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mercoledì 20 gennaio 2016

Abeti rossi in vaso 4: riportati nel bosco

Dopo le feste natalizie non oso immaginare la moltitudine di abeti rossi che finisce nella raccolta differenziata. Condannati in partenza perché menomati o privati delle radici, o per lo sbalzo termico patito in casa. Ebbene, ai miei non ho riservato lo stesso trattamento, d'altronde li ho visti crescere e mi ero anche un po' affezionato.


Primavera 2015: nuovo travaso, ma non basta più. I vasi capienti scarseggiano, così come la terra adatta. Per avere circa quattro anni, questi pecci non crescono come i parenti slanciati che vedo nel bosco (lo noto dal tronco fin troppo spesso rispetto all'altezza). Sarebbe il caso di trapiantarli nella terra piena e lasciarli a loro stessi.
Rimando l'operazione all'anno che viene.
Dicembre 2015: trovata una sistemazione! A fare da coreografia a un presepe sobrio, di due soli colori: il marrone del legno intagliato e dei vasi, il verde delle chiome. Alberi di natale spogli, rigorosamente fuori dall'appartamento riscaldato e con abbastanza luce solare.










Gennaio 2015: in nome del lieto fine... C'è chi va nel bosco ed estirpa allegramente un povero abete per la tradizione natalizia e il sottoscritto che fa il contrario.
Cogliendo l'occasione per sgranchirmi le gambe, con lo zaino in spalla e gli abeti rossi riposti dentro (le dimensioni contenute aiutano), sono andato a cercare qualche albero divelto dal vento o dal peso della neve. Alla loro base ho trapiantato i miei. Mi ricorda un po' la festa degli alberi alle scuole elementari.

Ora lo so, gli abeti non stanno molto simpatici ai boscaioli, che preferiscono far spazio ad alberi dal legno dalle migliori qualità calorifiche, come il carpino e le altre latifoglie. Però almeno adesso hanno concrete possibilità di svilupparsi, senza contare che daranno il loro contributo a consolidare il pendio dove è venuto a mancare chi assolveva già alla funzione.
A proposito di carpini, a finr estate ne ho trapiantato uno nelle medesime circostanze; era cresciuto spontaneamente nell'orto.

Notare da un'altra angolazione l'albero divelto (insieme a un pino nelle stesse condizioni) poggiare il peso della propria carcassa addosso a un povero faggio. Nelle vicinanze la convivenza troppo ravvicinata tra un altro faggio e un altro pino, questi puntellato al pendio tramite una possente radice che pare una zampa.

E la storia si ripete. Stavo per dire di essermi liberato dei due abeti, quando ho visto spuntare un'altra piccola conifera dalla terra vangata...

PARTE 3 - ABETI ROSSI CRESCIUTI IN VASO

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.