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martedì 6 settembre 2016

Coltivare le vigne 3: la prima uva del vigneto

Veder maturare le piche d'uva, tingendosi di blu (e di antociani) un acino alla volta, è sempre uno spettacolo. Queste poi penzolano da una delle vigne sopravvisute o cresciute spontaneamente che avevo provveduto a regolare questa primavera. Son soddisfazioni, insomma.
D'altronde anche nel piccolo vigneto si vede la prima uva e pare strano che già al secondo anno la vigna faccia frutto, ma c'è una spiegazione: la varietà bacco è sorta da talea e non da innesto. Una varietà che cresce fin troppo vigorosamente, idem a casa.


A proposito di talee di vigna, eccone una estirpata con delicatezza questa primavera. Ha radicato! Missione riuscita, il primo step almeno.
Ora tocca metterle a dimora nei posti giusti e dar acqua affinché attecchiscano.


Maggio: rotazione delle colture.

Visto che si raccomanda di lavorar la terra alla base delle vigne (e di non concimarla o perlomeno di non esagerare) e visto che l'anno scorso avevo coltivato solinacee (pomodori, peperoni e melanzane), quest'anno semino legumi. Prima piselli e poi fagiolini verdi, in modo che arrichiscano d'azoto la terra. Oltretutto, come consiglia la saggezza tramandata, cimo le singole vigne, lasciando solo quattro o cinque occhi, cioè germogli, alla base (importante: solo quando questi sono germogliati bene!).


Destino vuole che, dopo aver fatto pulizia davanti alle vigne, sia passato un capriolo simpaticissimo: ha rosicchiato via le tenere foglie, ma ha lasciato i futuri grappoli. Non posso augurargli il cagotto perché le piante non le tratto mai. Buongustaio.
Le difese, evidentemente non sufficienti, sono state rinforzate con di tranci di rovi irti di spine...

Erbivori a parte, per buona parte dell'estate il tempo è favorevole e tutte le vigne emettono nuove foglie e nuovi getti, prosperano insommma. Le talee di bacco, come già detto, esagerano, gli innesti di sultaninau e di angela, invece, se la prendono un po' più comoda. Segue poi un mese molto secco che mette KO le talee, nonostante mi sia ostinato a innaffiarle.

Primi di settembre: la prima uva del vigneto.

Nonostante l'appetito del capriolo, alla fine è riuscita a crescere e maturare ugualmente. Piche d'uva, fra l'altro, durissime da strappare, temevo quasi di rovinar la pianta a tirare troppo.
Uva bacco anche quella inselvatichita, ora che l'ho assaggiata e ho masticato i semini croccanti...
(Nota a margine: a proposito di semi, la semina non ha dato alcun esito.)

PARTE 2 - COLTIVARE LE VIGNE - PARTE 4

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.