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mercoledì 25 gennaio 2012

I corsi del Fondo Sociale Europeo a Trento: soldi pubblici alle scuole private

Ho frequentato un corso post-laurea del fondo sociale europeo a Trento
Visto che questa volta non è arrivata l'intervista telefonica di fine corso (l'aspettavo con ansia...) metto giù due righe in questa sede.
Il mio giudizio sarà spietato: l'organizzazione del corso post-laurea FSE è stata approssimativa, molti insegnanti non all'altezza e l'esperienza di tirocinio assolutamente inutile.
Questa non è stata la mia prima esperienza con i corsi di formazione del fondo sociale europeo. Negli anni scorsi avevo fatto diverse prove di selezione, tutte con esito negativo. Con un punto di domanda, però, visto che avevo ricevuto un'intervista telefonica da parte di un operatore fermamente convinto che il mio nominativo comparisse tra gli ammessi. Questo episodio mi aveva fatto venire dei sospetti (leciti) sulla serietà delle prove di ammissione.
Quella che segue è la verità, la carrellata che non risparmia nessuno, e che non deve risparmiare nessuno.

- soldi pubblici a scuole private - area degradata
- otto ore al giorno con lo stesso docente 
- qualità dell'insegnamento variabile - viaggio all'estero 
- scandali al tirocinio - risultati discriminatori

Come l'Unione Europea investe il denaro pubblico in scuole private
Con i corsi del fondo sociale europeo, l'UE e la provincia autonoma di Trento finanziano progetti di formazione volti a favorire ingresso dei giovani laureati nel mondo del lavoro. In teoria è una cosa buona e giusta, in pratica... in pratica questo denaro pubblico viene intascato da scuole private che non assolvono pienamente al loro dovere.
Nel corso post-laurea del fondo sociale europeo che ho frequentato sono stati investiti 20.000 euro per ogni studente (così hanno riferito). Se moltiplichiamo la somma per tutti i corsisti arriviamo a un totale di 240.000 euro. Come può un corso (del genere) costare così tanto per le casse pubbliche? Quanto vengono pagati gli insegnanti? (per quello che ci hanno insegnato poi...) Qualcuno si è intascato qualcosa? O ci sono tanti burocrati invisibili in qualche ufficio provinciale che hanno lavorato per nostro conto senza che nessuno lo sapesse? (e senza nemmeno apportare alcun miglioramento, sottointeso). Domande lecite perchè non c'è mai trasparenza.

dietro la scuola: il degrado di via Brennero
Locazione della scuola privata: si punta al risparmio
La sede del mio corso post-laurea è ubicata sulla bellissima via Brennero, area verde di Trento nord, inserita in una struttura più grande, che comprende anche due negozi-magazzini: uno di arredi e uno di pneumatici. Fuori, nel parcheggio, si scarica materiale e a terra c'è un po' di tutto: polistirolo, imballaggi e immondizia. Oltre la rete malridotta c'è un boschetto fatiscente con annessa una struttura occupata dai senzatetto (poi allontanati).
All'interno, nei mesi estivi, l'aula diventava un forno. Non si poteva aprire la finestra perchè il traffico di via Brennero avrebbe coperto la voce dell'insegnante.

La formazione dei corsi fse: otto ore al giorno con lo stesso docente
Otto ore al giorno con lo stesso insegnante. In-cre-di-bi-le! Il numero di ore giornaliero è troppo elevato per mantenere l'attenzione. E un insegnante che ti spiega le sue materie per 8 ore è una tortura. Quindi, dopo 3 o 4 ore, chiunque staccava la spina. L'insegnante parlava ai frati e intanto i soldi pubblici dell'UE finivano sprecati.
Perchè si ricorre a questa strategia educativa? Perchè è più comoda la scuola a gestire un singolo insegnante al giorno ed è più comodo l'insegnante a fare la tirata e avere giorni liberi per altre faccende.

Qualità dell'insegnamento: molto variabile
Alcuni insegnanti, preciso subito, si salvano. Altri, invece, no. Purtroppo chi insegnava materie interessanti ha avuto a disposizione solo qualche ora, chi invece risultava noioso come la morte portava avanti le sue lezioni per giorni e giorni. Con uno sguardo d'insieme, il corso ha fornito tante infarinature riguardo tante tematiche, senza approfondire nulla. Ciò contraddice la mission del corso fse: inserire nel mondo del lavoro lo studente. Ma se non gli fornisci una preparazione specifica quello rimarrà al punto di partenza...
Gli studenti hanno dimostrato svogliatezza a loro volta, ma questa è stata una mera conseguenza: se l'insegnante non si fa rispettare è normale che uno comincia a farsi i fatti suoi.

