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mercoledì 28 settembre 2016

Il mistero del rovo dalle more blu

Delle strane more bluastre maturano alla base dei ben più alti rovi di mora che conosciamo bene. Se non fosse per l'esortazione della vicina, che di frutti di bosco e di marmellate se ne intende, non mi sarei fidato ad assaggiarle.
Le piante in questione hanno un portamento meno vigoroso, più subdolo potrei dire, irte di minute spine, che mi ricordano quasi quelle del lampone selvatico. I fiori son completamente bianchi e non rosati, i frutti, ripeto, sono bluastri, opachi, non neri e lucidi come le more di bosco. Le drupe per mora, inoltra, sono inferiori di numero di dimensioni maggiori. 
Cerca e ricerca, pochi su internet ne parlano, scopro che questo si chiama rovo bluastro (Rubus caesius).

Mora acerba e mora matura di rovo bluastro

La prova dell'assaggio. Il sapore è aspro, alla lontana ricorda quello della mora. Si presta più per la confettura che per il consumo fresco, ha più polpa (e quindi più succo) e meno semi.
La tinta opaca e bluastra è dovuta alla cerosità che ricopre la mora. 
Il confronto tra more di rovo bluastro e di rovo


Curiosità:
Quello che comunemente viene chiamato rovo da more è costituito in realtà da numerose specie e varietà di difficile identificazione perché estremamente simili e spesso ibridate fra loro o caratteristiche di ristrette zone geografiche.
Tratto da: "Flora spontanea protetta nella Regione Lombardia" (pagina originale)

Il rovo bluastro, in ogni caso non è un ibrido di rovo, ma una specie di Rubus, parente del rovo come lo è il lampone (fonte: wikipedia).

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.