blog paralleli

martedì 20 ottobre 2015

Coltivare le vigne 2: piante attecchite nonostante la siccità

Il primo anno del vigneto. E non solo, difatti comincio con una vigna trapiantata a ridosso di una casetta, con una formica in groppa. Forse l'esperimento più ambizioso (=sciagurato), in quanto la posizione è molto soleggiata e il tetto fa sì che non ci piove mai sopra. Sfortuna vuole che la seconda parte dell'estate sia stata asciutta e quindi micidiale.
Meglio cominciar dall'inizio...





Maggio: germogliano le vigne innestate. Primo posto per il vigneto, soleggiato com'è. Vista la locazione remota e frequentata da erbivori affamati, diventa necessaria qualche protezione (foto in basso). Superfluo aggiungere che per le vigne a casa non ce n'è bisogno.
 

I pezzi di rete per mio padre non bastavano, quindi ha provvisto a fortificare tutta la striscia del vigneto con una selva di ramoscelli procurati sul posto.
Ora le vigne dovrebbero stare ben al sicuro.







Nella foto in basso, si può notare come una coccinella pattugli le foglie a caccia di pidocchi.


Inizio giugno. A fine inverno avevo cimato i vitigni abbandonati e inselvatichiti. Ebbene, ora hanno ripreso a fiorire e a far uva.
A destra si vede una vigna autoctona che avevo preservato vangando a suo tempo la terra il vigneto.


Durante il mese di giugno le viti crescono in altezza, arrampicandosi coi viticci. Quella controluce sembra dire non legarmi, faccio da sola! 
Nonostante la vigorosa potatura, anche le vigne inselvatichite si slanciano sino alle fronde degli alberi; con le foglie si distinguono molto meglio nella fitta vegetazione.



Con agosto s'ingrossano le piche d'uva sulle suddette vigne inselvatichite. Un'ottima notizia, visto che vorrei la loro semenza per l'anno prossimo, per ottenere delle signore piante e non dei cloni.

Peccato che poi non piova più per un mese intero e tutti gli acini cadono/vengono mangiati eccetto uno, che a settembre provvedo a fare mio.
Futura somenza nell'acino ben maturo


In ottobre appaiono i primi segnali di stanchezza sulle foglie, ma credo mi sia andata bene: il vigneto è cresciuto senza trattamenti di sorta, pur essendo le vigne sultanine non resistenti.
Raccolgo anche un po' di ortaggi coltivati alla base delle vigne, visto che queste vogliono la terra ben lavorata e mi pareva un peccato lasciarla incolta.


Aggiornamento: gia che ci sono, provo a essiccare un po' di uva fragola al sole. Sarebbe più rapido farlo in cucina, sopra il fornello acceso, ma tant'è, mi devo accontentare.
La morale è che tutti gli acini si sono staccati, finendo nello scatolone. Un'operazione da perfezionare.



PARTE 1 - COLTIVARE LE VIGNE - PARTE 3

Nessun commento:

Posta un commento

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.