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mercoledì 24 giugno 2015

Cronache dall'orto 9: dai rovi agli zucchini

Ancora zucchini. La domanda di zucchine a casa è sempre alta, quindi anche quest'anno ho dedicato loro una striscia di terra ben assolata ma invasa dai rovi.
A peggiorare le condizioni, la mancanza totale di acqua nei paraggi. Una sfida con l'obiettivo di raccogliere zucchine da giugno a settembre, integrando quelle raccolte nell'orto.

Inverno 2015: preparazione del terreno
Nelle due foto prima e dopo la pulizia. Per estirpare i rovi ho usato una normalissima forbice da giardinaggio e un bel paio di guanti. Ho scelto i mesi freddi con la speranza che i rovi tranciati morissero per il freddo, ma la cosa non si è avverata (sopra, il groviglio l'ho lasciato, per nascondere alla vista le zucchine da eventuali scrocconi di passaggio...)
Per risparmiare tempo ed energie, non ho vangato interamente tutta la striscia di terra, bensì ho scavato sette buche da riempire con concime organico e ho rimosso anche tutte le basi dei rovi rimaste intorno. Per l'operazione ho fatto il suo esordio la martellina malepeggio, attrezzo da muratori che pensavo di usare per scrostare il muro ammuffito di casa. Ho scoperto che con il suo peso e le sue dimensioni ridotte funziona molto bene anche per zappare, scavare e avere ragione dei ciuffi d'erba più ostinati. Attenzione che non taglia il legno, nonostante le fattezze da scure da una parte e da ascia dall'altra.

Aprile: semina degli zucchini. Ovviamente al caldo dentro casa, in cucina addirittura, meglio fuori vista. Germinazione molto rapida. Crescita rallentata per le piantine trapiantate nei vasetti, per le temperature esterne poco clementi.

Inizio maggio: trapianto delle piantine. Messe a dimora quando la temperatura diventa ragionevolmente mite. Mezzo metro molto abbondante distanza: lo zucchino ha bisogno di tanto spazio per svilupparsi bene e per non venire calpestato durante la successiva raccolta.
I bastoni originariamente servivano a delimitare le buche, poi li ho lasciati per fornire una protezione (molto sommaria) da eventuali erbivori. Per fortuna le limacce (lumache rosse) sono assenti.


Fine maggio. Il sole batte spietato e gli zucchini non hanno ancora foglie abbastanza grandi da farsi ombra. Per alleviare i patimenti (oltre ad andare avanti e indietro con l'acqua sulla schiena come uno Sherpa) mi procuro un po' di fogliame e glielo stendo ai piedi. Una rozza pacciamatura.

E i rovi che fine hanno fatto? Cominciano a rispuntare dal terreno, ma estrarli è quasi uno scherzo. Basta afferrarli sottoterra dove non hanno spine e tirarli fuori con buona parte del pollone.


Metà giugno: zucchine con la pioggia. Le piante vegetano bene, ingrandendosi sempre più e prendendo tutto lo spazio che serve, ma i fiori stentano a sbocciare. Così sfuma il tentativo di ottenere primizie di zucchine prima dell'anno scorso.
Non hanno abbastanza acqua, nonostante tutti i miei sforzi. Tuttavia la pioggia non tarda ad arrivare e dopo tre giorni di rovesci posso finalmente raccogliere le prime zucchine. Piccole di dimensioni ma ben formate (e poi vanno raccolte piccole così).



L'intento, in ogni caso, è sempre stato quello di far crescere gli zucchini al sole per tenerli in buono stato fino in autunno, sapendo che produrranno a pieno regime solo sotto gli acquazzoni estivi. Difatti, dopo altri due giorni di maltempo, le zucchine si sono fatte più grandi e numerose.

Ora il problema è smaltire tutte le zucchine che accumulo, ma questa è un'altra storia...

8: IMPIANTARE LE PATATE: BASTA LA BUCCIA - CRONACHE DALL'ORTO 

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.