blog paralleli

lunedì 13 dicembre 2010

[polemica] I corsi del Fondo Sociale Europeo. Vale la pena provarli?


A breve ripartiranno le selezioni per i rinomati Corsi del Fondo Sociale Europeo. Si parla di gennaio, perchè per il momento i siti delle province che ho controllato non hanno ancora pubblicato nulla.
Di cosa si tratta?
Il Fondo Sociale Europeo finanzia (tra le altre cose) una serie di corsi professionali molto specializzati per neodiplomati e per neolaureti. Attinge il denaro direttamente dalle casse dell'Unione Europea, prelevandone addirittura il 10%, oltre a ricevere finanziamenti da Comune e Provincia. Quindi le risorse ci sono eccome, il proposito di base è giusto, solo che...

La comunicazione. Il sito.
Il sito spesso non è dei migliori. Se devo riferirmi a quello trentino c'è una marea di regolamenti (che non legge nessuno) da scaricare e un introvabile elenco di corsi (che cercano tutti) in pdf che per gran parte dell'anno scompare, tornando solo qualche settimana prima delle selezioni.
Se un'ampia fetta di utenza del sito è composto da giovani che cercano i corsi adatti a loro bisogna pubblicare nella home il collegamento ben visibile. Bisogna avere la possibilità di iscriversi a una newsletter che ci avvisa, tempestivamente, dei corsi programmati.
La soluzione è andare di persona nella sede del Fondo Sociale Europeo, la Struttura Multifunzionale Ad Personam.


Pari opportunità? I conti non tornano...
I vincitori di ciascun corso, generalmente, sono 12. I candidati variano da 60 fino ad arrivare comodamente anche al centinaio. Per una fantomatica bassa presenza di ragazze (a dir la verità è l'inverso), molti corsi prevedono che almeno metà, se non addirittura due terzi (!!!) dei primi vincitori in graduatoria siano di sesso femminile. In entrambi i casi le ragazze saranno matematicamente superiori ai ragazzi...


Trasparenza dei risultati? Zero.
Nonostante la selezione del Fondo Sociale Europeo sia accomunabile a un concorso pubblico, o magari lo è veramente, scoprirete che le graduatorie finali sono e restano segrete. Vengono informati telefonicamente solo i vincitori. Non pare strano? Chi perde può telefonare e chiedere chiarimenti. Ma stiamo scherzando? Io pretendo una graduatoria, pubblicata anche online.


Esperienze personali. Ho tentato tre selezioni.
  • Prima esperienza. Trento, 2009, Esperto in Comunicazione Digitale delle Imprese (o qualcosa del genere). L'arzillo presidente scade subito, durante la presentazione. Descrive minuziosamente quanto sarà accattivante il corso: ci saranno escursioni in montagna, un viaggio all'estero e altre belle esperienze in aziende prestigiose. Per rafforzare i legami del gruppo. Condisce il tutto con ammiccamenti continui con le sue future allieve. Mi viene spontaneo alzare la mano e chiedere perchè farci venire l'acquolina in bocca a tutti quando soltanto una piccola frazione passerà. Nonostante le loro pronte spiegazioni si vede lontano chilometri che la prendono molto male. Tasso di acidità salito alle stelle. Ovviamente non supero le selezioni.
  • Seconda Esperienza. Muti quality manager a Rovereto, 2010. Per fortuna qui il presidente del corso è un tipo molto serio, in gamba. Stranamente, (non so quanti degli altri candidati abbiano affrontato argomenti come la sicurezza, io ho superato alcuni esami unviersitari a riguardo, con progetto e tirocinio appropriato, per non parlare di esperienze lavorative) non figuro tra i primi della graduatoria. Sono molto più in là, anche se, per una astensione pandemica riesco ad avvicinarmi fino ad arrivare dodicesimo ma ugualmente superato dalla ragazza (tredicesima) per via delle pari opportunità qui sopra.
  • Terza esperienza. Mediatore culturale a Trento, 2010. Ambiente serio, formale. Prova scritta: quiz di logica che supero brillantemente (59/60), con annessi i complimenti della psicologa. La stessa che, tra un sorriso e l'altro, durante il (brevissimo) colloquio, molto sereno, mi scarta completamente per il ruolo indicato.
    Da notare come tra molti concorrenti ci fossero anche persone residenti al di fuori della provincia, quando il corso è indicato esclusivamente agli abitanti della provincia. Misteri.

E  dopo le selezioni l'intervista. Le comiche.
Il caso assurdo. Mi intervistano telefonicamente sui corsi, devo dare loro un giudizio, come se non ne avessi le scatole piene delle telefonate pubblicitarie. Faccio notare all'operatore che non mi hanno preso. Lui spiazzato, convinto del contrario. E qui penso "Come mai? Rientravo tra i vincitori? Ho superato qualcosa ma non mi hanno avvisato telefonicamente? Possibile?"
L'operatore mi intervista ugualmente, e qualche critica da fare, ovviamente, ce l'ho.
E poi, per dovere di cronaca, dopo alcune settimane, contatto due mie amiche che stanno svolgendo il corso.
Loro no, non sono state intervistate. No comment.


Provarli o non provarli?
Direi, dopo tutto, di sì. Conosco alcuni che, terminato il corso e gli stage, hanno trovato lavoro.
Dicono che inserire l'esperienza del fondo sociale europeo nel curriculum sia un toccasana. Il corso in sé non è difficile, anzi, contiene molti momenti morti. Te ne accorgi quando vedi la gente collegata su facebook, in orario di lezione. E ti senti dire il motivo.
Tornando alle selezioni, bisogna provarne più di una, anzi, provateli tutte quelle che potete, per aumentare le possibilità. Per passare il colloquio, l'ostacolo più duro, sinceramente non so come fare. Bisogna essere spigliati e sicuri di sè, sicuramente, però a vedere chi è passato... non lo so. I vincitori sono gente variegiata, con alti e bassi. Sono gli  psicologi che sono persone normali, imperfette come persone normali... e dipende tutto dai loro giudizi (arbitrari).

Nessun commento:

Posta un commento

L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.