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sabato 22 ottobre 2016

Perché i fazzoletti di carta sono sì biodegradabili, ma non in tempi brevi

A sinistra potete notare lo scavo del tasso, dove, come sua abitudine, ci caga dentro. Lo fa perché si ciba di larve e di insetti e, arricchendo il terreno di materia organica, si agevola la ricerca del cibo in tempi futuri.
A destra potete notare la toilette abituale del villeggiante maleducato con tanto di bottiglia d'acqua minerale frizzante per il bidé e mezzo pacchetto di fazzoletti, in mancanza di carta igienica.
Che qualcuno spieghi a questa persona (e a tutte le altre che fanno pressapoco lo stesso) che i fazzoletti di carta impiegano tre mesi a decomporsi. Per tre mesi, quindi, i suddetti fazzoletti rotoleranno sospinti dal vento avanti e indietro nel campo. Perché io di certo non sto a raccoglierli.

E la bottiglia? Non serve che lo dica, avete già capito cosa dovrebbe fare quella persona con quella bottiglia.  

Nel caso delle feci del tasso lungimirante, invece, basta sospingere sopra la zolla d'erba e la terra di riporto col piede e non si vede più niente. Anzi, la bestiola ha pure concimato il suolo. Almeno lui, che chi taglia il fieno puntualmente se ne dimentica...

Indagando un po' sul web, ecco una tabella indicativa sui...

...tempi di decomposizione dei rifiuti abbandonati in natura:

Torsolo di mela da 15 a 90 giorni
Fazzolettino di carta da 3 a 6 mesi
Giornale da 4 a 12 mesi
Filtro di sigaretta almeno 2 anni
Gomma da masticare almeno 5 anni
Lattina di alluminio da 20 a 100 anni
Bottiglia di plastica da 100 a 100 anni
Carta telefonica più di 1000 anni
Bottiglia di vetro più di 4000 anni

La gente pensa a torto che i tempi siano più brevi (anch'io non immaginavo tempistiche del genere). Un conto è gettare la carta igienica nelle acque nere, dove, tra ammoniaca, fanghi e batteri, la decomposizione si fa molto rapida. Un altro conto è lasciare i fazzoletti (che durano più della carta igienica) all'aria aperta, sopra il manto dell'erba, con sporadiche precipitazioni e il sole che puntualmente li asciuga. Il vento che puntualmente li mette a stendere sui rami...
Meglio sotterrare tutto come fa il tasso, fazzoletti biodegradabili inclusi: ci penseranno i lombrichi e tutte gli altri abitanti del sottosuolo a cibarsene e a trasformare tutto in humus.

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L'autore

L'autore (di cui potete ammirare l'autoritratto...) è residente a Baselga del Bondone, da alcuni paragonata al villaggio di Asterix, ha la passione della scrittura, del disegno, della fotografia e delle riprese video.