Viaggio all'estero: imparare l'inglese a Londra
Un'esperienza dai particolari discutibili. Permanenza troppo breve, tre settimane, per assimilare la lingua inglese. La scuola, il British Study Center, era buona, ma i suoi studenti abituali restano mesi e mesi, non venti giorni. Poi eravamo sistemati a due a due nelle case-famiglia: dopo le lezioni si ricominciava a parlare italiano.
Questa opportunità, quindi, pagata profumatamente con soldi pubblici, è sfumata e si è trasformata quasi in una vacanza, tre settimane per scoprire tutti gli angoli di Londra. 

Il tirocinio: tentacoli che si insinuano nelle aziende ospitanti
Un paragrafo importante spetta all'esperienza del tirocinio. Chi indicava con precisione l'azienda dove voleva lavorare veniva grossomodo accontentato. Chi, invece, non aveva le idee così chiare e lasciava un margine di ricerca più ampio, veniva sbattuto dal primo che dava la disponibilità, ansioso di rimpiazzare il centralinista andato in ferie (spesso nel pubblico, quindi senza speranze di assunzione).
Esempio: 1. Gino vuole andare a lavorare al Sosi. Il Sosi viene contattato. 2. Paola vuole lavorare nelle agenzie di comunicazione. Paola viene mandata a Trentino Trasporti.
Ma lo scandalo salta fuori con il comportamento della tutor, che agiva per i suoi interessi personali. Chi era questa tutor? Brevemente: una consulente (con una sua azienda) incaricata dalla scuola a seguire il tirocinante. Il rapporto con il tirocinante diventava una scusa per accedere negli uffici della struttura ospitante e farsi pubblicità (o fare spionaggio). Come se la destinazione del tirocinante fosse influenzata dagli obiettivi della tutor.

Morale della favola: risultati discriminatori
Appurato il fatto che il corso è stato complessivamente inutile, gli studenti hanno voltato lo sguardo sui soldi in arrivo. Già, perchè, oltre all'indennità, fino a 1.500 euro, i partecipanti in svantaggio economico hanno diritto anche alla borsa di studio. 3.000 euro, stanziati dal fondo Per il mio futuro. Avete capito bene: indennità e borsa di studio. Come se un corso totalmente pagato, che include un viaggio all'estero totalmente pagato, con i buoni pasto e l'indennità debba anche concedere altri soldi.
Conclusione?
Ad alcuni è andata di lusso: fanno il corso, vanno all'estero, restano a lavorare dopo il tirocinio e ricevono un totale di 4.500 euro. Altri invece non trovano lavoro e ricevono solo il dovuto, cioè l'indennità. E poi si sentono dire (dalla tutor): potresti provare a fare un corso...

Perchè, questo cos'era?

mercoledì 26 ottobre 2011

Tricolori sul Doss Trento, il mausoleo di Cesare Battisti e degli Alpini

tricolore - Cesare BattistiSul Doss Trento, quando cala la sera, risplende il tricolore. I colori della bandiera italiana vengono proiettati sulle colonne del mausoleo di Cesare Battisti, grazie a potenti fari rotanti. Lo spettacolo, dedicato alla celebrazione dei 150 anni di unità nazionale, durerà fino a sabato 29 ottobre. Così avevo letto su un articolo di giornale online. Oggi, 4 novembre, anniversario dell'annessione delle regioni irredente all'Italia, le luci sono ancora accese.
A fianco e sotto alcune foto scattate durante la sera (la prima è un fermo immagine di un video). Il mausoleo di Cesare Battisti, innalzato in cima al Doss Trento, rivolto verso nord e illuminato dalle luci tricolore, risalta come un lampeggiante, impossibile non farci caso.

