda. Troppo triste, altrimenti, sarebbe il fato del protagonista.

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.