Doss Trento - Verruca

luci doss trentotrento unità Italia

tricolore battisti trentotricolore mausoleo battisti

Quattro foto, stavolta di giorno, al luogo di sepoltura dell'irredentista e alpino Cesare Battisti, fucilato dagli austriaci in piena Grande Guerra.
tomba Cesare Battistimausoleo Cesare Battisti
monumento cesare battisticorona filo spinato

Poi un particolare del dipinto presente nel museo degli Alpini, a poca distanza dal mausoleo di Battisti. Ora non ricordo bene se raffigurava una delle cerimonie per il Milite Ignoto o proprio il funerale di Cesare Battisti. A destra, una parte del monumento nascosto nella galleria degli Alpini, che si incontra salendo (o scendendo) dal Doss Trento.
museo alpini trentogalleria alpini trento

Il Doss Trento è accessibile dal Piazzale Divisioni Alpine, con le caratteristiche cinque aquile di pietra, proprio sotto la scritta PER GLI ALPINI NON ESISTE L'IMPOSSIBILE, intagliata nella parete rocciosa:


C'era un altro tricolore prima...
Diversi mesi fa, ben prima dello spettacolo di luci, la sezione degli Alpini di Piedicastello aveva affisso un'enorme tricolore (45 metri quadri) sulla parete del Doss Trento, nell'anfratto naturale dove, a Natale, viene posto il tradizionale presepe. Tuttavia...
Rubato il Tricolore degli Alpini, così si è sparsa la notizia della sparizione dell'imponente bandiera, letteralmente rimossa e trafugata da ignoti. Numerose le ipotesi sul movente, tra cui sentimenti filoaustriaci. Esclusa la bravata di un bontempone.

Ad ogni modo, grazie alle luci tricolore, il Doss Trento e tutto ciò che rappresenta hanno avuto la loro rivincita. 
NB: Il titolo del post nasconde un riferimento a Flags of Our Fathers, celebre film bellico di Clint Eastwood.

Vedi anche: 
Patria Donna
foto scattate con una Fujifilm FinePix Z100fd e una Samsung Q10

martedì 19 luglio 2011

Orienteering sul Dosso di San Rocco, Trento

Giovedì mattina: cielo abbastanza sereno, un'afa micidiale, insetti affamati, bussola e cartina, 3 squadre e 14 punti da raggiungere. Ecco gli ingredienti della prima esperienza di orienteering.

  • orienteering
  • il dosso di San Rocco
  • istruttore, squadre e obiettivi
  • il video della giornata
  • precisazioni e conclusioni


Orienteering
Si tratta di una pratica sportiva che lega l'attività fisica a un'attento sforzo mentale. Rispettivamente muoversi agilmente sul territorio e raggiungere una meta studiando la cartina. Si può dire che, tra le due, la seconda è quella più importante: se non sai dove andare puoi essere veloce finchè vuoi, gli altri ti superano comunque.
Lo scopo è ultimare il percorso nel minor tempo possibile, scegliendo il percorso migliore e, nel caso di staffette, costruendo un'adeguata strategia. Si dispone di una cartina minuziosa, sopra la quale viene riportato qualsiasi punto di riferimento, una bussola e un cartellino da obliterare con la punzonatrice che si trova presso ogni obiettivo.



Il terreno di gara
Il Dosso di s. Rocco è un promontorio roccioso che domina sull'omonima località, a sud di Trento, vicino a Villazzano.
Sulla sommità c'è un vecchio forte della guerra, sotterraneo, in via di restauro.
Tutta l'area verde circostante è diventata parco urbano. Un'area boschiva attraversata da strade militari e sentierini. Qua e là si aprono terrazze panoramiche e prati.




Istruttore, squadre e obiettivi.
Il programma originario del nostro istruttore, il cartografo Augusto Cavazzani, prevedeva tre squadre da quattro, a loro volte divise in due coppie di staffette. Le singole staffette si sarebbero alternate, raggiungendo gli obiettivi prestabiliti.
14, da spartire studiando minuziosamente la mappa e obliterare con l'apposita punzonatrice durante la gara.




Il video dell'impresa


Il brano della colonna sonora si intitola: Nirvana, di Dan Skinner e Adam Skinner. Avvincente ma da ascoltare con degli auricolari o delle belle casse, perchè altrimenti si perdono molti bassi e l'atmosfera. 
Ovviamente è disponibile, gratuitamente, con Audioswap di Youtube. 
(se l'audio non si sente - mi è già capitato con Audioswap - basta visualizzare il video nella sua pagina di Youtube)



Precisazione e conclusione
Il vero orienteering, quello praticato dai professionisti, non ha toni così rilassati. Gli atleti corrono a perdifiato, grazie a un'intensa preparazione e a calzature performanti.
Tuttavia questa caccia al tesoro elaborata, chiamiamola così, ci ha consentito di vivere una piccola avventura. Una sorta di magia, nascosta in una carta elaborata che ti fa ritrovare la strada.